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venerdì 27 gennaio 2012

Devilman, Sabba in TV.



I cartoni animati giapponesi, i cosiddetti "anime", sono stati la passione e l'ideale di molte generazioni di adolescenti, soprattutto negli anni '80-'90 in Italia. Paladini della giustizia come Uomo Tigre, Lady Oscar e tutti i famosi Robot fra cui, solo per citarne alcuni, Jeeg Robot d'acciaio e Mazinga.

C'è un "anime" però che ha attirato la mia attenzione su un aspetto molto particolare : Devilman.

La serie tv in Italia, racconta la storia di un demone spedito sulla terra per sconvolgere il genere umano e far trionfare il regno delle tenebre. Per realizzare il suo proposito Devilman si impossessa del corpo di un ragazzo, Akira Fudo, ucciso insieme a suo padre dallo stesso Devilman, mentre i due si trovavano in montagna durante un'escursione. Tornato a casa nelle sembianze di Akira, Devilman viene adottato dai Makimura, amici dei suoi genitori, e si innamora della loro figlia, la giovane e carina Miki. L'amore verso una fanciulla umana rappresenta un torto che il regno dei demoni non può tollerare. Inizia così una terribile guerra tra Devilman e i suoi ex-alleati con l'annientamento di questi ultimi.

Devilman OAV (Anime Originale per il Video"detto anche Original Video Anime o Animation, OVA, designa in Giappone produzioni anime pubblicate direttamente per il mercato home video senza prima essere trasmesse in televisione o proiettate nei cinema), che segue la trama del manga originale ( cioè la serie giapponese in fumetto dell'autore Go Nagai), presenta diversi mutamenti rispetto alla serie tv: la vita da teen-ager di Akira viene sconvolta dal suo amico Ryo Asuka quando questi gli svela un terribile segreto (pagato con la vita da suo padre, un famoso archeologo). A quanto pare la Terra sta per essere invasa dai demoni, esseri mostruosi ibernati per secoli nei ghiacci e che stanno per tornare in superficie. Secondo Ryo i demoni avrebbero vissuto sulla Terra prima della comparsa dell'uomo, e adesso ne rivendicherebbero il possesso.
L'unico modo per sconfiggerli sembrerebbe quello di prendere il controllo dei poteri dei demoni stessi, così da combatterli "ad armi pari". Ryo coinvolge quindi l'amico in un terribile Sabba, durante il quale Akira si fonde con Amon, il più potente e terribile dei demoni, e si trasforma in Devilman. Solo lo spirito puro del ragazzo e il suo grande amore per la bella Miki gli permette di controllare Amon, e di utilizzare i poteri del demone per difendere il genere umano.
Nonostante i nuovi poteri di Akira, l'invasione delle terribili creature procede inarrestabile. Inoltre Ryo Asuka - che si rivela essere l'incarnazione dello stesso Satana - rivela l'esistenza dei demoni a tutta l'umanità, contribuendo a creare un clima di terrore e violenza.
Sembra che ormai Akira non abbia più alcun motivo per difendere il genere umano, che si è rivelato barbaro e sanguinario quanto i demoni da lui combattuti. In più Satana rivela a Devilman che la fusione di Akira e Amon non aveva lo scopo di salvare l'umanità, ma solo impedire che il ragazzo - di cui Ryo era veramente amico - venisse eliminato assieme al resto della razza umana. Satana ha ormai il controllo del mondo quando Devilman/Akira lo sfida. Dopo una lunga lotta Akira riesce a sconfiggere i demoni inviati da Satana senza riuscire, però, ad impedire l'estinzione della razza umana, e incontrando egli stesso la morte al termine del duello con il principe dei demoni.
Al termine del manga Satana, rimasto ormai l'unico abitante della Terra, piange per la morte dell'amico che ha dovuto uccidere. Nella scena finale centinaia di arcangeli sorgono dal mare per purificare il mondo dai demoni e da Satana stesso.

Si notano profonde differenze fra la serie tv e gli OAV. Innanzitutto la figura del protagonista nella serie, perde le sue sembianze demoniache tipiche trasformandosi in una specie di androide con armi robotiche; inoltre Akira combatte per amore di Miki e riesce a salvare il genere umano che è considerato "buono" nella storia.

Negli OAV invece, che riproducono fedelmente il pensiero dell'autore, Akira è un posseduto che controlla l'entità demoniaca in lui e che pur combattendo è condannato alla sconfitta da un destino deciso da Satana. Un aspetto molto particolare è il Sabba della prima puntata in cui si riproducono fedelmente alcuni particolari degli incontri di varie sette sataniche:
  • Musica sfrenata
  • Abuso di alcolici
  • Seduzione a sfondo sessuale
  • Sacrifici di sangue
Tutto ciò organizzato e finalizzato per provocare una possessione demoniaca che difatto in molti personaggi (tutti giovani) avviene.
Perchè un autore giapponese già negli anni 70 ha voluto riprodurre fedelmente riti di tradizione medievale considerati "superati"?
Gli elementi esposti non ci fanno pensare a Rave party, libertinaggio sessuale, tragedie dopo le serate passate ad ubriacarsi in discoteca, omicidi a sfondo satanico, così attuali anche nei nostri anni 2000 di cui vantiamo il progresso civile, tecnologico e scientifico?
E' lecito trasmettere tali OAV, ( in Italia tre in DVD), che non fanno altro che incitare alla violenza e narcotizzare il richiamo a valori umani e religiosi?

Il male, l'occulto, il demoniaco, la magia, come sostiene anche Carlo Climati nel suo libro "I giovani e l'esoterismo", attirano, e provocano giri di milioni e milioni di dollari o euro.
 
Ciò che fino agli anni '70 cercava di essere mitigato e censurato nei cartoni animati, per uno scopo pacifico e buono, oggi in nome di una falsa libertà e del "posso fare ciò che mi piace ed è buono solo ciò che mi da soddisfazione", viene proposto alla visione di tutti soprattutto su internet dove il mondo intero può accedere. La prima puntata del secondo Devilman è un vero codice di rito satanico di evocazione, accessibilissimo da tutti e con i nefasti risultati che sono agli occhi di tutti. E purtroppo questo è solo uno dei tantissimi esempi che si potrebbero fare. Il guaio è che oggi si crede alla morte di Dio ma non a quella di Satana, perchè Dio amando corregge e Satana odiando permette tutto con il solo ed unico scopo  di distruggere il genere umano e ciò si nota benissimo dal'OAV.

Questa riflessione vuol essere un invito a non evitare tali discorsi considerandoli inutili o superati per i nostri figli, a schierarsi per Dio, a testimoniare la sua salvezza, il suo amore infinito, a professare la nostra fede in Colui che ha già vinto il mondo e che solo ci può donare la vera gioia ed il senso della nostra vita.


                                                   Il Sabba e la tasformazione negli OAV



venerdì 20 febbraio 2009

Satanismo e violenze sui minori, un orrore senza fine!



Si sente spesso parlare di rapimenti di minori e violenze sui minori, in pochi sanno che nella maggior parte dei casi dietro le reti di pedofili e trafficanti di bambini si nascondono organizzazioni sataniste. "Michela", fuggita da una potente setta satanica italiana ha raccontato in un capitolo crudo e sconcertante la terribile realtà dei cruenti rituali sui bambini. Sono più frequenti di quanto si possano immaginare e coinvolgono molte importanti personalità del nostro paese. "Michela" non fa nomi, ma assicura...con lei c'erano molti personaggi famosi.

Pedofilia, aborto, omosessualità, stupro, omicidio...quante nefandezze!


Tratto dal libro "Michela fuggita da satana, la mia lotta per scapparedall'Inferno", PIEMME

I rituali sui bambini

Ho lasciato consapevolmente per ultimi i ricordi che mi fanno più male. Non posso però evitare di raccontarli qui, perché sono convinta che sia necessario rendere tutti consapevoli di quello che veramente sono e fanno le sette sataniche.

Il peggio succedeva quando era la vigilia delle feste dedicate agli angeli e ai bambini: i tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele (29 settembre), gli angeli custodi (2 ottobre), il Natale (25 dicembre), i santi innocenti (28 dicembre), l'Epifania (6 gennaio), la presentazione del neonato Gesù al tempio (2 febbraio, lacosiddetta Candelora).

In particolare queste ultime tre circostanze vedevano in primo piano i rituali sui bambini, che per me sono stati i più drammatici in assoluto. A volte, durante la messa nera, un bambino veniva chiuso vivo dentro un sarcofago. Però non so se poi lo lasciavano oppure lo toglievano: in quei riti la Dottoressa mi portava via prima della conclusione, dato che non avevo ancora raggiunto il livello giusto all'interno della setta. In un'altra circostanza a una bambina è stata fatta bere una pozione che credo fosse velenosa, poiché subito dopo ha cominciato ad avere dolori atroci alla pancia: si contorceva in maniera pazzesca, fino a cadere a terra priva di sensi.
La notte del 5 gennaio era destinata al battesimo diabolico, con la consacrazione dei neonati a Satana. Una madre portò davanti all'altare un bambino che poteva avere due-tre mesi e lo consegnò al Sacerdote, che fece con il pugnale una aspersione di sangue sul suo corpicino e pronunciò alcune formule.

La donna venne premiata con un rapporto sessuale con il Sacerdote e con un altro adepto a sua scelta. Al momento dell'elevazione del calice, le fu permesso inoltre di alzarlo tenendolo insieme con il Sacerdote: e questo era davvero un grande onore.

Un'altra volta ho visto la consacrazione del feto che una gestante ha fatto, offrendolo a Satana mentre ancora portava il bambino nella pancia. Quella donna l'ho rivista nelle settimane successive. Poi purtroppo poteva capitare che il figlio nascesse - o fosse tirato fuori con il cesareo - e avesse vita breve, perché tutto era in funzione della glorificazione del demonio. Quei donati, figli di donne che facevano parte della setta,venivano partoriti clandestinamente, con l'assistenza di medici compiacenti, e non risultavano registrati all' anagrafe.
Io non ho mai preso precauzioni per evitare di rimanere incinta, nonostante nei riti ci fossero rapporti di ogni tipo. Né venivano utilizzati preservativi, neanche contro il rischio della trasmissione di malattie sessuali Comunque, quando una di noi era incinta veniva considerata una prediletta di Satana e suo figlio, nella nostra follia, rappresentava un dono per lui.

Nella notte del 27 dicembre, in spregio di quei bambini che furono uccisi da Erode e che la Chiesa cattolica venera come martiri innocenti, veniva offerto a Satana il sacrificio di un bimbo. Qualche settimana prima, durante un sabato notte, avevo sentito il Sacerdote arrabbiarsi con un confratello che non aveva ancora trovato il bambino da offrire per quella data: evidentemente poi quella tragica ricerca era andata a buon fine.

Si trattava di un maschietto di seis-ette anni, vestito con una tunica bianca, senza cappuccio. Stava attaccato alle braccia del Sacerdote, come se si fidasse di lui, e probabilmente era stato drogato. Le formule utilizzate non le avevo mai sentite in precedenza: veniva invocato soltanto Asmodeo, mentre nelle altre occasioni sentivo nominare anche Lucifero e Belzebù. La Dottoressa mi stava di fianco e mi sussurrava: «Vedi com'è fortunato... lui può donare a Satana la sua innocenza...».
Mentre un altro adepto teneva fermo il bambino, il Sacerdote lo stese sull'altare e cominciò a fargli sgocciolare addosso cera bollente. Anche altri confratelli gli posarono sul corpo piccoli carboni accesi. Il piccolo urlava e in tutti noi cresceva la rabbia verso di lui. Poi il Sacerdote lo sodomizzò e altrettanto fecero gli altri maschi della setta. A vedere gli abusi pazzeschi a cui veniva sottoposto questo povero bambino provai un blocco che mi rese totalmente incapace di fare una qualunque cosa contro di lui. Probabilmente mi era tornata in mente qualche violenza subita nella mia infanzia. La Dottoressa decise allora che per potere fare ulteriore carriera nella setta avrei avuto bisogno di una più intensa "terapia". Avrebbe intensificato le sedute per aiutarmi a superare il mio blocco con i bambini. Era già in programma (subito dopo che avessi portato a compimento la "missione" contro Chiara) una messa nera in cui era prevista l'offerta di un bambino a Satana e io avrei dovuto dimostrare di avere superato il mio blocco. Seppi dalla Dottoressa che dovevo formarmi adeguatamente perché in alcuni riti l'offerta di un bambino a Satana avrebbe dovuto concludersi con il taglio dei testicoli, e la deposizione del cuore del bimbo dentro al calice.

Sono quegli occhi smarriti e terrorizzati l'incubo che mi porterò dietro per tutta la vita anche se alcune scene a cui ho assistito durante questi riti (in cui tra l'altro ero imbottita di droghe e di alcolici) devono essere state talmente traumatiche per me che non riesco neanche a ricordarle; quando mi torna in mente qualche flash provo un dolore così lancinante che ho proprio l'impressione di impazzire. Anche di recente, quando mi hanno messo in braccio dei bambini piccoli, sono stata presa da un'angoscia che mi ha costretta a ridarli alla mamma e a scappare via fra le lacrime. Quando, nei primi tempi della conversione, mi confidavo con Chiara, le ripetevo che - anche se la misericordia infinita di Dio mi avesse perdonata - io non sarei mai riuscita a perdonarmi per ver assistito a tali riti così orribili.

Per quello che ho compreso, alcuni dei bambini sacrificati dalla setta erano stati presi per strada, scegliendoli fra quei piccolini che chiedono l'elemosina ai semafori e dei quali nessuno in sostanza si cura. Se anche scompaiono, è difficile che le loro famiglie zingare facciano la denuncia alle forze dell'ordine. Altri bambini arrivavano invece dal giro della pedofilia, che non di rado è invece una copertura per le attività sataniche.


giovedì 19 febbraio 2009

13 febbraio 1983: Torino ed il carnevale esoterico


E' il 13 febbraio 1983, nella sala di via Cibrario 16-18 si proietta “La capra”, film di successo di Francis Veber con Gérard Depardieu, in sala ci sono circa 100 persone, 70 in platea, 30 in galleria. Verso le 18 scoppia un incendio in galleria, gli spettatori fuggono dalle fiamme e dall'asfissiante fumo nero che si è alzato, ma 5 delle 6 uscite di sicurezza sono bloccate.

Saranno 64 le vittime, 32 uomini e 32 donne, soffocatedalle esalazioni di acido cianidrico, prodotto della combustione del tessuto "ignifugo" delle poltrone. Tutti giovani, intatti, con la faccia annerita dal fumo.

Qualcuno ha sentito uno scoppio sordo: «Qualcosa di simile al rumore che fa uno scaldabagno o una stufa quando viene accesa».
Spunta anche una figura ambigua: «Ci si poteva salvare, ma un uomo corpulento ci respingeva dicendo che non stava succedendo nulla, che non c’era pericolo alcuno», dice una superstite, Isabella Culigara; ma nessuno viene identificato.

Come osservano Vittorio Messori e Aldo Cazzullo nel libro “Il Mistero di Torino” : «E' solo un caso se il funesto rogo al cinema Statuto avvenne appena dopo un “carnevale diabolico” organizzato dal municipio?».

Nell'inverno del 1983 a Torino, si organizzò in effetti una sorta di carnevale esoterico, sponsorizzato dal Comune e iniziato l'8 febbraio (5 giorni prima del tragico evento).

Inoltre la notte precedente il rogo, nel parco della Villa della Regina si svolse un meeting con rappresentanti di tutte le sette sataniche europee.

L'organizzatore del "carnevale", intervistato da Messori qualche giorno prima della tragedia, dichiarò: "Si tenterà di evocare gli spiriti più oscuri e malefici della città, ovunque, tranne in un solo luogo: piazza dello Statuto, luogo centrale della magia nera, ombelico maledetto di Torino. Anzi per tutto il carnevale girate alla larga da quel posto".
Il cinema, al civico 16-18 di Via Cibrario, era a 200 metri da piazza Statuto.

Si proiettava, abbiamo detto, il film La Capra, che, come spiega Messori nel suo Pensare la storia (p. 62) in argot significa "la iella", "la disgrazia".
Il "carnevale esoterico" fu sospeso.
Ma se invece di scherzare col demonio, certi amministratori fossero stati più avveduti...

martedì 20 gennaio 2009

L'ombra di Satana, una fiction sulle sette sataniche



E' in arrivo una miniserie presentata nel Luglio del 2008 al Roma Fiction Fest, si intitolerà "L'ombra di Satan" e tratterà il tema delle sette sataniche...
Ambientata tra Treviso e Vicenza, andrà in onda su Sky in due puntate.
Speriamo possa far emergere tutta la drammaticità del problema!
Intanto se ne inizia a parlare in quotidiani, blog e siti vari...facendo il più delle volte riferimento alle impressionanti cifre del fenomeno, purtoppo in espansione.


Di seguito il bell'articolo di Giuseppina Manin
comparso sul Corriere della Sera del 7 Gennaio
Link Articolo

Le bacheche del web espongono annunci tra l'allarmante e il grottesco: «Pratico la magia nera e cerco formula magica per uccidere. Chi può aiutarmi?». «Cerco qualcuno che mi prenda come suo schiavo satanico. Scrivere solo se realmente interessati». «Sono altamente interessato a essere sacrificato per una femmina cannibale. Scrivetemi via mail le vostre esigenze». «Io non vedo niente di sbagliato nei serial killer, mi piacciono i serial killer che vagano in cerca di preda nella notte»....

Ci sarebbe da ridere, se tutto non fosse spaventosamente serio. Quei messaggi bislacchi non hanno niente di ironico né di spiritoso. Gli adoratori del Demonio avranno forse poteri soprannaturali, ma senso dello humour no. Quello gli manca proprio. A curiosare tra i mille blog, club, newsgroup dell'universo luciferino ci si rende conto dell'impressionante tracimare di un fenomeno un tempo riservato a sparuti gruppetti di invasati. Satana oggi abita su Internet, ma se deve passare dal virtuale al reale, allora opta per il Bel Paese. È l'Italia infatti a detenere l'inquietante primato a livello europeo della prolificazione delle sette. «Ottomila sette, 600 mila adepti. Che in gran parte si ritrovano con la complicità del web, droghe e un certo tipo di musica. È il satanismo dei giovani, acido, all'italiana», lo definisce Alex Infascelli, 41 anni, musicista e regista da sempre attento a realtà turbate e controverse come testimoniano i suoi film, da Almost Blue, a Il siero della vanità a H2Odio. Da poco ha terminato a Trieste («con Torino la città più attiva dal punto di vista magico») le riprese de L'ombra di Satana, miniserie in due puntate prodotta da Sky Cinema (dopo Quo vadis Baby? e Romanzo criminale) che andrà in onda nel maggio prossimo. Protagonista Fabrizio Bentivoglio, per la prima volta in una fiction, nei panni di Giovanni Baldassi, piccolo industriale benestante, padre di famiglia come tanti, catapultato d'improvviso nel più assurdo degli incubi.

Il suo figlio maggiore, Michele, sparisce inghiottito da un nulla che, via via si rivelerà popolato di ombre spaventose. Nell'inseguirlo, l'uomo finirà lui stesso nei gorghi di una setta, inorridito e affascinato al tempo stesso. «Un mondo fuori da ogni regola, che esalta la violenza e la crudeltà, il razzismo e l'omicidio. Ma anche nelle tenebre più fosche si possono a volte trovare spiragli di luce - sostiene Infascelli -. Il frutto proibito di una libertà senza freni può condurre alla follia ma anche spalancare porte di conoscenza inattesa, sospingere su percorsi interiori sorprendenti. Quelle teorie luciferine dicono cose molto pericolose ma anche molto forti, molto vere. E questo ha grande risonanza tra i giovani che hanno fame di messaggi ardenti. Da una parte o dall'altra. Giovanni Paolo II trascinava folle di adolescenti con le sue parole. Lo stesso può accadere su altri versanti».

Insomma, ragiona Infascelli, bene e male sconfinano sempre e nulla va demonizzato, nemmeno il Demonio. «Più che il fenomeno sette in sé, mi interessava raccontare quello che accade dietro la facciata "normale" di cittadine tranquille stile Twin Peaks. Prendiamo Vicenza: 100 mila abitanti, 30 locali per scambisti e lap dance. Di giorno città laboriosa e perbene, di notte pronta a ogni trasgressione. Accade ovunque, certo. Ma da noi anche di più. Siamo il Paese cattolico per eccellenza, e dove c'è l'acqua santa c'è anche il diavolo. E il papa di recente ha lamentato che ci sono troppo pochi esorcisti... La Chiesa bianca e la Chiesa nera. Il potere d'attrazione d'entrambe è indubbio. Ma sette e congreghe si nascondono ovunque. Anche Facebook ha le sue insidie. Ne so qualcosa. Mi sono iscritto e dopo un mese mi ritrovavo 600 amici, dei quali ne conoscevo sì e no una dozzina. Sconosciuti che avevano le mie foto, si confidavano con me, tentavano di coinvolgermi in ogni modo. Ho avuto la sensazione di esser stuprato. E mi sono tolto rapidamente».

martedì 13 gennaio 2009

Satanismo - intervista a Padre Amorth



Le riflessioni sull'azione di Satana nella nostra vita, non possono non gettare uno sguardo su quella realtà "organizzata" attraverso la quale il demonio agisce per diffondere nel mondo il suo piano di morte: le sette sataniche. A questo proposito continuiamo a pubblicare alcuni stralci di un'intervista rilasciata da don Gabriele Amorth alla rivista "30 GIORNI" (n. 7/8 2000 - vd. Eco 154).


"Quello che so sulle sette sataniche mi viene detto dalle persone che con enorme fatica e con grave rischio personale decidono di uscirne. Ne escono sempre estremamente segnate, con influenze diaboliche che provocano loro grandi sofferenze, ed hanno bisogno di esorcismi per esserne liberate. Chi decide di uscire dalle sette sataniche vive in uno stato di grande terrore. In America viene ucciso, in Italia ancora no. Ma le sette sataniche fanno malefici, cioè compiono riti satanici contro le persone che le abbandonano.

D. Lei ha l'impressione che le sette sataniche si stiano diffondendo molto in Italia?


R. In Italia ritengo che siano sei-settecento. Si tratta sempre di gruppi molto piccoli, perché così si possono riunire con maggior facilità e sono difficili da individuare. Sono solo quattro le grandi sette sataniche in Italia, le altre sono formate da una decina di persone ciascuna.

Ma in Italia c'è una grande diffusione del satanismo che va oltre le sette. E coinvolge un grandissimo numero di persone. Basti pensare al rock satanico. Non accuso assolutamente - sarebbe ridicolo - la musica rock. Ma c'è una sua forma, appunto il cosiddetto rock satanico, che predica il nichilismo più assoluto, combatte la religione cattolica e qualsiasi ordine sociale. Insegna che tutto è permesso e che l'individuo è dio. Esso porta a odiare la Chiesa.

Ci sono tuttavia molte altre forme di diffusione del satanismo. Recentemente ho visto un libretto posseduto da una ragazzina in cui si insegna sia la consacrazione a Satana sia tutti i modi per suicidarsi. E i suicidi tra gli adolescenti sono sempre più diffusi. Del resto, Dio è il Dio della vita, Satana è il Signore della morte. Sant'Agostino diceva che se Dio non lo bloccasse il demonio ci ucciderebbe tutti.

D. Perché proprio in questo periodo si diffonde così tanto il satanismo?


R. Perché non esiste più un motivo per vivere. I giovani ricevono dai genitori tutto, tranne la fede. Quando scompare la fede dalla vita di un popolo, ci sai abbandona alla superstizione e, oggi, soprattutto all'occultismo.


D. Molti hanno l'immagine delle sette sataniche come un gioco...


R. Purtroppo è vero. E infatti molti ci entrano per vincere la noia. Occultismo e satanismo hanno sempre destato grande curiosità. Avere esperienze ed emozioni nuove, imparare cose nuove affascina: chi entra in sette sataniche ha l'attrattiva di acquistare poteri che altri non hanno. E Satana li dà davvero i suoi doni: ricchezza, piacere e successi. Sono le stesse tentazioni subite da Cristo: "Ti do tutto il mondo se prostrato mi adorerai". E sapesse quanti si inginocchiano, al giorno d'oggi, di fronte a Satana!


D. Siamo di fronte a una pericolosa esclation del satanismo?


R. Credo proprio di sì. C'è colui che leggendo queste cose ne inorridisce, ma anche chi ne trae esempio da imitare. E oggi il satanismo viene sempre più reclamizzato. Del resto, le sette sataniche, si diffondono anche per mezzo di internet. E' sufficiente mettere in ricerca "Satana" o "sette sataniche" e si riceve un'istruzione completa, anche sulla maniera di prendere contatto con loro. Non a caso stanno aumentando i furti di ostie consacrate che voi vengono messe in vendita... Bisogna dire che i satanisti credono davvero alla presenza reale di Gesù nell'eucaristia. Più di tanti cattolici."


Lei ha l’impressione che le sette sataniche si stiano diffondendo molto in Italia?


AMORTH: In Italia ritengo che siano sei-settecento le sette sataniche. Si tratta sempre di gruppi molto piccoli, perché così si possono riunire con maggior facilità e sono difficili da individuare. Sono solo quattro le grandi sette sataniche in Italia: tutte le altre sono formate da una decina di persone ciascuna. Sono quindi più di 7000 le persone che nel nostro Paese fanno parte di sette sataniche. Ma in Italia c’è una grande diffusione del satanismo che va oltre le sette. E coinvolge un grandissimo numero di persone. Basti pensare al rock satanico. Non accuso assolutamente – sarebbe ridicolo – la musica rock. Ma c’è una sua forma, appunto il cosiddetto rock satanico, che predica il nichilismo più assoluto, combatte la religione cattolica e qualsiasi ordine sociale. Insegna che tutto è permesso, e che l’individuo è dio. Anche le tre ragazze che hanno ucciso suor Maria Laura erano, senza alcun dubbio, dedite al rock satanico. E il rock satanico porta a odiare la Chiesa. Tanto che la prima vittima designata dalle ragazze era il parroco, ma poiché era troppo robusto, hanno avuto paura di non riuscire a sopraffarlo. E allora hanno scelto questa suora.


Ma ci sono anche molte altre forme di diffusione del satanismo. Proprio in questi giorni ho visto un libretto posseduto da una ragazzina in cui si insegna sia la consacrazione a Satana sia tutti i modi per suicidarsi. E i suicidi tra gli adolescenti sono sempre più diffusi. Del resto, Dio è Dio della vita, Satana è il signore della morte. Sant’Agostino diceva che se Dio non lo bloccasse, il demonio ci ucciderebbe tutti. Ed è comune, nelle persone colpite da Satana, la tremenda tentazione al suicidio. Io incontro continuamente casi di persone spinte al suicidio e che in extremis vengono salvate. Questi libretti che incitano al suicidio vengono diffusi anche tra i bambini. I genitori pensano che si tratti di album di figurine o di giocattoli, e non ci fanno caso. E invece si tratta di album di magia e di satanismo.


Perché proprio in questo periodo si diffonde così tanto il satanismo?


AMORTH: Perché non esiste più un motivo per vivere. I giovani ricevono dai genitori tutto, tranne la fede. Anche queste ragazzine che hanno ucciso la suora hanno detto che l’hanno fatto per noia. Proprio come quei ragazzi che a Roma hanno cosparso di alcool un barbone e poi gli hanno dato fuoco: “Ci annoiavamo” è stata la loro giustificazione, quando li hanno presi. Quando scompare la fede dalla vita di un popolo, ci si abbandona alla superstizione e, oggi, soprattutto all’occultismo.


Ritiene che questo omicidio della suora rappresenti un salto di qualità del satanismo, che dall’occultismo passa all’omicidio?


AMORTH: Sì, un salto di qualità di fatto c’è. E io ritengo che siano state sedotte da Satana anche le due ragazze adolescenti che qualche mese fa hanno strangolato, apparentemente senza ragione, l’amica, loro compagna di classe. Anche quel caso ha riempito le pagine dei giornali, ma non c’è da stupirsi. Satana tende sempre a uccidere.


Molti hanno invece l’immagine delle sette sataniche come di un gioco…


AMORTH: Purtroppo è vero. E infatti molti ci entrano per vincere la noia. Occultismo e satanismo hanno sempre destato grande curiosità. Avere esperienze ed emozioni nuove, imparare cose nuove affascina: chi entra in sette sataniche ha l’attrattiva di acquistare poteri che altri non hanno. E Satana li dà davvero i suoi doni: ricchezza, piaceri e successi. Sono le stesse tentazioni subite da Cristo: “Ti do tutto il mondo se prostrato mi adorerai”. E sapesse quanti si inginocchiano, al giorno d’oggi, di fronte a Satana.


Con il fatto che le sette sataniche si diffondono così tanto, c’è da temere che si ripeteranno altri casi come quello dell’omicidio della suora di Chiavenna? Siamo di fronte a una pericolosa escalation del satanismo?


AMORTH: Credo proprio di sì. C’è colui che leggendo queste cose ne inorridisce, ma anche chi ne trae esempio da imitare. E oggi il satanismo viene sempre più reclamizzato. Del resto, le sette sataniche si diffondono anche per mezzo di internet. È sufficiente mettere in ricerca “Satana” o “sette sataniche” e si riceve un’istruzione completa. Si dice anche la maniera per prendere contatto con loro. Non a caso stanno aumentando i furti di ostie consacrate, che vengono pagate dalle 50 alle 100 mila lire. Bisogna dire che i satanisti credono davvero alla presenza reale di Gesù nell’eucaristia. Più di tanti cattolici.


E la Chiesa, di fronte al diffondersi di questo fenomeno, cosa fa?

AMORTH: È completamente assente! Da trecento anni si è cessato di far esorcismi nella Chiesa latina (non è così nella chiesa ortodossa e in certe confessioni protestanti). E perciò sacerdoti e vescovi, non avendo mai visto esorcismi, non parlandone mai, avendo evacuato dalla fede cattolica così come viene insegnata nei seminari la presenza personale del diavolo, non ci credono più. Ritengo che il 99 per cento dei vescovi non crede più nell’azione straordinaria del demonio.


Basta vedere il nuovo rituale esorcistico preparato dalla Santa Sede: è stato fatto da persone completamente incompetenti, e che hanno paura degli esorcismi. “Se non c’è la certezza della presenza di Satana non si facciano esorcismi”, dice il nuovo rituale. Ma questo è assurdo: Satana si nasconde, si camuffa in tutti i modi. Il vecchio rituale romano insegnava la prudenza, per non confondere mali psichici con infestazioni diaboliche, ma insegnava anche i trucchi che usa il demonio per camuffare la sua presenza.


E dirò di più: il nuovo rituale proibisce di fare esorcismi in caso di maleficio: ma i casi di maleficio sono oltre il 90 per cento di tutti i casi di infestazione diabolica. Secondo il nuovo rituale, quindi, non bisognerebbe mai fare esorcismi! Pare incredibile, ma il nuovo rituale è in diretta contraddizione con il vecchio rituale romano. Sono state cancellate delle cose preziosissime che c’erano nel rituale romano. Salvo i primi dieci capitoli che parlano dei fondamenti evangelici dell’esorcismo, questo nuovo rituale è tutto da cestinare.


Sono incredibili queste riforme liturgiche che partono dal presupposto che la Chiesa per secoli si è sbagliata. Sì. Satana è dappertutto. E può lavorare indisturbato, perché chi meno lo disturba sono i preti!.

Testimonianze di ex satanisti e profanatori di ostie consacrate - 2





da Il Riformista
Il diavolo non veste Prada e vuole l'eucaristia in mano

di Paolo Rodari

Che per le sette sataniche «il permesso ai fedeli di ricevere la comunione sulla mano ha rappresentato un punto di svolta» è cosa facilmente credibile.
Lo scrive Michela - il nome è volutamente inventato per mantenere l'anonimato dell'autrice - nell'affascinante quanto terribile racconto (a ruba nelle librerie) edito da Piemme, "Fuggita da Satana. La mia lotta per scappare dall'inferno" (165 pagine, 10 euro), ed è logico comprendere come per coloro che intendano impossessarsi della sacra ostia per profanarla, questa sia più facilmente trafugabile se la si riceve sulla mano che non direttamente in bocca. Ma che dietro questa scelta, divenuta prassi

in Italia nel 1989, ci sia lo zampino di Satana è cosa più discutibile anche se, per chi ha fede, non del tutto peregrina.

Vengono in mente le parole di Paolo VI inerenti quel fumo di Satana che si sarebbe insinuato nella Chiesa. Viene in mente il pronunciamento (spesso disatteso) dello stesso papa Montini nel 1969 a favore della comunione sulla lingua con qualche rara eccezione concessa esclusivamente in quei paesi (sostanzialmente l'Olanda e il Belgio) dove l'uso della distribuzione sulla mano era già in uso.

E viene in mente quell'ostinata e tenace battaglia mossa dal cardinale Siri contro la comunione sulla mano, battaglia che consentì alla Cei di non cambiare la prassi in auge da sempre della comunione sulla lingua, almeno fino a quel - per alcuni - famigerato 15-19 maggio 1989, quando, proprio pochi giorni dopo la scomparsa dell'ex arcivescovo di Genova (morì il 2 del mese), l'assemblea generale dei vescovi italiani, con un solo voto di scarto e «approfittando» dell'assenza di molti presuli, cambiò le regole e concesse che nelle diocesi italiane chi voleva potesse ricevere la comunione sulla mano.

Un cambiamento notevole, che secondo alcuni andrebbe addirittura contro un'istituzione apostolica della comunione sulla lingua - san Tommaso, nona caso, parlava di una consuetudine «antica come la Chiesa» -, il tutto, si dice, per assecondare una prassi propria delle eresie ariane, nestoriane e pelagiane, ripresa poi nel mondo protestante e diffusa largamente in alcuni circoli cattolici olandesi dai quali, tra l'altro, è uscito quel «catechismo olandese» poi giudicato come eretico.

Il racconto di Michela, ovviamente, non è tutto qui. Muove da una dolorosa storia personale, in cui l'autrice racconta ogni dettaglio (fino ai particolari più macabri, dalle orge ai riti sadomaso, dalle violenze sessuali alle sedute di ipnosi) del suo ingresso in una setta satanica. «Ora puoi avere il potere», le sussurrava nell'orecchio la sacerdotessa, ovvero «colei alla quale da diversi anni avevo affidato la mia esistenza, eseguendone qualsiasi ordine senza la benché minima perplessità». Qualsiasi ordine, come quello di prendere su tutto e dirigersi a Roma, quartiere Trigoria, e qui uccidere - proprio così - Chiara Amirante, la fondatrice dell'associazione Nuovi Orizzonti che evidentemente nella sua comunità di accoglienza troppi posseduti era riuscita a liberare. «C'è una ragazza - le disse un giorno la sacerdotessa - che comincia a essere un problema per noi, perché accoglie i ragazzi dalla strada e alcuni giovani hanno deciso di uscire dal mondo del satanismo. Vive a Roma, dove ha fondato una comunità, ed è molto stimata dalla Chiesa». Vai e uccidi, insomma, e così Michela ha provato a fare, salvo poi trovarsi misteriosamente liberata dalle cure di colei che doveva divenire la sua vittima, dalle cure e preghiere di Chiara Amirante. Nel mezzo, una lettera di Ratzinger il quale, contattato ai tempi in cui era prefetto alla dottrina per la fede da un sacerdote che per richiesta di Chiara (e con il permesso della posseduta) stava praticando esorcismi su Michela, scrisse all'allora prefetto dell'ex Sant'uffizio per chiedergli la licenza di concedere a Michela l'assoluzione dal peccato di profanazione dell'eucaristia (un peccato che può essere assolto dal sacerdote solo col permesso del Vaticano). Nel giro di 24 ore la risposta positiva arrivò con tanto di post scriptum a chiudere, firmato cardinal Ratzinger: «Oggi la Chiesa è in festa perché un figlio è tornato a casa». Michela si definisce come una che «ha incontrato Satana». E avendolo incontrato può permettersi di dire dove, nella Chiesa, tende a manifestarsi.

Oltre, a suo dire, nella decisione di concedere l'eucaristia sulle mani, anche in coloro - teologi o meno - che diffondono la convinzione che non debba essere somministrato il battesimo ai neonati: secondo questa vulgata, saranno loro, una volta cresciuti, a decidere se battezzarsi o no. «In realtà - scrive Michela - per i satanisti va di lusso quando trovano qualcuno che non è battezzato, perché i demoni riescono a entrare in loro senza alcuna opposizione». «Per di più - racconta ancora l'autrice - seppi all'epoca (dell'appartenenza alla setta, ndr) che facevano parte della setta anche alcuni ginecologi e ostetriche che lavoravano in ospedali e praticavano la consacrazione a Satana di tutti i neonati nel momento che venivano alla luce. Nessuno dei presenti in sala parto se ne accorgeva, poiché la formula veniva pronunciata mentalmente e non c'era bisogno di gesti o riti particolari».

Oggi sono in molti a ritenere una menzogna l'esistenza dell'Inferno e a identificare Satana con l'idea astratta del male: «Questa - scrisse uno dei più importanti esorcisti di oggi, ovvero don Gabriele Amorth - è autentica eresia, ossia è in aperto contrasto con la Bibbia, con la patristica, con il Magistero della Chiesa».


Testimonianze di ex satanisti e profanatori di ostie consacrate - 1



"Io, sfuggita da Satana": intervista a Michela, la suora ex satanista



Mi dicevano: devi uccidere»

di Andrea Tornielli



Si fa chiamare Michela, ma il suo vero nome è top secret. Contattarla è stato difficilissimo, perché vive nascosta e protetta nel più totale anonimato. La sua è una storia terribile ma lei ha avuto il coraggio di renderla pubblica nel libro “Fuggita da Satana. Questa è la prima intervista che concede.

Come si è avvicinata al satanismo?


«Venivo da un periodo di grande sofferenza; la persona che amavo era mancata quattro giorni prima del nostro matrimonio. Ma questa era solo la punta dell'iceberg di una lunga serie di sofferenze e abbandoni,cominciati sin dalla mia nascita. Mamma e papà mi avevano abbandonato alle cure di un istituto, dove ho subito violenze di ogni genere, sono stata adottata ma la famiglia adottiva non era preparata a gestire il rapporto con una figlia con traumi così dolorosi. Dopo questo ennesimo abbandono ho dichiarato guerra a Dio, quasi urlando "se ci sei io ti distruggo!"».

Come ha combattuto questa guerra?

«Ho iniziato a cercare risposte nelle varie filosofie orientali, mi sono avvicinata al reiki, sino a quando una persona di questo ambiente mi ha proposto di sottopormi ad una terapia psicanalitica. All'inizio andavo solo un giorno alla settimana, poi fino a quattro volte alla settimana, e una sera mi sono trovata a partecipare alla mia prima messa nera. La persona dalla quale mi facevo seguire era un'adepta della setta, e tramite ripetute sedute di ipnosi mi aveva indotto a compiere questo passo, senza che io ne fossi consapevole».

Che cosa cercava nella setta?

«Io nella setta non cercavo niente, mi ci sono trovata. Non è che una persona si alza alla mattina e decide di entrare in una setta perché ha particolari bisogni, è stato il frutto di un percorso che indubbiamente aveva annullato la mia capacità di decidere. Di sicuro questa persona aveva fatto leva sui miei bisogni, consci e inconsci, da colmare. Una cosa è certa, avrei dato tutto l'oro del mondo (e all'epoca guadagnavo davvero molto) per avere solo cinque minuti di felicità vera, per avere insomma l'esperienza dell'amore, quello vero».

L'esperienza che descrive nel libro è terribile: a lei è stato chiesto di uccidere...

«Era la notte di Natale di qualche anno fa. Ero arrivata ad un punto, all'interno della setta, in cui potevo raggiungere un livello ancora più alto, un potere maggiore, a patto che facessi per loro qualcosa che avrebbe garantito la mia fedeltà. Mi fu detto che a Roma c'era una ragazza, una certa Chiara Amirante che aveva da poco aperto una comunità, "Nuovi Orizzonti", per accogliere i più disperati, vittime di drammatici circoli viziosi, eroina, carcere alcolismo. La ritenevano pericolosa perché aveva aiutato molte persone ad uscire da certi ambienti. Per questo mi chiesero di ucciderla e di distruggere tutta la sua opera»

Che cosa l'ha fermata?

«Quando sono arrivata a Trigoria, nella periferia di Roma, la prima sede della comunità, conobbi subito proprio lei, Chiara, che mi abbracciò e mi disse: "Finalmente sei a casa". È l'abbraccio che capovolge la mia vita, l'abbraccio di una madre, di una sorella, di un'amica, di qualcuno che in quel momento mi ha voluto bene così com'ero. Avevo scoperto che Dio è amore e perdona tutto, anche la mia volontà di fargli guerra».

Nel libro lei afferma che tra i satanisti ci sono personaggi importanti? Può dire qualcosa di più?

«No, ma confermo quello che ho scritto».

Che cosa significa uscire da una setta satanica?

«Per uscire dalla setta serve innanzitutto la volontà, per sottoporsi a lunghi e dolorosi esorcismi. Volontà di ricostruire tutta la mia persona, sia dal punto di vista fisico, psicologico e spirituale. Ho dovuto sottopormi ad una psicoterapia, per ricostruire la mia psiche alterata e danneggiata. La vera libertà ho scoperto che non sta nel fare ciò che si vuole, e ciò che il mondo ti propone - tutte le volte che ho seguito questo tipo di libertà ho raccolto morte, solitudine e disperazione - ma sta nell'obbedienza alla volontà di Dio. Quando ho cominciato a vivere questo ho sperimentato la pienezza della gioia. Io non ho paura, perché confido in Dio, e cerco di di portare l'amore a chi non l'ha conosciuto».