mercoledì 24 ottobre 2018
martedì 23 ottobre 2018
Commento al Vangelo di Don Luigi Maria Epicoco - Lc 12,35-38
Dal Vangelo secondo Luca
Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!
Parola del Signore
Commento al Vangelo di Don Luigi Maria Epicoco
“Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese”. Essere pronti è forse la maturità più grande che una persona deve raggiungere nella sua vita spirituale. Anzi la definizione stessa di vita spirituale dovrebbe coincidere con “essere pronti”. Perché una persona che è pronta è completamente tesa verso ciò che sta per accadere. Un po’ come gli sportivi che si preparano ad una corsa e che si tengono pronti al punto di partenza a scattare non appena arriva il segnale. La vita eterna è quel segnale che aspettiamo, ma tutta questa vita è un tendere ad esso, è un farsi trovare pronti. E l’unica maniera che abbiamo per esserlo è essere completamente attenti a ciò che c’è in questo momento della nostra vita. È vivere nel qui ed ora e non nel lì e dopo. È capire che tutto ciò che accadrà potremo coglierlo se siamo disposti a valorizzare ciò che c’è adesso. Gli occhi della persona che ho accanto, questo tramonto, la parola detta adesso, il bene possibile in questo istante, è così che ci si allena ad essere pronti al grande via della vita eterna. Gesù usa l’immagine del padrone che torna a casa il giorno delle nozze. La casa sarà certamente in fermento e il padrone si aspetta quel fermento, sa di essere atteso, sa che ognuno avrà fatto la sua parte per accoglierlo. Ma che delusione invece tornare e rendersi conto di non essere atteso. Che delusione vedere che ognuno vive per se stesso, vive non in fermento, ma in appiattimento. La passività con cui delle volte affrontiamo la vita in attesa che accada qualcosa di interessante è il vero motivo per cui non accade mai nulla di veramente interessante. Ma quando passiamo la vita con i piedi per terra e il cuore pronto allora ciò che ci aspetta è quello che Gesù descrive così: “Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!”. Eh si! Beati loro!
Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!
Parola del Signore
Commento al Vangelo di Don Luigi Maria Epicoco
“Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese”. Essere pronti è forse la maturità più grande che una persona deve raggiungere nella sua vita spirituale. Anzi la definizione stessa di vita spirituale dovrebbe coincidere con “essere pronti”. Perché una persona che è pronta è completamente tesa verso ciò che sta per accadere. Un po’ come gli sportivi che si preparano ad una corsa e che si tengono pronti al punto di partenza a scattare non appena arriva il segnale. La vita eterna è quel segnale che aspettiamo, ma tutta questa vita è un tendere ad esso, è un farsi trovare pronti. E l’unica maniera che abbiamo per esserlo è essere completamente attenti a ciò che c’è in questo momento della nostra vita. È vivere nel qui ed ora e non nel lì e dopo. È capire che tutto ciò che accadrà potremo coglierlo se siamo disposti a valorizzare ciò che c’è adesso. Gli occhi della persona che ho accanto, questo tramonto, la parola detta adesso, il bene possibile in questo istante, è così che ci si allena ad essere pronti al grande via della vita eterna. Gesù usa l’immagine del padrone che torna a casa il giorno delle nozze. La casa sarà certamente in fermento e il padrone si aspetta quel fermento, sa di essere atteso, sa che ognuno avrà fatto la sua parte per accoglierlo. Ma che delusione invece tornare e rendersi conto di non essere atteso. Che delusione vedere che ognuno vive per se stesso, vive non in fermento, ma in appiattimento. La passività con cui delle volte affrontiamo la vita in attesa che accada qualcosa di interessante è il vero motivo per cui non accade mai nulla di veramente interessante. Ma quando passiamo la vita con i piedi per terra e il cuore pronto allora ciò che ci aspetta è quello che Gesù descrive così: “Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!”. Eh si! Beati loro!
domenica 21 ottobre 2018
sabato 20 ottobre 2018
Commento al Vangelo di Don Luigi Maria Epicoco - Lc 12,8-12
Dal Vangelo secondo Luca
“Inoltre vi dico: Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo gli sarà perdonato, ma chi bestemmierà lo Spirito Santo non gli sarà perdonato.
Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi come discolparvi o che cosa dire; perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire”.
Parola del Signore
Commento al Vangelo di Don Luigi Maria Epicoco
“Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato”. È così accorato questo appello di Gesù. Sembra quasi come se volesse dire: “prendetevela con me, e non fa niente! Ma lasciate stare lo Spirito Santo! Non toccate l’Amore. Non bestemmiate l’Amore che ama”. Perché in fondo questo è lo Spirito Santo: è l’Amore che il Padre ha per il Figlio; è l’Amore che il Figlio ha per il Padre. È Amore che ama. E se per noi l’amore scorre sulla linea dei sentimenti, in Dio questo Amore è Qualcuno, non semplicemente un feeling tra due persone. La Terza Persona della Trinità è Amore in azione. Molte volte la gente mi domanda di spiegargli in cosa consiste la bestemmia contro lo Spirito Santo. Solitamente li accompagno davanti alla finestra del mio studio. C’è un paesaggio bellissimo. Anche quando piove si scorge la montagna, il verde, il cielo o il grigio azzurro delle nuvole che si schiacciano sulle montagne. C’è così tanta bellezza da quella finestra che ci si commuove. Dopo avergli fatto vedere tutto quel paesaggio, domando “ti piace?”; tutti nella totalità mi dicono che è molto bello. Allora io continuo dicendo “quella bellezza è lì anche se io sono un peccatore o il migliore dei santi. Quella bellezza è lì ma non si impone al mio sguardo. Infatti io potrei affacciarmi da quella finestra e tenere gli occhi chiusi. Decidendo di tenere gli occhi chiusi quanta bellezza entrerebbe in me?”. Tutti mi rispondono: “Nessuna”. Ecco che cos’è la bestemmia contro lo Spirito Santo, è stare davanti alla Luce e rimanere ostinatamente con gli occhi chiusi. Quel buio scelto deliberatamente da me non può essermi perdonato perché la misericordia di Dio non può costringermi ad aprire per forza gli occhi. Dio non può salvarci per forza; dove sarebbe la nostra libertà? Dove sarebbe l’amore? Non si può perdonare uno che non accetta di essere perdonato. Non si riesce ad amare uno che rifiuta di essere amato.
“Inoltre vi dico: Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo gli sarà perdonato, ma chi bestemmierà lo Spirito Santo non gli sarà perdonato.
Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi come discolparvi o che cosa dire; perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire”.
Parola del Signore
Commento al Vangelo di Don Luigi Maria Epicoco
“Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato”. È così accorato questo appello di Gesù. Sembra quasi come se volesse dire: “prendetevela con me, e non fa niente! Ma lasciate stare lo Spirito Santo! Non toccate l’Amore. Non bestemmiate l’Amore che ama”. Perché in fondo questo è lo Spirito Santo: è l’Amore che il Padre ha per il Figlio; è l’Amore che il Figlio ha per il Padre. È Amore che ama. E se per noi l’amore scorre sulla linea dei sentimenti, in Dio questo Amore è Qualcuno, non semplicemente un feeling tra due persone. La Terza Persona della Trinità è Amore in azione. Molte volte la gente mi domanda di spiegargli in cosa consiste la bestemmia contro lo Spirito Santo. Solitamente li accompagno davanti alla finestra del mio studio. C’è un paesaggio bellissimo. Anche quando piove si scorge la montagna, il verde, il cielo o il grigio azzurro delle nuvole che si schiacciano sulle montagne. C’è così tanta bellezza da quella finestra che ci si commuove. Dopo avergli fatto vedere tutto quel paesaggio, domando “ti piace?”; tutti nella totalità mi dicono che è molto bello. Allora io continuo dicendo “quella bellezza è lì anche se io sono un peccatore o il migliore dei santi. Quella bellezza è lì ma non si impone al mio sguardo. Infatti io potrei affacciarmi da quella finestra e tenere gli occhi chiusi. Decidendo di tenere gli occhi chiusi quanta bellezza entrerebbe in me?”. Tutti mi rispondono: “Nessuna”. Ecco che cos’è la bestemmia contro lo Spirito Santo, è stare davanti alla Luce e rimanere ostinatamente con gli occhi chiusi. Quel buio scelto deliberatamente da me non può essermi perdonato perché la misericordia di Dio non può costringermi ad aprire per forza gli occhi. Dio non può salvarci per forza; dove sarebbe la nostra libertà? Dove sarebbe l’amore? Non si può perdonare uno che non accetta di essere perdonato. Non si riesce ad amare uno che rifiuta di essere amato.
venerdì 19 ottobre 2018
mercoledì 17 ottobre 2018
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