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lunedì 21 novembre 2011

Pakistan: vietato scrivere il nome di Gesù negli SMS


In Pakistan è vietato scrivere il nome di “Gesù Cristo” nei messaggi di testo Sms, inviati tramite telefoni cellulari. 

Lo stabilisce l’Autorità delle Telecomunicazioni del Pakistan in un provvedimento che ordina alle società di telefonia mobile di bloccare i messaggi di testo con alcune parole ritenute volgari, oscene o nocive al senso del pudore. 

Fra le oltre 1.600 parole bandite, la maggior parte considerate comunemente volgari, vi è anche “Gesù Cristo”.

Poveri illusi! Agendo in questo modo, pensano di sbarazzarsi di Gesù, ma evidentemente non conoscono né la Sua Persona, né la storia del cristianesimo.

Noi, infatti, siamo ancora qui, mentre tutti quelli che negli scorsi secoli hanno provato a seppellirci e ad infangarci, ora, sono polvere, nera polvere.



mercoledì 16 novembre 2011

Addio a Dio, ovvero la vita di Gesù secondo Namir


L'Associazione Namir, nota per la stranezza dei filmati che periodicamente pubblica sul sito, ha da qualche tempo inserito un nuovo video dal titolo eloquente: "Addio a Dio". Se non volete perdere 40min della vostra preziosa vita vi consiglio di non guardarlo, se però la vostra curiosità fosse davvero invincibile, fate pure, ma poi non dite che non ve lo avevo detto.

Per chi volesse un riassunto, si tratta del lungo e barbosissimo monologo di un romano dalla voce camuffata, simile a quella dell'Enigmista dell'omonimo film, che dice cose inventate su vari argomenti cercando di mettere insieme quante più menzogne possibili sul conto di Cristo e della Chiesa. 

Di seguito il brillante articolo di Rino Camilleri che tratta dell'argomento, intitolato "Dal Vangelo secondo i centri sociali". 


di Rino Cammilleri
tratto da LaBussolaQuotidiana.it

Il compitino che mi è stato assegnato dal direttore della «Bussola» si è rivelato più gravoso del previsto. Si trattava di visionare un «corto» di 42 minuti: «Addio a Dio». Così presentato: «Il film è stato tratto completamente e fedelmente dai Vangeli; insieme a studiosi teologi la ricerca ha portato alle conclusioni che sentirete seguendone il processo. Tutte le immagini hanno un significato stretto con i testi che quindi vi consigliamo di seguire con attenzione». Già la sintassi avrebbe dovuto mettermi in guardia. Infatti, è vero l’esatto contrario di quel che si annuncia. Se vi piacciono i film di Ciprì & Maresco, accomodatevi sul web. Mi spiace solo che, così facendo, aumenterete il numero dei «contatti» (come, ahimè, ho dovuto fare io, ignaro) e gli autori del papocchio se ne vanteranno. Infatti, l’unico antidoto contro ‘sta roba  consiste nel non avvicinarcisi nemmeno. 

Io, confesso, non ho fatto tutto il compito, perché mi sono fermato, nella visione, quando è apparsa una scarica di baci «francesi» tra maschi e la voce fuori campo mi spiegava che Gesù era (te pareva…) favorevole all’«amore» in tutte le sue forme. La giustificazione, la solita: anche gli animali lo fanno. A cui si risponde, correttamente, che proprio per questo non dovrebbero farlo gli uomini. Ma poi, a scanso di guai, la stessa voce fuori campo affermava che, invece, la pedofilia va combattuta, giacché neanche gli animali la praticano. Così, gli «studiosi teologi» si rivelano ignari pure del comportamento dei cani. Ah, dimenticavo di avvertire che la voce fuori campo sarebbe quella dello stesso Gesù, il cui accento da coatto romanesco contraddice l’assunto (corredato da sottolineature verbali insistenti) che era un ebreo palestinese, perciò non era biondo ma nero, perché cotto dal sole. Posso solo assicurare, io che sono stato in Israele, che è dal 1948 (anno della fondazione dello Stato) che gli ebrei si cuociono al sole di quelle latitudini, ciò non ostante molti di loro continuano ad avere gli occhi azzurri. E poi giù con le immagini di rappers americani, alternate alla scala evolutiva darwiniana (la scimmia curva che, via via, si raddrizza e infine, chissà perché, si mette gli occhiali: strana evoluzione, se da scimmia aveva dieci decimi e da homo erectus è diventato miope) e a frames del povero cardinal Tettamanzi virato in bluette. E poi poveracci, mentecatti, sfigati, clown, negretti affamati, degrado urbano e giudici antimafia.

Insomma, un Vangelo quale lo si immagina nei cosiddetti centri sociali, un Vangelo che «spinga all’evasione dai doveri» (testuale) ma in notevole ritardo rispetto a Jesus Christ Superstar. Dal Cristo «dei fiori» al Gesù del F.u.o.r.i. Non poteva mancare, naturalmente, il ritornello dei Vangeli Apocrifi più veritieri degli altri, i Canonici, perché «non ufficiali» (singolare spiegazione che rivela la passione degli autori per l’«alternativo») e «più vicini alla ggente» (il che rivela che non li hanno neanche letti; anzi, non hanno letto nemmeno Dan Brown). Scusate, dunque, se non mi dilungo ulteriormente nella descrizione del filmato. Ripeto, non l’ho visto tutto. Ma, come diceva Oscar Wilde, per conoscere la qualità di un vino non è necessario berne l’intera botte. 


giovedì 21 aprile 2011

La guerra contro Gesù, il nuovo libro di Antonio Socci


di Antonio Socci

Era il libro a cui stavo lavorando quando – il 12 settembre 2009 – Caterina si sentì male ed entrò in coma.
Da allora i motivi che lo hanno reso urgente sono aumentati: non a caso ho dedicato il mio lavoro ad Asia Bibi e a tutti i cristiani perseguitati e il primo capitolo riporta il magnifico testamento spirituale di Shahbaz Bhatti.
Ma non è solo un libro sui cristiani perseguitati, Più ancora è un libro sull’odio che aumenta contro Gesù e sull’attacco ideologico che da duecento anni si è scatenato contro la storicità delle cronache evangeliche (un attacco al cuore del cristianesimo come ha più volte ripetuto Benedetto XV).
Perché sembra che il Mondo proprio non sopporti che il Re dei cieli si sia davvero fatto uomo, che ci abbia visitati, abbracciati, guariti, che sia stato qui sulla terra e ci abbia fatto incontrare i suoi occhi e che continui – re umile e potente – a illuminare la nostra vita e a guarirla con la sua carezza.
Gesù è il nostro tesoro, il bene della nostra vita, Egli è tutto.
Eppure noi stessi cristiani non ci accorgiamo che proprio oggi – non solo duemila anni fa, ma oggi – Egli viene attaccato, aggredito, umiliato, spogliato e crocifisso …
E non viene da noi difeso, non viene da noi testimoniato. Anche noi, come Pietro davanti alle domande di un’inserviente, ce la facciamo sotto e lo rinneghiamo. E così priviamo il mondo dell’unica Luce, della sua unica salvezza….
Don Luigi Giussani, nella sua ultima intervista, pronunciò parole che ricordano gli ammonimenti fiammeggianti di santa Caterina:
“La Chiesa ha cominciato a abbandonare l’umanità secondo me, secondo noi, perché ha dimenticato chi era Cristo, non ha poggiato su… ha avuto vergogna di Cristo, di dire chi è Cristo”.

Qualche altro cenno sul libro.
La quarta di copertina del libro riporta questi temi sintetici:
Chi e perché ha scatenato questa guerra contro Gesù che dura da 2000 anni?
Cosa c’è dietro l’odio per il cristianesimo che dilaga nella cultura europea dal Settecento a oggi?
Sono davvero possibili i miracoli la cui negazione ha costituito la base dell’attacco razionalista ai Vangeli e a Gesù?

UN SAGGIO POLEMICO CHE DEMOLISCE ALLA RADICE I PREGIUDIZI ANTICRISTIANI.


giovedì 6 gennaio 2011

Manifestazioni e Manifestazione, quanta differenza!


Dall'editoriale di Samizdat On Line del 5 gennaio

Finalmente lo dicono anche i giornali. I cristiani sono massacrati. O meglio: riportano il virgolettato, "Dicono che i cristiani sono massacrati".Perché lo si scoprisse hanno dovuto morire in troppi, in maniera troppo eclatante per poterlo non vedere.
Eppure c'è qualcosa che non quadra ancora. Un'ansia improvvisa di urlare ciò che si è appena "scoperto". Manifestiamo, si dice. Come se quelle morti diventassero invece che il germoglio di una consapevolezza la scusa per potere gridare.Gridare cosa, altro odio? Non è alla vittime che in questa maniera si fa un favore, ma ai carnefici.
In una certa maniera è la caratteristica di ogni avvenimento della nostra epoca. Se non urla, se non si fa vedere non esiste. Come non esiste l'albero nella foresta che silenziosamente cresce o cade, come non esiste il gatto dentro la scatola. Se non lo vedo non c'è. Pensando, in fondo, che basti avvolgersi un asciugamano intorno alla testa perché la belva cessi di esistere. Se io non posso vedere lei, lei non può vedere me.
E così si scende in corteo, si sbraita nel microfono, si bloccano strade ferrovie aeroporti, si sale sulle sedie e si grida al mondo la propria idea su tutto. Possibilmente in diretta tivù.
Domani è l'Epifania. Epi-fania: manifestazione esteriore. Il Verbo si è fatto carne, Dio si è fatto uomo, ma ciò serve a poco se non è riconosciuto. Epifania è il momento in cui Cristo viene scoperto per quello che è: Dio-con-noi, il Re, il Messia. Un riconoscimento non urlato, quieto, fatto di passi discreti in una stalla di un paesuncolo della più remota periferia. Senza dirette tivù o striscioni, ma con la dignità di chi sa che è più importante quello che si fa di quello che si dice. Figurarsi di quello che si urla.
Quella manifestazione ha realmente spaccato tutto. Spaccato a metà la storia, i nostri cuori, le nostre convinzioni.
Come quella che occorra gridare per esistere.Non è vero.
Noi esistiamo perché qualcuno ci ama.

venerdì 23 aprile 2010

La storia degli elefanti vendicatori in Orissa...




Sembra la storia di un libro fantasy dove Barbalberi e creature della terra accorrono in aiuto dei buoni, oppure un film sulla falsa riga di Avatar in cui, alla fine, sono degli animali a vincere la battaglia tra uomini e alieni. Ma questa che fra poco leggerete è verità...
Accade in Orissa la terra che nel 2008 è stata scenario di uno dei più violenti attacchi alla cristianità da parte di alcuni fondamentalisti indù che, come ricorderete, nel cieco furore anticattolico, non risparmiarono di dare fuoco all'orfanotrofio...
La voce inascoltata dei cristiani, tutt'oggi sottoposta alle vessazioni dei fondamentalisti che obbligano molti a riconversioni forzate, sembra essere stata ascoltata dal Cielo.
In aiuto delle povere popolazioni ecco giungere da 300Km di distanza gruppi organizzati di elefanti a spazzare via i villaggi dei fondamentalisti... Curioso se si pensa che questi animali sono considerati sacri dagli indù.
Una storia incredibile vero? Buona lettura!

di Rino Cammilleri
tratto da Il Giornale venerdì 16 aprile 2010

Sul sito dell'Arcidiocesi di Colombo (Sri Lanka) è comparsa una curiosa notizia (ringrazio la rivista «Il Cedro» per avermela segnalata) riguardante lo stato indiano dell'Orissa. Ricordate? Nel luglio di due anni fa un pogrom di fondamentalisti indù contro i cristiani locali causò la morte di oltre cinquecento persone. In quell'occasione una giovane suora venne bruciata viva, un'altra fu violentata, mentre le chiese e le case dei cristiani venivano distrutte. I fanatici se la presero anche con l'orfanotrofio di Khuntpali, cui fu appiccato il fuoco. Anche le bombe vennero usate: un centro pastorale fu raso al suolo così. Oltre ai morti, il risultato furono migliaia di feriti e un numero impressionante di gente rimasta senza casa.
Ma la furia anticristiana in quei luoghi non si è mai fermata del tutto. Anzi, sono più di dieci anni che va avanti; quello del luglio 2008 è stato solo il massacro più cospicuo. Le autorità hanno deprecato, sì, gli episodi ma in pratica sono state a guardare, anche perché il partito dei nazionalisti indù ha un ruolo non indifferente nella politica indiana. Il cristianesimo è molto diffuso specialmente nella casta più bassa, quella dei dalit, e nelle popolazioni tribali che in Orissa sono numerose. Tra costoro le riconversioni forzate all'induismo sono ormai all'ordine del giorno, anche perché il cristianesimo, con le sue scuole e la sua dottrina della dignità umana, ha insegnato, a gente abituata da sempre a subire e ubbidire, a reagire ai soprusi e a difendersi nei tribunali.
Ed ecco la notizia: pare proprio che la difesa di questa gente abbandonata e perseguitata dagli uomini sia stata assunta direttamente dal Cielo. Sì, perché in India l'elefante gode della stessa sacralità delle vacche. Ebbene, branchi di elefanti selvaggi hanno preso ad attaccare i villaggi dove risiedono i responsabili dei pogrom del 2008, distruggendo ogni cosa. Direte che, in India, non c'è niente di particolarmente strano in ciò: può essere che un elefante selvatico perda la testa. Il fatto è che il primo attacco (già, perché sono stati più d'uno) si è verificato nel luglio 2009, nello stesso giorno e nella stessa ora in cui l'anno prima era partito il pogrom. Uno dei caporioni della pulizia etnica a danno dei cristiani ha visto la sua azienda rasa al suolo, poi è toccato alla sua casa e alle sue fattorie, con un'operazione mirata che ha colpito solo lui. Da quel momento, i villaggi degli induisti non hanno avuto più pace. Quando meno se l'aspettano, ecco spuntare dalla foresta un branco di elefanti imbizzarriti che calpestano ogni cosa. Nell'Orissa sono ormai migliaia le persone che hanno dovuto darsi alla fuga nei campi (ora tocca a loro). Nel distretto di Kandhamal (dove una suora ha subìto uno stupro di gruppo) in sette sono stati uccisi e moltissimi sono rimasti feriti dagli elefanti.
A tutt'oggi sono quarantacinque i villaggi che hanno dovuto sopportare la furia degli elefanti. L'inglese Bbc, nel commentare questi fatti, ha chiarito che in India non è affatto raro che bestie selvatiche entrino nei centri abitati e facciano danni o vittime. Ma gli elefanti distruttori del Kandhamal si sono fatti ben trecento chilometri dalla loro riserva di Lakheri per andare a distruggere le case degli induisti, lasciando in pace quelle dei cristiani. Gli abitanti di quei luoghi sono unanimi nel dire che non hanno mai visto niente di simile. Adesso vivono nella paura di quelli che ormai tutti chiamano gli "elefanti cristiani", mandati dal Cielo a vendicare il sangue dei martiri. In parecchi villaggi sono state edificate barriere anti-elefanti, con blocchi stradali e vedette. Ma gli elefanti continuano con i loro attacchi a sorpresa e mirati. Sono ormai più di settecento le case abbattute da questi bestioni, e innumerevoli le coltivazioni devastate. Nessuno sa spiegare razionalmente perché quei bestioni scelgano accuratamente le loro prede tra quelli che hanno preso parte alla grande mattanza di cristiani. Gli animali vengono dalle riserve del Bihar, di Chattisgarh, di Jharkland, lasciano il loro habitat naturale per andare a compiere la vendetta nell'Orissa. E con una tattica precisa: mandano in avanscoperta i piccoli, poi si radunano e attaccano. I funzionari governativi incaricati della fauna selvatica allargano le braccia.
L'unica cosa che si sa per certo è che gli elefanti hanno la memoria lunga.

lunedì 29 marzo 2010

Dedicato a tutti coloro che sputano sulla Chiesa di Cristo



Di seguito l'ultimo editoriale di SamizdatOnLine, si tratta di una lettera di padre Aldo Trento, missionario in Paraguay...Il vero volto di una Chiesa scomoda per i lobbisti che si celano dietro le false accuse di quesi giorni.

Sono in Italia da alcuni giorni e sono davvero amareggiato, addolorato per questi continui attacchi al Santo Padre, ai sacerdoti, alla Chiesa cattolica, usando la diabolica arma della pedofilia. E’ vero, questo argomento sembra interessare più a certi giornali e alle loro fantasie e allucinazioni che al pubblico: perché ho incontrato migliaia di persone e per lo più giovani, ma nessuno mi ha posto una domanda su questa questione.

Il che significa che, sebbene esista questo flagello nel mondo e abbia intaccato anche la chiesa, con la dura, chiara e forte condanna del Santo Padre, siamo lontani anni luce da quel fenomeno di massa, come se tutti i preti fossero pedofili, come vogliono farci credere.
Sono quarant’anni che sono sacerdote, sono stato in diverse parti del mondo, ho vissuto in brefotrofi, scuole, internati per bambini, ma non ho mai trovato un collega colpevole di questo delitto. Non solo, ma ho vissuto con sacerdoti, religiosi che hanno dato la vita perché questi bimbi avessero la vita.
Attualmente vivo in Paraguay, la mia missione abbraccia tutto l’umano nella sua povertà, quell’umano gettato nell’immondizia dal sensazionalismo dei media. Da 20 anni condivido la mia vita con prostitute, omosessuali, travestiti, ammalati di Aids, raccolti per le strade, negli immondezzai, nelle favelas e me li porto a casa dove la Provvidenza divina ha creato un ospedale di primo mondo come struttura architettonica, ma paradisiaco come clima umano. E in questa “anticamera del Paradiso”, come lo chiamano loro, li accompagno al Paradiso. Hanno vissuto come “cani” e muoiono come principi.

Vicino alla clinica, sempre la Provvidenza ha creato due “case di Betlemme” per ricordare il luogo dove è nato Gesù, che raccolgono 32 bambini, molti di essi violentati dai patrigni o dal compagno occasionale della “madre”. Tutti i giorni ho a che fare con situazioni terribili e indescrivibili. Spesso non ho neanche la capacità di leggere i referti delle assistenti sociali, tanto sono orrende le violenze sessuali subite dai miei bambini.
Eppure, dopo alcuni mesi che sono con noi, respirano un’altra aria, quell’aria che solo il fatto cristiano e l’amore di noi sacerdoti contro cui i mostri del giornalismo si scagliano, facendo di ogni erba un fascio. Aveva ragione Pablo Neruda quando definiva certi giornalisti “coloro che vivono mangiando gli escrementi del potere”.
La certezza che “io sono Tu che mi fai” che sono frutto del Mistero e non l’esito dei miei antecedenti, per quanto pessimi possano essere stati, si trasmette come per osmosi nel cuore dei miei bambini che ritrovano il sorriso. Come si trasmette anche sui “mostri” (se così vi piace chiamarli voi giornalisti… a cui tanto assomigliate per la vostra ipocrisia) parlo di quelli che sembrano divertirsi a sputare contro la chiesa) che in fondo a loro volta, spesso, sono vittime e carnefici, vittime da piccoli e carnefici da grandi, avendo vissuto come bestie.
Il mio cuore di prete mentre do la mia vita per questi innocenti non può non dare la vita, come Gesù, anche per coloro di cui Gesù ha detto con parole fortissime “prima di scandalizzare uno di questi piccoli è meglio mettersi una macina da mulino al collo e buttarsi nel profondo del mare”.
Sono solo alcuni esempi, di milioni, della carità della chiesa. Mi fa soffrire questo sputare nel piatto nel quale, Dio lo voglia, anche certi morbosi giornalisti, un domani si troveranno a mangiare, perché se uno sbaglia non significa che la chiesa sia così. Questa chiesa che è il respiro del mondo.

Non vi chiedete cosa sarebbe di questo mondo senza questo porto di sicura speranza per ogni uomo, compresi voi che in questi giorni come corvi inferociti vi divertite sadicamente a sputare sopra il Suo Casto Volto? Venite nel terzo mondo per capire cosa vuol dire migliaia di preti e suore che muoiono dando la vita per i bambini. Venite a vedere i miei bambini violentati che alcuni giorni fa prima di partire per l’Italia piangevano chiedendomi: “Papà quando torni?”.
Non voglio strappare le lacrime a voi che siete come le pietre ma solo ricordarvi che anche per voi un giorno quando la vita vi chiederà il “redde rationem vilicationis tuae” questa chiesa, questa madre contro cui avete imparato bene il gioco dello sputo, vi accoglierà, vi abbraccerà, vi perdonerà.

Questa madre, che da 2000 anni è sputacchiata, derisa, accusata e che da 2000 anni continua a dire a tutti coloro che lo chiedono: “Io ti assolvo dai tuoi peccati, nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo”.
Questa madre, che sebbene giudichi e condanni duramente il peccato e richiami duramente il peccatore reo di certi orrendi delitti, come la pedofilia, non chiude e non chiuderà mai le porte della sua misericordia a nessuno.

Mi confortano le parole di Gesù “le porte dell’inferno non prevarranno mai”. Come mi conforta l’immensa santità che trabocca dal suo corpo di “casta meretrix”.
Allora non perdiamo tempo dietro i deliri di alcuni giornalisti che usano certi esecrabili casi di pedofilia per attaccare l’Avvenimento cristiano, per mettere in discussione la perla del celibato, ma guardiamo le migliaia di persone, giovani in particolare, incontrati personalmente in una settimana di permanenza in Italia che credono, cercano e domandano alla chiesa il perché, il senso ultimo della vita e che vedono in lei l’unica possibile risposta.
Personalmente mi preoccupa di più l’assenza di santità in molti di noi sacerdoti che altre cose per quanto gravi e dolorose siano.
Mi preoccupa di più una chiesa che si vergogna di Cristo, invece che predicarlo dai tetti.
Mi preoccupa di più non incontrare i sacerdoti nel confessionale per cui il peccatore spesso vive quel tormento del suo peccato perché non trova un confessore che lo assolva.
Alle accuse infamanti di questi giorni urge rispondere con la santità della nostra vita e con una consegna totale a Cristo e agli uomini bisognosi, come non mai, di certezza e di speranza.
Alla pedofilia si deve rispondere come il Papa ci insegna.
Però solo annunciando Cristo si esce da questo orribile letamaio perché solo Cristo salva totalmente l’uomo.
Ma se Cristo non è più il cuore della vita, allora qualunque perversione è possibile. L’unica difesa che abbiamo sono i nostri occhi innamorati di Cristo.
Il dolore è grandissimo, ma la sicurezza granitica: “Io ho vinto il mondo” è infinitamente superiore.

giovedì 19 febbraio 2009

La tv israeliana e le offese a Gesù e Maria


Le offese orribili di una tv israeliana a Gesù e Maria

tratto da Fattisentire

In una trasmissione satirica su Canale 10, la terza emittente televisiva più seguita in Israele (a partecipazione pubblica e privata), Lior Shlein, un tale che si autodefinisce umorista, ha pensato bene di volersi vendicare “del Vaticano e della Chiesa”. Nel corso di due puntate sono stati trasmessi dei brevi sketch infamanti, in cui vengono attaccate le figure di Gesù Cristo e della Vergine Maria con espressioni molto volgari; questo nel tentativo, esplicitamente dichiarato dal suo regista, di voler distruggere il cristianesimo. Per il Canale 10 questo non è il primo “passo falso”. L’assemblea dei vescovi cattolici di Terra Santa, in una Nota del 18 febbraio, ha protestato fortemente.

E così dopo la notizia data in questi giorni da Haaretz, importante quotidiano israeliano, sugli sputi in faccia ai cristiani lanciati dagli studenti delle scuole ebraiche ortodosse, adesso arrivano anche gli sputi televisivi a Gesù e alla Madonna…
Non c’è male… Per fortuna che Gesù dandoci il «comandamento nuovo» ci ha impedito di applicare la regola dell’ «occhio per occhio e dente per dente» altrimenti il mondo diventava una sputacchiera…



TERRA SANTA: TV CANALE 10, VESCOVI CATTOLICI “OFFESE RIPUGNANTI CONTRO LA NOSTRA FEDE”

“Offese orribili e attacchi ripugnanti”. Così l’assemblea dei vescovi cattolici di Terra Santa, in una nota del 18 febbraio, condanna un programma notturno, andato in onda in questi giorni, sul canale 10 della Tv israeliana in cui “vengono attaccate le figure di Gesù Cristo e della Vergine Maria”.
La nota firmata da 12 leader religiosi cattolici, tra cui il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal e l’emerito Michel Sabbah, il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa e mons. Elias Chacour, arcivescovo greco-melchita di Akka, parla di “offese lanciate contro la nostra fede e di conseguenza contro i cristiani. Il programma ha diretto i suoi attacchi contro le figure più sante del nostro credo nel tentativo, esplicitamente dichiarato dal suo regista, di distruggere il cristianesimo. Nel fare così Canale 10 è stato usato per profanare la nostra fede ed offendere centinaia di migliaia di cittadini israeliani cristiani e milioni di cristiani nel mondo”.
Per i vescovi cattolici il programma “è un sintomo dei grandi problemi che disturbano la società, come l'intolleranza, il rifiuto di accettare e rispettare gli altri” e si inserisce “nel più ampio quadro degli attacchi contro i cristiani in tutto Israele nel corso degli anni”. Tra questi i vescovi ricordano le copie del Nuovo Testamento bruciate in pubblico nel cortile della sinagoga di Or Yehuda. “Da anni – scrivono i vescovi - il Cristianesimo sta facendo molto per fermare le manifestazioni di antisemitismo e adesso i cristiani in Israele devono ritrovarsi, essi stessi, vittime di manifestazioni anticristiane di basso profilo?”. Nel condannare il programma l’assemblea dei vescovi chiede anche alle autorità interessate di “adottare le azioni necessarie per porre fine a tale orribile profanazione della nostra fede. E’ inconcepibile che questi incidenti debbano verificarsi in Israele, che ospita alcuni dei santuari più cari della cristianità, e che confida molto sui pellegrinaggi dalle nazioni cristiane.
Chiediamo al popolo israeliano e alle sue autorità di prendere le misure adeguate nei confronti di tale inaccettabile offesa e dei suoi autori. Al tempo stesso, chiediamo a Canale 10 di riconoscere la propria responsabilità, e chiedere ufficialmente e pubblicamente scusa per questo incidente e per evitare che si ripeti”.
Nella nota si ringraziano anche “per la solidarietà mostrata i rappresentanti musulmani ed ebrei, anche loro sconvolti e sconcertati” dal programma.

SIR - Giovedì 19 Febbraio 2009 12:47

martedì 3 febbraio 2009

Infermiera prega per un paziente...ora rischia il posto di lavoro!


Una notizia riportata da Tgcom e da Sussidiario.net.

Sembra assurdo ma è tutto vero! E' capitato a Caroline Petrie, questo il nome dell' infermiera sospesa dal servizio per aver offerto sostegno cristiano durante la visita ad un'anziana paziente. Una semplice preghiera detta con il consenso della paziente...un gesto di autentico cristianesimo è stato trasformato, dai soliti falsari laicisti, in una presunta violazione del codice comportamentale! Sembra di essere ritornati ai tempi dei leoni e della pece...

"Non capisco come la semplice offerta di preghiera possa essere considerata un oltraggio - ha detto la Petrie - mi sembra solo sia un bel gesto che possa dare speranza in un particolare momento di bisogno".

Ci uniamo alla coraggiosa cristiana e le assicuriamo la nostra vicinanza nella preghiera!
Grazie per la testimonianza Caroline!

"Avrete tribolazioni nel mondo, ma abbiate fiducia! Io ho vinto il mondo" (Gv., 16, 33)