giovedì 9 aprile 2009

Matrimoni in croazia: la croce segno di indissolubilità


Dati preoccupanti mettono in luce l'attuale crisi della famiglia.
Dalle 91,3 separazioni ogni 100mila abitanti del 1995, si è passati a140,4; per i divorzi, invece, da 47,2 ogni 100.000 abitanti del 1995, si è giunti recentemente agli 80,3.

Ci chiediamo cosa sia successo, ma sopratutto come si possa contrastare la triste piaga del divorzio? Una risposta ci viene dalla Croazia...

di Ettore Garzara (mailinglist Informazioni da Medjugorje)

IL SIGNIFICATO DELLA CROCE

Lasciate ora che vi parli della più bella delle tradizioni croate. A Siroki Brijeg, tra i 13.000 parrocchiani, non si conta un solo divorzio. A memoria d'uomo, nessuna famiglia si è mai divisa. L'Erzegovina gode forse di un favore eccezionale da parte del Cielo? C'è forse un trucco magico contro il demone della divisione?

La risposta è molto più semplice! Per secoli, prima sotto la dominazione turca, e poi sotto quella comunista, queste popolazioni hanno sofferto crudelmente perché si voleva strappare loro la fede cristiana.
Sanno per esperienza che la loro salvezza viene dalla Croce di Cristo; la salvezza non viene dai progetti di disarmo, dall'aiuto umanitario, dai trattati di pace, anche se, a volte, queste realtà portano qualche beneficio. La fonte della Salvezza è la Croce di Cristo! Queste persone hanno una saggezza che non permette loro di ingannarsi quando si tratta di vita o di morte. Ecco perché hanno legato indissolubilmente il matrimonio alla Croce di Cristo. Hanno fondato il matrimonio, che dà la vita umana, sulla Croce che dà la vita divina.

La tradizione croata del matrimonio è così bella che comincia a fare scuola in Europa e in America!

Quando un giovane si prepara al matrimonio, non gli si racconta che ha trovato la persona ideale, il miglior partito. No! Che cosa dice il sacerdote? Hai trovato la tua croce. Ed è una croce da amare, da portare, una croce che non si dovrà rifiutare ma amare.
Queste parole pronunciate in Francia lascerebbero il fidanzato muto di stupore. Ma in Erzegovina la Croce evoca l'amore, e il crocifisso è il tesoro della casa.

Quando i fidanzati vanno in chiesa, portano con loro un crocifisso, che è benedetto dal prete e, durante la pronuncia del "si", riveste un'importanza capitale. La fidanzata posa la mano destra sulla croce; a sua volta il fidanzato pone la sua su quella della sposa e le loro due mani si trovano così riunite sulla croce, fuse sulla croce. Il sacerdote mette allora la sua stola sulle loro mani, ed essi pronunciano il loro "si" e si promettono fedeltà secondo il rito della Chiesa. Padre Jozo precisa che dopo di ciò, gli sposi non si abbracciano, ma abbracciano la croce. Sanno di abbracciare così la fonte dell'amore. Chi si avvicina e vede le due mani stese sulla croce, capisce che se il marito abbandona la moglie o che se la moglie abbandona il marito, in realtà abbandona la croce. E quando si è abbandonata la croce non resta più niente, si è perso tutto perché si è lasciato Gesù,si è perso Gesù.

Dopo la cerimonia, gli sposi portano a casa il crocifisso e gli danno il posto d'onore. Diventerà il centro della preghiera in famiglia poiché hanno la convinzione che la famiglia è nata da questa croce. Se c'è un problema, se scoppia un diverbio, è davanti a questa croce che gli sposi vengono a
cercare soccorso.

Non andranno da un avvocato, non consulteranno un mago o un astrologo, non faranno assegnamento su uno psicologo per sistemare i loro problemi. No, andranno davanti al loro Gesù, davanti alla croce. Si metteranno in ginocchio e davanti a Gesù verseranno le loro lacrime, grideranno le loro sofferenze e soprattutto si perdoneranno a vicenda. Non si addormenteranno con un peso sul cuore perché saranno ricorsi al loro Gesù, al Solo che ha il potere di salvare.

Insegneranno ai loro figli ad abbracciare la croce ogni giorno e a non addormentarsi come dei pagani senza aver ringraziato Gesù. Per i bambini, fin dai più lontani ricordi, Gesù è l'amico di famiglia, che si rispetta e si abbraccia.

Questi bambini non hanno "animaletti" da stringere durante la notte per sentirsi sicuri, ma dicono "Buona notte" a Gesù e abbracciano la croce. Si addormentano con Gesù, non con un peluche. Sanno che Gesù li custodisce tra le sue braccia e che non hanno niente da temere, le loro
paure si spengono nel loro abbraccio a Gesù.

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