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lunedì 5 dicembre 2011

Fede nel cieco caso e libri




«Nonostante la sua fede nel cieco caso, nascosta con espressioni come "evoluzione del più adatto" o "accumulazione di mutazioni", quando un materialista pubblica il proprio libro, vendendolo poi in libreria, penserà invariabilmente che ci sia arrivato perché c'è qualcuno che l'ha stampato, assemblato, consegnato. Non crederà che da una tipografia siano uscite, perse insieme a tante altre, le sue pagine, e che poi siano arrivate, senza che nessuno lo abbia deciso, su uno qualsiasi dei tanti furgoni che percorrono le autostrade, fino al negozio, e per giunta rilegate. No: penserà che ci sia di mezzo una casa editrice intenzionata a far assemblare il libro e a venderlo. Lo stesso varrà ai suoi occhi per qualsiasi libro gli capiti di vedere. Anche se ne trovasse uno gettato in mezzo alla strada: non crederà che solo le copie del suo libro siano state fatte da esseri umani, ma, vedendo un libro qualsiasi, darà per scontata la stessa conclusione».

(Pierfrancesco De Feo - Saul Finucci, Dio esiste? Suggerimenti e riflessioni per liberarsi dell'ateismo, p. 29).

venerdì 3 luglio 2009

Il caso, Dawkins e i numeri che non tornano


Propongo un testo tratto da Il Timone.org cui faccio seguire alcune riflessioni di don Tullio Rotondo.

“Pur di negare l’esistenza di Dio, alcuni preferiscono attribuire al fantomatico "caso" l’ordine esistente nell’universo, studiato dagli scienziati.

Per dimostrare quanto sia assurdo ricorrere al caso, il fisico Grichka Bogdanov si e preso la briga di calcolare quanto tempo sarebbe stato necessario perché si formasse "casualmente" una sola, minuscola molecola di RNA (acido ribonucleico). Il risultato è strabiliante: sarebbero stati necessari almeno 1000000000000000 anni, vale a dire un numero pari a 1 seguito da 15 zeri, cioè un milione di miliardi di anni.


E` opportuno ricordare che questo è un tempo centomila volte superiore all’età di tutto l’universo.

Se per costruire "a caso" una sola molecola di RNA non può bastare l’età complessiva dell’universo, come si sarebbe potuto generare "per caso" l’intero creato?”


Riflessioni di don Tullio Rotondo

Bisognerebbe calcolare le possibilità che, dalle particelle subatomiche si possa formare un solo atomo a caso…. Sarebbe interessante, poi, riflettere sulle somiglianze tra i miliardi di milardi di atomi …

Davvero è assurdo pensare che il caso sia la fonte di tutto.

Si consideri poi che per calcolare le probabilità che un enzima emerga dal caso certamente non si è tenuto conto che le sostanze che dovrebbero interagire possono essere disperse in un universo grandissimo perciò il fatto che si incontrino nelle quantità adatte, alla temperatura adatta etc. è praticamente impossibile.


Sintesi apologetica

Attualmente la scienza non può che dire che la vita viene dalla vita, inoltre la vita è iniziata a partire da un certo momento della storia dell’Universo: perciò attualmente l’ipotesi più probabile anche a livello razionale è che la Vita di Dio sia stata partecipata al creato da Dio stesso creando la vita.

Razionalmente questa appare l’ipotesi più probabile oggi.

La complessità strabiliante del creato e le leggi che lo regolano, ugualmente escludono il caso e rendono immensamente probabile la Creazione e la Provvidenza divini … Infatti la struttura atomica e subatomica che si ripete meravigliosamente in miliardi di miliardi di miliardi razionalmente si può spiegare nella maniera più probabile con l’esistenza di Dio; meglio: essa manifesta l’esistenza di Dio….

Anche a livello razionale l’ipotesi imensamente cioè quasi infinitamente più probabile è la Creazione realizzata da un Essere Infinito e Onnipotente: Dio.

Dawkins, p.es., nel suo libro “God illusion” mostra di fare un grande errore fondamentale: non realizza un serio calcolo delle probabilità reali per cui il caso possa non solo realizzare la vita dalla non-vita ma, più a fondo, non si rende conto della quasi assoluta impossibilità che gli atomi e le particelle subatomiche siano fatti a caso ….Va considerato che queste realtà non solo devono essere prodotte e agire una volta ma devo agire per anni o secoli o miliardi di anni ….se le probabilità sono praticamente inesistenti a che la vita si produca dalla non vita e che dalle particelle subatomiche si produca un atomo, quanto è più ancora improbabile che si siano prodotti a caso tanti atomi e che la vita sia durata per tanti miliardi di anni. Il grande errore di Dawkins è, in fondo, una mancanza di conoscenza della estrema complessità delle realtà fondamentali dell’essere fisico e della vita nonché della complessità inerente il perpetuarsi della vita e della azione atomica e subatomica….

I sostenitori del caso come creatore dell’universo mostrano loro stessi di non credere a quello che dicono ….infatti non scrivono i libri buttando lettere o parole a caso….non lavorano a caso …..non vivono a caso ….non mangiano a caso …non si curano a caso ….non parlano a caso …. Ad es. per scegliere le parole e lettere (nelle parole) dei loro libri non gettano i dadi ma riflettono …cioè pensano cioè fanno funzionare non il caso ma l’intelligenza.

lunedì 2 marzo 2009

Cellula


tratto da "Il Timone"

Delle due l’una: o all’origine dell’Universo c’è l’intelligenza creatrice di Dio o tutto si è prodotto casualmente.

Per vedere quale delle due "ipotesi" è più ragionevole, basti sapere che in una sola cellula del corpo umano sono contenuti, si calcola approssimativamente, 53 miliardi di molecole proteiche, 166 miliardi di molecole lipoidiche, 2.900 miliardi di "piccole molecole" (tra le quali i glicidi e vari altri composti) e 250.000 miliardi di molecole di acqua e in più gli acidi nucleici.

Ora, come prima, delle due l’una:

tutto questo immenso insieme di elementi si coordina e opera ordinatamente per "caso", oppure è frutto di un progetto di una Intelligenza (Dio)?

A noi sembra più logico - e ragionevole - pensare che il "caso" non coordini un bel niente.
Dunque non resta che ammettere Dio.

Dimenticavo: si calcola che in un corpo umano esistano circa 60.000 miliardi di cellule come quella sopra descritta.

Si può parlare ancora di "caso"?



mercoledì 25 febbraio 2009

Che caso!


tratto da Il Timone.org

Pur di negare l’esistenza di Dio, alcuni preferiscono attribuire al fantomatico "caso" l’ordine esistente nell’universo, studiato dagli scienziati.

Per dimostrare quanto sia assurdo ricorrere al caso, il fisico Grichka Bogdanov si è preso la briga di calcolare quanto tempo sarebbe stato necessario perché si formasse "casualmente" una sola, minuscola molecola di RNA (acido ribonucleico). Il risultato è strabiliante: sarebbero stati necessari almeno 1015 anni, vale a dire un numero pari a 1 seguito da 15 zeri, cioè un milione di miliardi di anni.

E` opportuno ricordare che questo è un tempo centomila volte superiore all’età di tutto l’universo.
Se per costruire "a caso" una sola molecola di RNA non può bastare l’età complessiva dell’universo, come si sarebbe potuto generare "per caso" l’intero creato?


domenica 22 febbraio 2009

Lo strano caso degli enzimi


Tratto da Il Timone

Come è noto, quando non si vuole attribuire a Dio la causa del mirabile ordine regnante nell’universo, si ricorre al caso. Ma si sta assottigliando sempre di più il numero di coloro che al caso addebitano l’origine e la realtà del cosmo. Vittorio Messori, nel suo Inchiesta sul Cristianesimo, riporta le parole dell’astronomo e matematico Fred Hoyle:

"Ma è davvero possibile che il caso abbia prodotto, nel brodo primordiale di cui si favoleggia, anche soltanto gli oltre duemila enzimi necessari al funzionamento del corpo umano? Basta una piccola serie di calcoli al computer per rendersi conto che la probabilità che questo sia avvenuto casualmente è pari alla probabilità di ottenere 12, per 50.000 volte di fila, gettando due dadi sul tavolo" (p. 174).

Due dadi non truccati, aggiungiamo noi.
Ora, se è di fatto impossibile che casualmente si sia formata la catena degli enzimi, come può il caso essere all’origine della ben più complessa realtà umana?

venerdì 13 febbraio 2009

Il caso? Ridiamoci su...


IL CASO?

di don Tullio Rotondo

I darwinisti e tutti coloro che affermano che il mondo è dovuto al caso stranamente parlano senza gettare parole a caso .

Ci pensate ….jfjhrdhtrdjdhffdfhfjhjfvfghvhgvjgvnvmvnghgfcsgslgi …..avete capito?

Ecco cosa è scrivere a caso ….e nei testi dei casualisti non troviamo lettere a caso.

Quando dormono - neppure allora - agiscono a caso: capita infatti che non si gettino là dove li coglie il sonno .

Quando mangiano non mangiano a caso, non ingeriscono quello che capita, a caso, altrimenti sarebbero morti da molto tempo.

Quando bevono non bevono a caso, e se stanno male certamente non agiscono a caso : vanno dal dottore, per una operazione non vogliono un chirurgo che operi a caso, che scelga a caso lo strumento per incidere, escludono con cura che il “caso” permetta siano operati con una sega a motore o circolare, o con una sciabola da samurai, dopo l'operazione certamente non vogliono essere abbandonati al caso per quanto attiene alle cure necessarie, ( etcetera, etcetera, etcetera).

Neppure vogliono che i loro figli siano educati a caso ;
ugualmente non vivono a caso ma in una casa, ammobiliata, e potendo, non a caso ma addirittura con il frigo, la stufa (etc, etc, etc ).

E se voi esaminate ogni strumento di questi scoprirete che non sono scelti a caso, e neppure le loro case sono fatte a caso, hanno finestre, porte, bagni...ma di più :

se questi casualisti sono scienziati essi non studiano a caso, neppure scrivono a caso, ma cercano leggi, regole e non caso ( incredibile), e il loro notebook non è realizzato mischiando cose a caso,
...e quando lavorano non lavorano a caso, altrimenti i loro datori li mandano a casa .

Vi immaginate cosa succederebbe se un operaio o un industriale operasse a caso …..??????

E quando guidano, stanno ben attenti a non agire a caso, altrimenti certamente e non per caso farebbero un incidente.

E quando devono essere pagati, questi casualisti, non accettano che il loro creditore operi a caso, stranamente vogliono una somma di denaro fissata precisamente, intangibilmente .

E neppure ammettono che altri mettano “casualmente” le mani nelle loro tasche, per tirare fuori ciò che casualmente, si dice denaro .

Sbagliamo a dire quello che abbiamo detto ?
Certamente no, sbagliano loro ?

Certamente si e non per caso, ma perché si ostinano a non far funzionare rettamente il cervello, offendendendo la Verità con affermazioni false ed eretiche.

Infondatezza del caso: esempi illustri


Il Premio Nobelo Carlo Rubbia:

“Parlare di origine del mondo porta inevitabilmente a pensare alla creazione e, guardando la natura, si scopre che esiste un ordine troppo preciso che non può essere il risultato di un ‘caso’, di scontri tra ‘forze’ come noi fisici continuiamo a sostenere. Ma credo che sia più evidente in noi che in altri l’esistenza di un ordine prestabilito nelle cose. Noi arriviamo a Dio percorrendo al strada della ragione, altri seguono la strada dell’irrazionale”.

L'astrofisico Stephen Hawking:
“Le leggi della scienza, quali le conosciamo oggi, contengono molti numeri fondamentali….. Il fatto degno di nota è che i valori di questi numeri sembrano essere stati esattamente coordinati per rendere possibile lo sviluppo della vita”.

Coordinati da chi? Non certamente dal caso, perché il caso non coordina alcunché. Evidentemente esiste un coordinatore e questo Coordinatore è Dio.

Grichka Bogdanov, esperto di fisica teorica:

“Affinché la formazione dei nucleotidi porti “per caso” alla elaborazione di una molecola di RNA (acido ribonucleico) utilizzabile, sarebbe stato necessario che la natura moltiplicasse i tentativi a casaccio nello spazio di almeno 1015 anni (vale a dire 1 seguito da 15 zeri, cioè un milione di miliardi di anni), il che è un tempo centomila volte più esteso dell’età di tutto il nostro universo)”.

Il prof. Bucci, del Campus Biomedico di Roma:

“Supponiamo che io vada in una grotta preistorica e vi trovi incisa, su una parete, una scritta, per esempio: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura che la dritta via era smarrita”, e che io dica ai miei colleghi: in questa grotta, a causa dell’erosione dell’acqua, della solidificazione dei carbonati e dell’azione del vento, si è prodotta, per caso, la prima frase della Divina Commedia. Non mi prenderebbero per matto? Eppure non avrebbero nulla da ridire se dicessi loro che si è formata per caso la prima cellula vivente, che ha un contenuto di informazioni equivalente a 5.000 volte l'intera Divina Commedia”.

John Eccles, premio Nobel per la fisiologia e la medicina, diceva:

“Supponiamo l’esistenza di un magazzino immenso di pezzi aeronautici, tutti nelle loro casse o sugli scaffali. Un edificio enorme, mettiamo di mille chilometri per lato (Milano-Reggio-Milano-Reggio). Arriva un ciclone che, per centomila anni, fa roteare e scontrare tra loro quei pezzi. Quando finalmente si placa, dove c’era il magazzino c’è una serie di quadrimotori, già con le eliche che girano….Ecco: stando proprio alla scienza, le probabilità che il caso abbia creato la vita sono più o meno quelle di questo esempio. Con, per giunta, un’aggravante: da dove vengono i materiali del magazzino?”



Casualisti? Dogmatici e non scientifici...


Nel libro di Vittorio Messori, intitolato "Inchiesta sul Cristianesimo",
lo scrittore cattolico ricorda un efficace esempio dell'astronomo e matematico Fred Hoyle, nel capitolo dedicato all’intervista di Margherita Hack, la famosa astrofisica che sostiene strenuamente la causa del caso (scusate il gioco di parole) e che appare puntualmente in tv ogni volta che qualche scienziato parla di Dio per ricordare ai telespettatori che esistono anche scienziati non credenti.


Dice Hoyle:


Ma è possibile che il caso abbia prodotto anche soltanto gli oltre duemila enzimi necessari al funzionamento del corpo umano? Basta una piccola serie di calcoli al computer per rendersi conto che la probabilità che questo sia avvenuto casualmente è pari alla probabilità di ottenere sempre 12, per 50.000 volte di fila, gettando due dadi sul tavolo (due dadi non truccati, ovviamente). Più o meno la stessa probabilità del vecchio esempio della scimmia che, battendo su una macchina da scrivere, finirebbe con lo sfornare tutta intera la Divina Commedia, con capoversi e punteggiatura al punto giusto. E questo, ripeto, solo per gli enzimi, perché l’improbabilità raggiunge livelli ben più pazzeschi se ci si allarga a tutte le innumerevoli condizioni necessarie alla vita: tutti ‘numeri’ usciti da cilindro del caso? Se si risponde sì, si esce dalla ragione”.

E' davvero confortante sentir dire da uno scienziato, che di ragione se ne intende, che fare ricorso al caso per spiegare la complessità dell’universo equivale ad uscire dall'alveo della ragione.

I cattolici sarebbero superstizioni e dogmatici?

Tutt'altro, stando a molti scienziati, è proprio chi si rifà al caso ad essere dogmatico e non scientifico!


Il Nautilus...Fibonacci e il caso!


No, non vi parlerò del leggendario sottomarino del Capitano Nemo, ma di un mollusco cefalopode tetrabranchiato nei confronti del quale ho sempre avuto una certo debole...
Non può certo dirsi affascinante, per via della sua estetica piuttosto bizzarra, ma questo bizzarro abitante dei fondali oceanici nasconde un segreto che chiama addirittura in causa Dio.
La struttura calcarea di questo mollusco presenta una fantastica struttura a spirale logaritmica che segue il principio matematico di Fibonacci e si fonda sul concetto di numero aureo.
Osservate la perfezione della struttura nell'immagine sottostante.


Se si disegna un rettangolo con i lati che stanno in rapporto aureo fra di loro, lo si può dividere in un quadrato e un altro rettangolo, simile a quello grande nel senso che anche i suoi lati stanno fra loro nel rapporto aureo. A questo punto il rettangolo minore può essere diviso in un quadrato e un rettangolo che ha pure i lati in rapporto aureo, e così via. La curva che passa per vertici consecutivi di questa successione di rettangoli è una spirale che troviamo spesso nelle conchiglie e nella disposizione dei semi del girasole sopra descritta e delle foglie su un ramo.


Se l'esempio del Nautilus mostra tutta l'evidenza di una non casualità nella creazione, c'è da dire che la successione matematica di Fibonacci è praticamente onnipresente in natura.

Tanto per fare alcuni esempi:

quasi tutti i fiori hanno tre o cinque o otto o tredici o ventuno o trentaquattro o cinquantacinque o ottantanove petali: i gigli ne hanno tre, i ranuncoli cinque, il delphinium spessone ha otto, la calendula tredici, l'astro ventuno, e le margherite di solito ne hanno trentaquattro o cinquantacinque o ottantanove.

Troviamo i numeri di Fibonacci nei fiori di girasole. Le piccole infiorescenze al centro di girasole, che poi si trasformano in semi, sono disposte lungo due insiemi di spirali che girano rispettivamente in senso orario e antiorario. Spesso le spirali orientate in senso orario sono trentaquattro e quelle orientate in senso antiorario cinquantacinque; ma a volta sono rispettivamente cinquantacinque e ottantanove, o addirittura ottantanove e centoquarantaquattro, e si tratta sempre di numeri di Fibonacci consecutivi (il cui rapporto si approssima alla sezione aurea).

Così in molte specie vegetali, prime fra tutte le Astaracee (girasoli, margherite, ecc.), il numero dei petali di ogni fiore è di solito un numero di Fibonacci, come 5, 13, 55 o perfino 377, come nel caso della diaccola.

Le brattee delle pigne si dispongono in due serie di spirali dal ramo verso l'esterno - una in senso orario e l'altra in senso antiorario. Uno studio di oltre 4000 pigne di dieci specie di pino rivelò che oltre il 98 per cento di esse conteneva un numero di Fibonacci nelle spirali che si diramavano in ogni direzione. Inoltre, i due numeri erano adiacenti, o adiacenti saltandone uno, nella sequenza di Fibonacci - per esempio 8 spirali in un senso e 13 nell'altro, o 8 spirali in un senso e 21 nell'altro.

Le scaglie degli ananas presentano un'aderenza ancora più costante ai fenomeni di Fibonacci: non una sola eccezione fu trovata in un test compiuto su 2000 ananas.

La crescita della foglie segue una spirale vegetativa: le linee rette che congiungono il centro del fusto e l'attacco della foglia formano un angolo ottuso, chiamato angolo aureo, il cui valore è dato da, calcolatrice alla mano, 360°·(1-?)=137,5° (ponendo ? = 0,618034).
I numeri di Fibonacci si trovano pertanto anche nella fillotassi, l'ordinamento delle foglie su un gambo. Su molti tipi di alberi le foglie sono allineate secondo uno schema che comprende due numeri di Fibonacci. Partendo da una foglia qualunque, dopo uno, due, tre o cinque giri dalla spirale si trova sempre una foglia allineata con la prima. a seconda delle specie, questa sarà la seconda, la terza, la quinta, l'ottava o la tredicesima foglia.

E ancora nella ramificazione di molte piante

E ancora potete osservare queste spirali logaritmiche nei cavolfiori, in alcune galassie, nei tipico modo di nuotare di alcuni branchi di pesci, negli uragani, nella formazione di viticci, nella doppia elica del DNA,

Anche il nostro corpo è regolato dallo stesso principio, rivelando delle proporzioni auree.

Qual è il punto il cui il corpo umano in altezza si suddivide nel rapporto aureo? È l'ombelico!

La mano e la testa si suddividono secondo rapporti aurei.


Alla faccia del caso!!!