giovedì 5 gennaio 2012
L'incompatibilità della pratica Yoga con la fede in Cristo
mercoledì 4 agosto 2010
Meditazione trascendentale e Reiki tra superstizione e magia
Questo senso della divinità considerata come una persona, e l'immagine come sua forma rappresentativa, è fondamentale per il significato della puja e viene sempre preservata nei rituali della puja.
Un caso analogo è quello dei Reiki, una parola giapponese nella quale ki sta per "energia" (vitale) e reí per "universale"; si tratta di una dottrina e, soprattutto, di una pratica che favorirebbe lo sviluppo della percezione delle energie "sottili" o "eteriche' del corpo umano, nonché la possibilità di riportarlo all'equilibrio indirizzando o imponendo le mani sulle persone da guarire o addirittura, sugli ambienti da purificare dalla "negatività".
tantrico, nonché alla dottrina indù dei chakras, ídentificati con i punti vitali o canali energetíci sparsi dalla base alla sommità della spina dorsale. Su questi elementi basilari se ne innestano
altri provenienti dall'ambito occultistico e suscettibili di variare da paese a paese. in Italia, per es., Giuseppe Zanella, fondatore dell'Associazione Reiki Amore Universale (RAU), sostiene di
essere guidato da nientemeno che "Io‑Sono", da lui chiamato Padre, «una pura energia, creatore del visibile e delI'invisibiIe», nonché da altre entità: spiriti guida, guide Reiki, Esseri spirituali,
extraterrestri, ecc. Con tutto ciò si mira ad ottenere, oltre al risulto ufficiale e primario del risveglio dei chakras, il conseguimento di precisi poteri medianici.
Tre sono i livelli ambiti: il primo, detto "rnanuale", è quello dell'uso delle mani per operare guarigioni; il secondo, quello "mentale", offre la facoltà di guarire a distanza, mentre l'ultimo, chiamato "Master Reiki", abilita ad aprire i chakras di terzi e a formare dei discepoli. L'accesso ad ogni livello è affidato a un percorso iniziatico che comporta l'intervento di riti veri e propri e il ricorso insistente a simboli destinati a rappresentare esotericamente una qualità o funzione particolare. L’aspetto più esplicitamente religioso deriva dal fatto che l'energia tanto invocata (o evocata?) è chiamata per nome e viene rivestita di caratteristiche divine.
Come per la Meditazione trascendentale, siamo di fronte a una dottrina incompatibile con la fede rivelata, di matrice panteistica (tutto è energia e l'energia è divina), gnostica (ognuno è naturalmente un dio, dotato per di più di un potenziale illimitato) e occultistica (ricorso a pratiche spiritiche e tenebrose). Per un cristiano, la pretesa della doppia appartenenza comporta l'adesione a una forma di sincretismo, con tutte le conseguenze che ne possono derivare: non solo sul piano spirituale, ma anche su quello psicologico e occulto.
mercoledì 29 aprile 2009
Cosa c'è dietro lo Yoga e le tecniche olistiche?
di don Fabio Arlati
Poi negli anni ’60 i Beatles sono andati in India ad incontrare il guru Maharishi, diffondendo così, accanto al fenomeno della tossicodipendenza di massa regalatoci dai teorici del ’68, un altro tipo di “Nirvana”, lo “yoga” e tutte le “tecniche olistiche” ad esso collegate.
Così l’uomo secolarizzato occidentale, in ricerca di una vaga “spiritualità” centrata sul “sé”, ha cercato l’illuminazione ripiegandosi su di sé e “guardandosi l’ombelico” (posizione in cui è defunto il Buddha) invece di accogliere la sua dignità di figlio di Dio, aprendosi al “TU”, e spalancando “tra cielo e terra” le sue braccia (posizione in cui è morto il Cristo) per accogliere con umiltà, ogni giorno, la volontà di Dio e così santificarsi.
Dietro le “tecniche olistiche”, tecniche che pretendono di guarire “tutto l’uomo” con il potere delle “energie”, secondo il noto esoterista Julius Evola, c’è l’interpretazione esoterica del Buddha come l’uomo che ha conquistato, senza l’aiuto di Dio, il “secondo legno di vita”, l’albero della conoscenza del bene e del male del giardino dell’Eden (Gn.3), appropriandosi dello scettro del dio “Indra” e così del comando degli spiriti “Deva” (lett. Luminosi o energia), guarda caso gli stessi spiriti “Deva” del giardino di Findhorn (Scozia), detto il “Vaticano della New Age”, in cui Elein Caddy, nel 1962, iniziò a mettersi in contatto, attraverso il channeling (=spiritismo) con gli stessi “Deva” che continuerebbero a dare messaggi e consigli per le “prodigiose” attività agricole.
Allora, queste “energie” o “Deva” risvegliate dalle “tecniche olistiche”, di che natura sarebbero?
Dice Helena Blavatsky medium e “nonna” della New Age: “Satana o Lucifero rappresenta l’energia attiva, dell’Universo in senso cosmico, la ‘energia cosmica’”. Sarebbero “demoni”!
Il loro scopo:
1)chiudere la persona alla “Grazia” e alla preghiera;
2)aumentare la sensitività agli spiriti facendo emergere falsi “carismi” orgogliosi (poteri di caduta), infestando fisicamente la persona e facendo sentire sollievo nella pratica della “tecnica” solo come sospensione dell’azione “demoniaca” così da renderla più succube del guru e degli “spiriti”;
3)legare la persona “economicamente” con promesse di guarire da “tutte le malattie”.
Via stà roba (yoga, reiki, stimolazione neurale, massaggio dell’aura, ecc.) dalle Parrocchie e dagli Ospedali".
giovedì 5 febbraio 2009
L'inganno della Meditazione Trascendentale: idolatria e occultismo.
Bene, cercheremo di far luce sulla pericolosità di questa tecnica.
Il mantra che è un breve fonema scelto per la sua presunta “qualità vibratoria”, deve essere ripetuto fino a che l’attività mentale non si interrompe, in un processo che può definirsi autoipnotico.
Sebbene l’opinione pubblica associ alla parola mantra un semplice suono privo di senso, esso indica di fatto un nome ben preciso, il nome di una presunta divinità. Tale nome (il mantra perlappunto) viene trasmesso al fedele nel corso di un rito iniziatico che costituisce, badate bene, una vera e propria liturgia di adorazione indirizzata al pantheon dei “grandi maestri divinizzati” della tradizione Vedanta.
Questo atto di adorazione si concretizza nell’offerta di oggetti simbolici portati dal candiato: un fazzoletto bianco, del legno di sandalo, della canfora, del riso, alcuni fiori, della frutta.
Attraverso questo gesto rituale si sancisce la propria donazione alla “divinità” o meglio entità da evocare. A termine del rito come si trattasse di una consacrazioni religiosa, l’iniziato viene fatto prostrare; in quella posizione, davanti alla "divinità", questi riceve il mantra.
Ne va da sè che per un cristiano partecipare ad una simile cerimonia sarebbe pura apostasia, ma questo aspetto è taciuto da tutti coloro che insegnano MT.
Purtoppo dal momento che l’ignoranza non ha limiti, molti cattolici o presunti tali la praticano senza porsi troppo domande, ingannati da guru senza scrupoli.
Bene vi dico, diffidate, diffidate, diffidate, da questa vera e propria pratica occultistica che porta il più delle volte a danni spirituali tali da richiedere un lungo processo di guarigione e liberazione attraverso estenuanti esorcismi e preghiere di liberazione.
Aggiungo a sostegno di quanto ho riferito una testimonianza trovata in rete, davvero eloquente...è una delle tante:
"Ho fatto molti anni di meditazione trascendentale. Avevo dei problemi personali e un amico mi ha proposto all'inizio di partecipare ad un corso di rilassamento. Io ero abbastanza lontana dalla Chiesa ed ho iniziato a fare questa tecnica. Mi sono sentita meglio nel senso che ho sviluppato questa capacità di rilassamento; affrontavo i problemi in maniera diversa. Ci sono voluti molti anni per capire che questa era una strada errata. Mi venivano dati dei suoni da pronunciare all'interno di iniziazioni segrete. Nel tempo ho compreso che questi suoni era in realtà lettere che costituivano l'invocazione a Rama: “sviramnamaha” che voleva dire “nel nome di Rama”. Rama è il dio degli indiani. Allora mi sono chiesta: “Perchè devo dire nel nome di Rama? Io dico nel nome di Gesù Cristo perchè con Rama non ho niente a che fare; e da lì è iniziato un processo di guarigione”. Io penso che bisogna invitare i sacerdoti, i laici ad essere più istruiti su queste tecniche affinchè invitino le persone a non frequentare questi corsi; io non ho mai sentito dire in nessuna predica: “Non fate la meditazione trascendentale”. Ritengo che si debba conoscere il rischio a cui si va incontro con la pratica di queste discipline. Mi avevano insegnato ad invocare “nel nome di Rama” per 20 minuti, dopo i quali seguiva l'invocazione dei poteri. Nel tempo purtroppo questi poteri (medianici) sono arrivati, con tutti i problemi ad essi collegati.
P.S. Mentre scrivevo l'articolo ho appreso che proprio il 5 Febbraio (del 2008) moriva all’età di 91 anni nella sua abitazione di Vlodrop in Olanda Maharishi Mahesh Yogi, il celebre guru dei Beatles che portò in Occidente
