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mercoledì 28 marzo 2012

Mass Effect 3 e quell'occhiolino strizzato alle lobby omosessuali



Non bastavano Tthe Sims, Dragon Age, Fable 2 e Skyrim, ora anche il gioco del momento Mass Effect 3 si è aggiunto alla lista dei Gay Friendly Game.

Eh già, perché a quanto pare, nel terzo episodio della saga, intrecciare relazioni amorose a sfondo sessuale di orientamento omo sembrerebbe davvero semplicissimo. Nelle pause tra i combattimenti, infatti, il comandante Shepard ha la possibilità di vivere veri e propri incontri a luci rosse con i fisicatissimi Cortez o Kaidan, due dei suoi luogotenenti. Non manca neanche la possibiltà di impersonare una protagonista femminile con la quale instaurare una storia lesbica. Insomma ce n'è per tutti i gusti.

Anche se la piega della storia dipende dalle scelte del giocatore, come ha rilevato Forbes, è veramente molto difficile riuscire ad evitare di invischiarsi in una qualche storia gay. Insomma, ce la mettono tutta per far volgere la storia in quella direzione.

Considerando che sono state vendute più di 3 milioni e mezzo di copie in tutto il mondo e che i principali giocatori sono teenager direi che anche stavolta le lobby omosex hanno fatto centro. 

La balla dei fini commerciali non regge, lo sanno anche le pietre che chi acquista giochi come questo lo fa con l'unico scopo di massacrare perfidi alieni. Poco gli importa delle fastidiose scene sentimentaloidi che spezzano il ritmo del gioco!

Esclusa l'ipotesi commerciale appare evidente il fine dell'inserimento di scene omosessuali. 
Si tratta dell'ennesimo laido tentativo di far passare l'omosessualità come una semplice alternativa, una delle possibili strade percorribili.

Libri di testo, siti internet, riviste, pubblicità, film, telefilm, cartoni animati e adesso anche videogiochi. L'attacco sferrato dalle lobby è ormai a 360 gradi. Sapremo difendere i nostri giovani?

martedì 14 febbraio 2012

Il doodle di Google per un san Valentino gay friendly



Sarà stato per la musica Cold Cold Heart di Tony Bennet scelta come sottofondo, sarà stato per il messaggio dell'animazione che ricorda all'utente l'impagabile costo dell'amore che non può essere barattato con nessun oggetto materiale...sarà stato per il trionfo di cuoricini, cioccolatini e fiocchetti rossi che fanno sempre molto atmosfera...che quasi quasi ci cascavo. Quand'ecco apparire a conclusione del filmato, tra un cane che tiene per mano un gatto, un cartone di latte che abbraccia un biscotto e un astronauta innamorato, l'immancabile immagine ( e te pareva) di una coppia omosessuale in abito simil-nuziale. Poesia interrotta.

E in un attimo il messaggio conclusivo di Google per san Valentino si trasforma da "l'amore non si compra", a "quello omosessuale si e paga pure bene la sua pubblicità".


mercoledì 1 febbraio 2012

Piccolo Uovo, il fumetto omosex per le scuole dell'infanzia



Vi ricordate la Pimpa? Quando ero piccolo non la sopportavo e maledicendola auspicavo che gli si seccasse quella grossa lingua pendula. 
Bene, oggi che ho scoperto l'identità del suo autore, Atlan, non rimpiango la mia antipatia giovanile.

Altan, il vignettista, che sulle pagine di Linus aveva inventato a suo tempo il personaggio Trino, un Dio impreparato che si affanna nella creazione del mondo, ha proseguito la sua brillante carriera come collaboratore di la Repubblica e l'Espresso. Casualmente il suo ultimo lavoro è stato presentato alla festa milanese del PD.

L'assessore Majorino, entusiasta, ha proposto la storia di Piccolo Uovo (questo il nome dell'ultimo capolavoro di Altan) come testo per le scuole dell'infanzia milanesi. 

Vi starete chiedendo cosa ci sia di male nel proporre un libro illustrato... E' presto spiegato.

La storia parla di Piccolo Uovo, un gamete femminile alla ricerca di un partner e di una famiglia in cui accasarsi, in un fantastico mondo di animali parlanti. Lungo la strada, la protagonista,  incontra diversi tipi di nuclei familiari. Due grossi pinguini gay in frac e bombetta che giocano a palla con due baby pinguini, due micie lesbiche infiocchettate con gattino a seguito e solo alla fine, dopo l'ipopotamo single, una normalissima famiglia di coniglietti. 

Morale della favola, tutte le tipologie di famiglia sono buone, bisogna solo sceglierne una fra tante. 

Un libro vergognosamente ideologizzato sul quale incombe l'ombra di potenti lobby con il fine, tutt'altro che innocente, di indottrinare i pargoli fin dalla tenera età alla "normalità" dell'anormalità.

In mezzo a tanta confusione, non sappiamo che fine abbia fatto il Piccolo Uovo in cerca di identità. 
Che si sia suicidato, in preda al dubbio, in una padella bollente?

I matrimoni gay arrivano sui fumetti



Riporto integralmente un articolo della rubrica "Fumetti" edito da "LA STAMPA" in
novembre....


New York

L’atteso numero di Archie sul matrimonio gay tra l’ufficiale dell’esercito Kevin Keller e Clay Walker è stato finalmente svelato. La copertina mostra il primo cittadino apertamente gay di Riverdale - dove sono ambientate tutte le avventure di Archie e dei suoi amici - sposarsi con il suo partner afro-americano.
E così i matrimoni gay arrivano anche sui fumetti. Ad ottobre il sito Comics Alliance aveva raccontato la storia dell’incontro tra i due, che «potrebbe essere svelata attraverso l’uso del flashback», come ha dichiarato l’amministratore delegato di Archie Comics Jon Goldwater.

«Il mondo di Riverdale deve rappresentare la cultura contemporanea», spiegò l’autore Dan Parent quanto la miniserie venne presentata nel 2010. «Ecco perché Kevin è importante, per dimostrare che tutti sono ben accetto in questa cittadina americana», aveva detto ancora.

Grazie alla creazione del personaggio Parent è stato nominato per un Glaad Media Award dall’associazione Gay & Lesbian Alliance Against Defamation, che ogni anno premia chi è in grado di dare un’immagine veritiera delle persone omosessuali.
Ovviamente l’ufficiale gay protagonista di Archie ha attirato sia lodi che critiche. «Penso sia fantastico che la realtà delle coppie americane venga ritratta in modo fedele anche su un giornaletto», ha detto Evan Wolfson, fondatore e presidente della Freedom to Marry.

Immediata la risposta dei critici. Per Peter Spriggs del Family Research Council, «è un peccato che una serie a fumetti che dovrebbe riflettere uno stile di vita del popolo americano che sia sano ed innocente, venga invece utilizzato per promuovere la rivoluzione sessuale».

Ps:
Dato che Obama si è fatto promotore dei diritti dei gay, non vi pare che il personaggio afro-americano gli somigli molto?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa la First Lady......

sabato 17 dicembre 2011

La sacerdotessa Lady Gaga e i matrimoni gay


Pare che la controversa cantante Lady Gaga stia facendo il possibile per poter "celebrare" l'unione di coppie omosessuali. 


Alcuni tabloid e siti di gossip hanno affermato che miss Germanotta avrebbe espresso il desiderio di diventare ministra di un non precisato culto (ndr. in caso di incertezza le suggeriamo quello a Diana e Callisto) e poter, in questo modo, unire in matrimonio la sua amica ed insegnante di yoga, Tricia Donegan, e tutti i suoi fan omosessuali.

Devo ammettere che i segni della vocazione erano molto chiari, e che qualcuno, in passato, già le aveva affibbiato il nome di sacerdotessa. 

Una sacerdotessa che nel video di Alejandro ingoia il crocifisso di un rosario vestita da suora in lattex, circondata da uomini in calze a rete e tacchi a spillo; che nel video di Judas si schiera sacrilegamente dalla parte del suo amante traditore; che confessa candidamente l'origine occulta della canzone Born this way «dettata - a dire della cantante - dall'aldilà, da Alexander McQueen». 

Una sacerdotessa che pur non "amministrando", già esercita il suo ministero, impegnata com'è nella difesa della "causa omosessuale" e dei diritti del mondo glbt. 

Riuscirà Lady Gaga a coronare il suo sogno? Persevererà nella sua vocazione? 
Ai posteri(ori) l'ardua sentenza.


martedì 28 giugno 2011

Aut aut - O uomini o donne



tratto da Uccronline.it

Il primo dato e quello più evidente della natura umana è che, fin dal concepimento, si è maschi o femmine e che nel tempo si diventerà uomini o donne.
Tuttavia da qualche anno si vuole mettere questo in discussione, scindendo il sesso biologico dal genere sessuale (cioè l’essere “maschi” dall’essere “uomini”, idem per “femmina” e “donna”).
Il prof. Roberto Marchesini, psicologo e psicoterapeuta ed esperto di questioni di genere, ha affrontato questo argomento durante uno degli appuntamenti del Café teologico, momento culturale organizzato dalle Sentinelle del Mattino (www.sentinelledelmattino.org). Partendo da un parallelismo con alcune opere artistiche ha spiegato come dentro di noi sia inestirpabilmente impresso il concetto di sviluppo, la trasformazione dalla potenza all’atto, così come scriveva Aristotele. Questa è la natura: il principio che guida lo sviluppo delle cose. C’è dunque un progetto che guida il nostro cambiamento.

CHE COS’E’ L’IDENTITA’ . Tuttavia le circostanze ambientali possono ostacolare lo sviluppo del progetto: quello che noi siamo lo siamo in potenza e lo diventiamo a meno che non interferisca nulla dall’esterno.
L’identità è un progetto che si realizza se l’ambiente esterno non lo impedisce. L’identità si realizza attraverso la relazione con gli altri. Qui nascono tutti i problemi: se si riceve una brutta immagine di sé da parte degli altri (genitori, amici), allora si tenderà a non esporre più noi stessi, tentando di modificare se stessi. Invece, spiega Marchesini, al posto di rifiutare la nostra identità (sessuale) occorre ritrovare il coraggio, anche attraverso il terapeuta, ad affrontare le relazioni e riconoscere che la società, gli altri e l’ambiente, sono la condizione necessaria per sviluppare la nostra identità. La nostra identità non è predeterminata, né socialmente costruita, ma è un progetto che possiamo realizzare attraverso le relazioni, le quali possono però talvolta essere un ostacolo.

IDEOLOGIA DI GENERE: SEPARARE “MASCHIO” DA “UOMO”. Lo psicologo ricorda poi come dagli anni ’50 la parola “genere” abbia cominciato ad essere usata staccata dalla sessualità: cioè si è voluto convincere che nascendo “maschi” o “femmine” si poteva diventare qualsiasi cosa, e non necessariamente “uomini” e “donne”. Si chiama: ideologia di genere. In realtà il tutto nasce durante la Rivoluzione francese, il marxismo (la lotta fra i sessi per una società senza sesso) e l’ascesa del femminismo radicale (il quale crede che la società sia un complotto di coloro che hanno il pene contro chi non ce l’ha, ritengono che siamo tutti uguali e tutti abbiamo l’istinto di maternità (ad esempio) ma alcuni hanno voluto attribuirlo solo ad altri per comodità).
Il motivo di questa mutazione radicale del concetto di sessualità (cioè separare il “maschio” dall’uomo e la “femmina” dalla donna), secondo Marchesini, è per cancellare l’idea di natura, di progetto. E quindi eliminare l’idea di un Progettista. il motivo è in fondo sempre quello.

LA TERRIBILE STORIA DI DAVID REIMER. L’impossibilità a separare il sesso dal genere sessuale è provata dall’esperimento sulla sessualità del dottor John Money, in particolare la storia di Bruce Reimer, fratello gemello omozigote di Brian. A Bruce, durante un’intervento chirurgico da neonato, venne accidentalmente bruciato il pene. I genitori lo portarono allora dal dottor John Money, pioniere del cambio di sesso, che usò il caso dei due gemelli come un esperimento e trasformò David in Brenda, ordinando ai genitori di educarla come una bambina. Tuttavia Brenda, che nulla sapeva della sua nascita, crebbe con atteggiamenti prettamente maschili e venne rifiutata dai maschi ma anche dalle femmine sue coetanee, creando grossi problemi in lei. A nulla valse girare nudi per casa, frequentare le spiagge per nudisti, andare a vivere in un camper isolati fra le montagne, come consigliò loro il dottor Money. Il luminare bombardò Brenda di terapie ormonali e filmini pornografici, ma essa continuava a rifiutare tutto e i genitori la videro più volte fare la pipì in piedi, ad esempio. Dopo che i gemelli, sotto consiglio di Money, vennero adottati da un transessuale (per convincerli che era tutto normale), Brenda minacciò il suicidio e rifiutò completamente la sua identità. La famiglia, ormai distrutta, rivelò la verità a Brenda, la quale si amputò il seno e si volle chiamare David Reimer, tentando inutilmente di ricostruirsi una vita sposando una donna. Dopo aver tentato di assassinare il dottor Money, il 5 maggio 2004 si suicidò. Money ha concluso la sua vita diventando il portabandiera dei pedofili, avendo tentato di giustificare scientificamente la normalità dell”attrazione verso i bambini (qui i dettagli di questa sconvolgente storia).

Non c’è esperimento che tenga: chi nasce maschio/femmina è progettato naturalmente a diventare uomo/donna. Qui sotto il video della lezione del prof. Marchesini.




venerdì 24 giugno 2011

Il Vangelo secondo Veronesi


di Costanza Miriano

Non farò battute poco eleganti sui brutti scherzi che può giocare il caldo e sull'età che galoppa. E non le farò non perché io sia una signora, ma perché purtroppo la serietà della situazione non lo consente.

Il fatto è che le scemenze dette ieri da Veronesi – l'amore più puro è quello omosessuale, l'altro no perché è strumentale alla riproduzione - inducono a pensare che sia ormai da un pezzo superato il famoso momento in cui “spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate”. Che ottimista è stato, Chesterton. Qui siamo oltre, e da un pezzo. E come dicevo la serietà della situazione non consente di liquidare il tutto con la pernacchia che dal cuore sgorga spontanea.

Perché dichiarazioni come queste abbassano progressivamente il livello di ragionevolezza del dibattito pubblico, alzando contemporaneamente il tasso di tolleranza a quello che in casa mia, in codice, chiamiamo l'ognunismo imperante. Dicesi ognunismo la corrente di pensiero che ritiene non solo legittimo ma doveroso che ognuno la mattina alzandosi cominci a rilasciare dichiarazioni completamente a caso, e che ogni affermazione debba avere esattamente la stessa dignità di tutte le altre, a prescindere dalla Verità e anche dalla semplice realtà. In base all'ognunismo chi si permette di dire che esiste una sola Verità è un oscurantista.

La realtà invece parla da sola, e dice questo: la specie umana si riproduce grazie a un rapporto sessuale tra un uomo e una donna. Da qui potremmo cominciare a parlare per ore di sesso con o senza amore, di maternità e paternità responsabili o meno, di tutto quello che vogliamo. Ma la realtà è questa: ognuno di noi è nato grazie all'incontro tra un uomo e una donna (neanche il laboratorio può ancora prescindere totalmente da due esemplari dei due sessi). Allora? Siamo tutti impuri? Anche i genitori di Umberto Veronesi, dunque?

In realtà nella vita le nostre azioni producono risultati e frutti. Un affresco può essere un buon risultato ma non produce a sua volta niente altro. Un frutto invece è qualcosa che si autoriproduce. La natura, nel disegno di Dio, produce frutti, che portano a loro volta frutto. I figli sono il frutto che l'uomo produce, e manda avanti la specie umana.

Dio è il Dio della vita, lo Spirito Santo è vita, perciò Dio starà sempre dalla parte di chi è disposto a mettersi al servizio della vita: generando figli, aiutando quelli degli altri, servendo i deboli e la vita minacciata in tutte le sue fasi e in ogni difficoltà.

L'amore omosessuale invece è sterile, anche Elton John ha avuto bisogno di una donna, mi dispiace. Senza l'unione tra un uomo e una donna la specie umana muore. C'è un altro che la vuole morta, oltre a Veronesi, ed è satana. E' lui il vero padre spirituale di tutti quelli che propagano simili teorie. E' lui che vuole la morte della specie umana, mentre lo Spirito è vita. E' satana che, però, essendo l'ingannatore per eccellenza, ammanta le sue teorie di morte con parole nobili: “l'amore omosessuale è il più puro”.


Non vorrei soffermarmi sul fatto che non tutti i rapporti eterosessuali sono aperti alla vita, altrimenti non saremmo il paese con la più bassa natalità al mondo, pur dichiarandoci cattolici. Ma un rapporto d'amore aperto alla possibilità di concepire un bambino è esattamente il gesto meno egoista che mi venga in mente, in assoluto.

I figli convertono, ci liberano dall'egoismo, anche quando inizialmente li abbiamo desiderati, può succedere, in modo “impuro”, direbbe l'oncologo cataro, cioè magari in un modo lievemente mescolato a un desiderio di realizzazione, all'egoismo. Siamo uomini, e a causa del peccato originale nessun nostro gesto è totalmente puro, perché la nostra concezione, a differenza di quella della Vergine, non è stata immacolata (fa bene ogni tanto ricordare i fondamentali). Ma poi state tranquilli, ci penseranno loro, i figli, a prenderlo a pugnalate il nostro egoismo. Ci costringeranno ad alzarci quando vogliamo dormire, ad ascoltare quando vogliamo leggere, allattare quando vorremmo mangiare, sedare una rissa quando vorremmo fare una doccia. I genitori di svariati figli non potranno essere egoisti neanche se lo vorranno, a meno che non dispongano di una tata per ogni figlio, più cameriere e autisti. I figli rimarranno in eterno, anche se le emozioni che li hanno generati dovessero diventare un pallido ricordo, e ci costringeranno a essere costanti, a mantenere gli impegni presi, o almeno a fare i conti con la nostra superficialità, se non abbiamo intenzione di tenervi fede.

Insomma, negare che la trasmissione della vita sia lo stesso che dire amore è negare i fondamenti naturali della nostra stessa specie, non c'è neanche bisogno di scomodare la teologia. Qui manca l'uomo, neanche il cristiano.

Vorrei anche, a volo d'uccello, ricordare l'origine della polemica. Il sindaco di Bologna è stato veementemente attaccato da più parti, prima tra tutte dall'intoccabile comunità omosessuale, perché ha osato dire un'altra verità talmente evidente che per difenderla occorre anche qui sguainare la spada di Chesterton. Le famiglie andrebbero aiutate perché attualmente quello che accade nel nostro sistema è esattamente il contrario, da molti punti di vista. Le famiglie sono gravemente penalizzate. Le tasse e gli assegni familiari favoriscono di gran lunga le coppie conviventi rispetto alle sposate (dove i due coniugi sommano i redditi).

In certi comuni, non a Roma, a dire il vero, mi riferiscono che anche i posti all'asilo vanno prima ai conviventi, perché le mamme risultano “ragazze madri”. Conosco moltissime coppie separate in modo fittizio per motivi di convenienza fiscale. Quando le famiglie chiedono “aiuti” in realtà stanno solo chiedendo di non essere più svantaggiate, e non pretendendo l'aiuto che pure sarebbe legittimo aspettarsi. In un mondo ragionevole, a occhio e croce, andrebbe incoraggiato chi prende un impegno stabile e definitivo volto a generare figli che, checché ne dica Veronesi, sono il futuro di tutto il paese, e il bene comune.

Infine, l'ultima della serie di assurdità di questa ridicola vicenda: non mi spiego come mai uno, perché è stato un bravo medico, debba poter sentenziare su tutto. Sul piano morale per me personalmente ha la stessa autorità dell'omino al mercato dal quale compro il melone. Gli chiedo quale sarà maturo questa sera, non come comportarmi in camera da letto. Per lo stesso motivo non chiederei un parere sulla politica energetica tedesca al mio dentista, né a un ingegnere di delinearmi i tratti dello sviluppo del romanzo russo. Se volete un parere sull'astrofisica, comunque, io sono qui.

giovedì 23 giugno 2011

Deliri d'Estate: Veronesi, l'amore, la purezza e l'amore omosessuale...

Qualche tempo fa Francesco Agnoli scriveva:

"Il buon Umberto Veronesi non conosce riposo, non vuole permettere che fondamentalisti, assolutisti, dogmatici di ogni genere, come ama definirli, infettino il mondo con la loro ignorante superstizione. Per questo li combatte, producendo a ritmo continuo libri-interviste, in cui cambiano i partner e gli editori, ma rimangono i concetti fondamentali di sempre: difesa dell’aborto, della fecondazione artificiale, della manipolazione genetica e della clonazione".

Ora il paladino delle scimmie e degli Austrolapitechi, del diritto a morire e dei diritti degli animali, si, proprio lui il vegano difensore delle "minoranze" è tornato con una nuova BOMBA candidata al premio Delirio d'Estate 2011.

Ha recentemente affermato che:

"Quello omosessuale è l'amore più puro ed evoluto, al contrario di quello eterosessuale, strumentale alla riproduzione".

Mi sorgono due dubbi...Se Veronesi conosca il senso della parola PUREZZA, e se sappia il significato della parola AMORE e quanto AMORE ci sia in una VITA che nasce.

A Veronesi dovrebbe andare anche il premio SPERANZA e FUTURO. Immaginate quanto spazio per far correre i piccoli scimpanzé, quali sterminate praterie in cui far pascolare i mandrilli, finalmente al sicuro dalle insidie dei perfidi uomini!

Per quanto mi riguarda attendo ansioso il momento in cui in preda al prossimo delirio affermerà che l'uomo in quanto produttore di energia pulita potrebbe essere utilizzato come pila per mantenere in vita GAIA. E allora Matrix diventerà realtà.

Ringraziando Dio l'AMORE, quello vero, è tutta un'altra cosa e Veronesi&Co dovranno sopportare ancora gli uomini e con essi ovviamente la Chiesa che tanto disprezzano. Fatevene una ragione!

P.s. Se proprio volete estinguervi, fate pure. Noi continueremo ad amarci e a moltiplicarci. Se un giorno vi estinguerete, però, non lamentatevi e sopratutto non tirate in ballo la teoria della selezione naturale eh!


venerdì 10 giugno 2011

Europride? Ma quali diritti!


Intervista a Luca di Tolve sulle reali intenzioni dell'EuroPride...la parola è di un giovane che per 20 anni è stato membro dell'Arcigay.

di Raffaella Frullone

Cinquecentomila persone per le strade, 41 linee del trasporto pubblico deviate, entusiasmo crescente. L’EuroPride 2011, che va in scena nelle strade della capitale, si prepara a vivere il suo culmine domani sera, quando una sfavillante Lady Gaga, invitata nientepopo di meno che dall’ambasciatore statunitense, si scatenerà sulle note di «Born this way», inno alla naturalità della diversità.

La manifestazione dell’orgoglio omosessuale, si legge nello statuto politico, sottolinea che «Essere orgogliosi significa scegliere a testa alta i propri percorsi di vita con consapevolezza e libertà, nel riconoscimento del medesimo spazio di libertà di qualunque altra persona». Ma questa definizione non convince, soprattutto chi l’ha frequentata per 20 anni, come Luca di Tolve. Oggi quarantenne e sposato con Teresa, Di Tolve oggi gestisce il gruppo Lot, associazione che difende l'identità di genere e offre supporto a chi porta dentro di sè ferite e dipendenze a livello emotivo. Nel suo libro «Ero gay. A Medjugorje ho ritrovato me stesso», edito da Piemme, racconta la sua storia e la sua esperienza all'interno di Arcigay, storica associazione che, si legge nel suo statuto «si propone di promuovere e tutelare il diritto all’uguaglianza tra ogni persona sia essa gay, bisessuale, lesbica, transessuale o eterosessuale».

Di Tolve, che cosa è Europride ?

«Una manifestazione egocentrica, una pura ostentazione, una giornata di folle divertimento. Tuttio quello che si fa normalmente nei punti di ritrovo la notte, viene riproposto nelle strade di giorno. Non è, come si vuol far credere, una battaglia sociale, ma solo un mettersi in mostra attorno all’unico elemento di coesione: il sesso. Per capirlo basta accedere al sito di arcigay.it, si trova una serie di locali, sparsi in tutta Italia, con la denominazione cruising, ovvero ricerca e offerta di sesso casuale, anonimo e vario. Nessuna associazione che promuove diritti si sognerebbe mai di organizzare un maxi festino per le strade, tranne i movimenti omosessualisti. Il loro unico scopo è sdoganare un modello di pensiero, negando tutti quelli che lo contraddicono».

In che senso?

«Non prendono nemmeno in considerazione l’ipotesi che una persona in un dato momento abbia un problema con la proprie identità sessuale, danno per scontato che la strada sia quella dell’omosessualità, e su quella indirizzano tutti, soprattutto i più giovani e i più fragili. Noi crediamo che l’essenza della persona non sia omosessuale, che ci possano essere delle tendenze, dei problemi psicologici, delle ferite, ma non se ne può parlare. Non si può dire nulla se non nel modo in cui Arcigay propone, perchè subito si è tacciati di omofobia. Ma lo spettro dell’omofobia è una grande, gigantesca bufala. Omofobia significa avere paura, io non ho paura dell’omosessualità e nemmeno degli omosessuali: lo sono stato per 20 anni! Questo è soltanto un tentativo di zittire chiunque si permetta di esprimere un’opinione diversa».

Qualcuno potrebbe obiettare che alcune persone non si riconoscono nella propria identità sessuale biologica...

«Conosco bene questo stato d’animo, per averlo provato. Porta cosn sè un carico di dolore, di rabbia, di sofferenza inimmaginabile. Di fronte a questa sensazione di freddo smarrimento viene naturale avvicinarsi al mondo gay, e poi ne si viene travolti. Noi vogliamo offrire un’alternativa, con il gruppo Lot vogliamo dare voce alle persone che non si sentono in sintonia con quello che provanno, andare incontro agli adolescenti che chiedono di capire cosa sta succedendo. Il percorso è lungo e complesso, ma bisogna essere chiari: siamo maschi o femmine. E la normalità è essere eterosessuali».

Quindi secondo Lei non ci sono diritti da tutelare per quanto riguarda gli omosessuali attraverso i GayPride?

«L’unico risultato di queste manifestazioni è il proliferare di locali dove si offre sesso. A me dispiace tantissimo perchè so che i ragazzi più giovani ci credono davvero, e il loro entusiasmo viene alimentato di continiuo, facendo loro credere che si cambierà il mondo, ma non è cosi’ e ai vertici lo sanno bene. E’ il sesso il motore del mondo gay, come in una sorta di cannibalismo ci si nutre di una cosa che non si ha. Ed è questo che personalmente ha fatto scattare in me un campanello d’allarme. Il sesso. Perchè non esiste la fedeltà nel mondo gay, esiste la ricerca compulsiva di qualcosa che si vuole possedere, ma non la si ottiene perche’ ci si ostina a cercare nell’uguale a noi. Non esistono persone serene, o piene, nel mondo gay. Al contrario quando l’individuo scopre il mistero della complementarità, tutto acquista una luce diversa… ».

Quale è stata la molla che Le ha fatto pensare che qualcosa non andava nel mondo gay?

«Ad un certo punto, dopo anni di ricerca sfrenata, non solo non avevo trovato nulla, ma non avevo nemmeno capito bene cosa stavo cercando, e nemmeno se lo avrei trovato mai. Esausto, mi sono fermato, ho staccato. Poi ho scoperto che c’erano altre possibilità: con grandissimo stupore e altrettanta sofferenza ho scoperto una cosa che nessuno, in 20 anni di Arcigay mi aveva mai detto, e cioè che potevo diventare eterosessuale. Perchè non me lo avevano detto? Mi hanno rubato 20 anni di vita. Ho cominciato a leggere i libri di Ncolosi, psicoterapeuta americano, che da anni negli Stati Uniti si occupava di terapia riparativa. Non sono stato convinto da subito, ma ho voluto tentare anche quella strada. Ho capito che la mia vita era cambiata quando ho cominciato a percepire la profondità del mistero della complementarità, e ho sentito dentro di me un desiderio, che nessuno mi aveva detto che avrei potuto sentire: quello di essere padre. Fino ad allora nessuno mi aveva mai detto che avrei potuto generare una vita».

martedì 7 giugno 2011

Europride o Devilpride?


Sul blog Un Esorcista oggi... ho letto l'esperienza avuta dall'autore legata all'Europride in corso in questi giorni di Giugno a Roma.
Sono parole durissime, ma tristemente vere. Mi sento di condividerle con voi...

Domenica scorsa mi trovavo in Roma e con mia grande sorpresa mi imbatto in una folla di scalmanati omosessuali i quali cominciano ad insultarmi con i titoli più ingiuriosi e con me ingiuriarono tutta la Chiesa di Gesù Cristo della quale io altro non sono che un servitore.

E bene, trovandomi il giorno dopo(ieri) come di consueto ad un esorcismo, mentre pregavo in riparazione delle offese che Nostro Signore, la Chiesa e il S. Padre in questi giorni hanno ricevuto e riceveranno... mi sento inveire contro il demonio(in Latino) per bocca della persona posseduta : "il mio orgoglio, il mio orgoglio a Roma! Smettila di pregare stai zitto, hai visto l'altro giorno che bell'accoglienza ti ho preparato per strada?!? Se invece di continuare a cantilenare con quell'affare bianco( recitavo il Rosario per strada ed usavo una corona bianca cosa che la persona posseduta ignorava, come ignorava quegli oltraggi di cui ero stato fatto oggetto il giorno precedente) se invece di cantilenare ti univi a loro.. oh che gioia...ti avrei concesso qualsiasi cosa mi avessi chiesto... e invece no bastardo!!! Ma te la farò pagare, a te a quelli come te... e al vostro mamozio vestito di bianco( il S. Padre) vedrete cosa vi sto preparando con quest'evento... pian piano i miei alleati crescono... anche a Roma, la miiiiiia Roma... oh che gioia che orgoglio saranno questi due anni!!! ihihhihi....
(poi proseguendo in inglese): questa manifestazione è mia, una delle più belle opere, io l'ho creata con quei miei figli che tu vuoi far puzzare come te.... ma vedrai invece... il mio orgoglio... crescere....

E' il caso di rinfrescare la memoria e riportare quanto già scritto in occasione del Gay Pride di qualche anno fa...Si tratta di una incredibile rivelazione avuta dalla Beata Anna Maria Taigi, terziaria trinitaria.

" [...]dopo questi segni, quando si sarà vicini alla fine, il Drago sarà sciolto e la Divina Madre inviterà alla penitenza e gli uomini senza tener conto dei Celesti moniti andranno per le vie della Eterna Città Santa bagnata dal Sangue dei Principi(Apostoli), portando la Lussuria in processione; e il Padre della Menzogna sarà a loro capo. Sacrilegi compiranno contro i tempi del Santo Spirito e contro la Religione: gli uomini si vestiranno da donne e le donne si vestiranno da uomini, la Voce del Santo Vicario non sarà ascoltata e l' Alma Sua figura sara fatta oggetto di scherno e risa, allora il Drago che già ha preso possesso del suo regno istillerà lumi alle menti degli a lui soggetti per diffondere l'alito pestilento della Lussuria ove il Beatissimo pose Sede e per diffondere e moltiplicare l'opera sua nefanda di distruzione e perdizione, dovrà allora dalla Cristianità implorarsi la Misericordia di Dio e fare Orazione per la Chiesa Militante domandando aiuto alla Madre Santa e offrendo penitenze e sacrifici [...]"

Preghiamo affinché il Signore intervenga con potenza e distrugga i piani dell'empio.
E visto che l'11 è prevista una sfilata empia per le vie del centro con tanto di concerto finale di Lady Gaga...perchè non chiedere al Signore la grazia di un salutare acquazzone? O magari una solenne grandinata? Anche fuoco e zolfo non sarebbero male...se localizzati :)


sabato 4 giugno 2011

A proposito dei figli delle coppie omosessuali...

tratto da UCCROnline

Tutti presi verso una sorta di utopica uguaglianza, «l’essere umano non viene più considerato come una persona con un suo corpo, ma solo come un oggetto prefabbricato. Qui si sta organizzando la produzione di bambini come adorabili oggetti di consumo», dice l’esperto. Sulla scia di sponsor del calibro di Elton John o Ricky Martin anche in Italia sarebbero un centinaio le coppie omosessuali che ricorrono all’estero (da noi è vietata) alla maternità “surrogata”: in pratica nell’utero di una donatrice che offre a pagamento il proprio utero viene inserito un embrione formato dall’ovocita di una donatrice e il seme di uno dei due padri. Tutti pensano a soddisfare i propri desideri-diritti, peccato che «in assenza del genitore del proprio sesso, sarà molto difficile per quel bambino sviluppare la propria identità psicologica corrispondente. La psiche maschile e quella femminile sono molto diverse e l’identità complessiva si forma anche a partire dalla propria identità sessuale. Nel caso di maternità surrogata, lo sviluppo psicologico, affettivo, cognitivo di una bimba con due genitori di sesso maschile sarebbe in forte difficoltà: avrebbe problemi nel riconoscersi nel proprio sesso. Lo stesso accade al piccolo maschio».

Nessun padre, nonostante la buona fede, può svolgere il ruolo della madre perché «la vita umana è inscritta in due ordini: il dato naturale, biologico, e quello simbolico che il bambino ha iscritto nella propria psiche, conscia e inconscia. Entrambi presiedono allo sviluppo, alla manifestazione di una capacità progettuale, alla crescita di un’affettività equilibrata. Il padre è un individuo di genere maschile che ha scritto nel suo patrimonio genetico, antropologico, affettivo e simbolico la storia del proprio genere. Proprio perché è un maschio e non è una donna, non può avere né il sapere naturale profondo, né quello simbolico materno. I due codici simbolici, paterno e materno, sono molto diversi: la madre è colei che soddisfa i bisogni, il padre è colui che dà luogo al movimento e propone il limite: indica la direzione e stabilisce dove non si può andare».

Ovviamente lo psicanalista cita diversi studi, sopratutto in area anglosassone e nordeuropea dova da tempo ci sono casi di coppie omosessuali con figli, i quali provano che la mancanza di genitori di sesso diverso è fonte di problemi (un piccolo esempio in Ultimissima 27/5/11) e , il più evidente dei quali (quando i genitori sono del sesso opposto al tuo), è la formazione dell’immagine sessuale profonda. Anche perché «l’esperienza del contatto fisico con la madre, nella cui pancia si è stati, è riconosciuta dalla psichiatria e dalle psiconalisi come fondativa della personalità, e della stessa corporeità». Di certo Risè non è solo, anzi. I massimi esperti italiani concordano pienamente con lui, come spiegato in Ultimissima 15/2/11.

Il problema della modernità è il materialismo «fondato sulla soddisfazione narcisistica dei bisogni indotti dal sistema di consumo. Il bimbo “fabbricato” è uno di questi nuovi bisogni. L’ideologia consumista, le mode, i media dettano i nostri comportamenti, perfino nell’innamoramento: ci si incontra e ci si lascia in base ai suggerimenti della moda e delle “tendenze”. Non stupiamoci, allora, se sono sempre di più quelli che vogliono evadere dal proprio corpo: magari con le droghe o coi disturbi alimentari come l’anoressia. La sacralità del corpo del cristianesimo è stata negata, e i consumi divinizzati».

lunedì 16 maggio 2011

A proposito della legge anti-l'omofobia...


Quando la legge anti-omofobia verrà approvata (tanto questo sembra l'andazzo), mi chiedo se potrò essere libero di leggere la Sacra Scrittura o declamare pubblicamente alcuni versetti della stessa.
Sia ben chiaro non sono a favore della discriminazione degli omosessuali, ma questa legge mi sembra il solito tentativo per introdurre diritti e doveri francamente intollerabili.
Una volta fatta la legge chi potrà impedire a due omosessuali che si vogliono bene di unirsi in matrimonio, adottare bambini e via discorrendo? Sarebbero liberi di fare il buono ed il cattivo tempo...
Mi chiedo se potrò più ripetere con san Paolo “...Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” (1 Cor. 6,9-10).
Verrò forse arrestato per vilipendio?
E cosa mi accadrebbe se per caso leggessi 1 Tm. 1,9 che dice “…La legge non è fatta per il giusto, ma per i non giusti e riottosi, per gli empi e di peccatori, per gli scellerati e i profani, per i padricidi e matricidi e omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i ladri d'uomini, i bugiardi, gli spergiuri…”?
Verrei forse internato in qualche campo di rieducazione omosensibile?

Una schiera di illustri autori, infine, verrebbero messi all'indice dalla censura omosessuale.
Solo per citare alcuni autori: sant'Agostino, san Gregorio Magno, san Pier Damiani, san Tommaso d'Aquino, santa Caterina da Siena, san Bernardino da Siena, san Pietro Canisio...

Fantascienza o realtà? Ai "posteriori" l'ardua sentenza...

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“I delitti che vanno contro natura, ad esempio quelli compiuti dai sodomiti, devono essere condannati e puniti ovunque e sempre. Quand'anche tutti gli uomini li commettessero, verrebbero tutti coinvolti nella stessa condanna divina: Dio infatti non ha creato gli uomini perché commettessero un tale abuso di se stessi. Quando, mossi da una perversa passione, si profana la natura stessa che Dio ha creato, è la stessa unione che deve esistere fra Dio e noi a venir violata” (Sant'Agostino, Confessioni, c.III, p.8);

“Che lo zolfo evochi i fetori della carne, lo conferma la storia stessa della Sacra Scrittura, quando parla della pioggia di fuoco e zolfo versata su Sodomia dal Signore. Egli aveva deciso di punire in essa i crimini della carne, e il tipo stesso del suo castigo metteva in risalto l'onta di quel crimine. Perché lo zolfo emana fetore, il fuoco arde. Era quindi giusto che i sodomiti, ardendo di desideri perversi originati dal fetore della carne, perissero ad un tempo per mezzo del fuoco e dello zolfo, affinchè dal giusto castigo si rendessero conto del male compiuto sotto la spinta di un desiderio perverso” (San Gregorio Magno, Commento morale a Giobbe, XIV, 23, vol. II, pag. 371);

“Questo vizio non va affatto considerato come un vizio ordinario, perché supera per gravità tutti gli altri vizi. Esso infatti, uccide il corpo, rovina l'anima, contamina la carne, estingue la luce dell'intelletto, caccia lo Spirito Santo dal tempio dell'anima” (San Pier Damiani - dottore della chiesa e grande riformatore dell'Ordine Benedettino - Liber Gomorrhanus, in Patrologia latina, vol. 145, coll. 159-190);

“Nei peccati contro natura in cui viene violato l'ordine naturale, viene offeso Dio stesso in qualità di ordinatore della natura” (S. Tommaso d'Aquino, Summa Teologica, II-II, q. 154, a. 12);

“…Commettendo il maledetto peccato contro natura, quali ciechi e stolti, essendo offuscato il lume del loro intelletto, non conoscono il fetore e la miseria in cui sono…” (S. Caterina da Siena, Dialogo della Divina Provvidenza, cap. 124)

“Più pena sente uno che sia vissuto con questo vizio de la sodomia che un altro, perocchè questo è maggior peccato che sia” (San Bernardino da Siena, Predica XXXIX in: Prediche volgari, p. 915);

“…Di questa turpitudine mai abbastanza esecrata sono schiavi coloro che non si vergognano di violare la legge divina e naturale” (San Pietro Canisio - dottore della Chiesa- Summa Doctrina Christianae, III a/b, p. 455).


sabato 7 agosto 2010

Lo strano caso di Anthony Capretta


Su vari siti affiliati all'UAAR come quello dei Laici Libertari ed Anticlericali o l'Abateo Impertinente oltre che in numerosi siti pro-gay ha fatto outing una notiza curiosa riguardante un sacerdote newyorkese, un tale Anthony Capretta, prete di giorno e drag queen di notte.
Ma l'ignoranza si sa, non ha confini, sopratutto in certi ambienti in cui l'anticlericalismo è così cieco da tirare in ballo il Papa anche quando la Chiesa di Roma non c'entra nulla.
Eh già miei cari colti amici laicisti ed anticlericali perchè Anthony Capretta non è un sacerdote cattolico, infatti la "chiesa" a cui appartiene si chiama Independent Old Catholic Church e fa riferimento ad uno dei numerosi gruppi pseudocattolici non riconosciuto dalla Chiesa di Roma. La Chiesa Cattolica Apostolica Romana non potrebbe mai accettare gli abomini che si compiono in quelle "chiese": che riconoscono il sacerdozio femminile, e ogni genere di depravazione sessuale...
La prossima volta informatevi di più...Oh sveglia ragazzi, non siete voi i colti?

venerdì 18 settembre 2009

Alla scoperta della potente lobby che dice di non esserci


L'omosessualismo avanza silenziosamente grazie al politicamente corretto dilagante, ai finanziamenti colossali delle corporations e a appoggi insospettabili...

di Luigi Mascheroni
IL FOGLIO 7 settembre 2009

Come il peggiore dei luoghi comuni, si rafforza negandolo. Più i gay ripetono «non siamo un potere forte, né occulto», più il mondo etero si convince che «sono una lobby potentissima».
Quando Benedetto XVI, parlando ai nunzi apostolici dell’America Latina nel febbraio 2007, ribadì il ruolo centrale del matrimonio nella società contemporanea, «che è l’unione stabile e fedele tra un uomo e una donna», lamentando come la famiglia «mostra segni di cedimento sotto la pressione di lobby capaci di incidere sui processi legislativi», l’universo gay, sentendosi chiamato in causa, rispose sdegnato che la vera lobby, semmai, era quella vaticana... Ma l’opinione pubblica ebbe confermato, ex cathedra, un sospetto magari tendenzioso ma radicato.
In Italia, per ben note questioni storiche, il «potere» dei gruppi omosessuali è ancora sotto traccia. Ma nel resto del mondo occidentale, soprattutto nei Paesi anglosassoni dove i termini gay e lobby non hanno alcuna connotazione negativa, l’omosessualità, oltre che una ragione di orgoglio, pride, è anche una questione di potere, power.

E se recentemente è stato lo stesso presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a fare i conti con il peso politico della comunità gay (in occasione del referendum sul matrimonio omosessuale nello stato della California è stato aspramente criticato per le sue affermazioni sul matrimonio come «un’unione sacra, benedetta da Dio, tra un uomo e una donna»), è soprattutto nel mondo degli affari e dell’economia che le quotazioni della «gay corporation» sono in costante aumento: una dettagliata inchiesta pubblicata su Corriere Economia nel marzo 2008 metteva in evidenza la straordinaria capacità da parte dei gay di «fare rete». E sottolineava come, mentre aveva fatto discutere la decisione della banca d’affari Lehman Brothers di dedicare una giornata di selezione a Hong Kong solo per gli omosessuali per accaparrarsi i talenti migliori, per tante società americane la cosa non presentava nulla di speciale. Negli Usa esiste un’associazione, Out&Equal, con sede a San Francisco – capitale storica della liberazione (omo)sessuale – che promuove il diritto all’uguaglianza degli omosessuali nei luoghi di lavoro. E in tutte le grandi banche, in Ibm, in Johnson&Johnson, esistono gruppi organizzati di «Glbt», l’acronimo utilizzato per riferirsi a gay, lesbiche, bisessuali e transgender. Ed è attraverso organizzazioni come queste che la comunità omosessuale «fa network», cioè lobby.

Una lobby potente e ricca. Anzi, secondo un dossier del 2006 della rivista Tempi, ricchissima: la lobby omosessuale internazionale, che ha le sue roccaforti a New York, Washington, San Francisco e Bruxelles, è sempre più influente. Riceve finanziamenti sia dalle grandi corporation americane, sia dai governi e dalle istituzioni internazionali, spesso sotto forma di donazioni a Ong o fondi per la lotta all’Aids. Uno tra i più influenti gruppi che appoggiano le battaglie per i diritti delle comunità gay e bisessuali negli Usa come in America Latina e in Europa è quello dei «Catholics for a Free Choice», un’organizzazione che assieme all’«International Lesbian and Gay Association» (presente in 90 Paesi con oltre 400 organizzazioni affiliate) lavora a Bruxelles per far pressione sui legislatori affinché agiscano contro gli Stati che non riconoscono le unioni omosessuali.

Giusto per capirne la potenza economica, il gruppo «Catholics for a Free Choice» dispone di un budget annuale di 900mila dollari ed è finanziata da molti «poteri forti», tra cui la Playboy Foundation, la MacArthur Foundation, l’Open Society Institute del finanziere George Soros e la Rockefeller Foundation. Le medesime fondazioni, poi, con l’aggiunta di colossi dell’industria mondiale – dalla Kodak all’American Airlines, da Apple alla Toyota – finanziano per decine di migliaia di dollari la più importante organizzazione gay con sede a Washington: la «Human Rights Campaign». E solo per citare un altro colosso, la Sony è tra i fondatori di «Mtv Gay Channel» e sponsorizza gli attivisti pro-nozze gay e pro-aborto della «Rock for Choice» che coinvolge numerose star della musica, dai Red Hot Chili Peppers a Tracy Chapman.

Come fanno notare molti intellettuali, la potenza politico-economica dei gruppi gay è tale da influenzare l’intero ambito sociale, arrivando a imporre le regole del «politicamente corretto». Esempi? La riforma del diritto di famiglia voluta da Zapatero in Spagna per introdurre il matrimonio tra omosessuali ha cancellato dal codice civile i termini «marito» e «moglie» (sostituiti da «coniuge») e «padre» e «madre» (sostituiti da «genitore»); la Bbc ha diramato una circolare interna in cui bandisce i termini «padre» e «madre»; il ministero della Pubblica istruzione inglese suggerisce agli insegnanti di redarguire i bambini che si riferiscano ai propri genitori chiamandoli «mamma» o «papà» perché ciò farebbe sentire discriminati i bambini cresciuti da coppie omosessuali... E qualche mese fa, a una domanda della giuria di Miss America sulle unioni gay, Carrie Prejean, rispondendo che «nella mia nazione ideale il matrimonio è tra un uomo e una donna», si è giocata il titolo.

E se sulla strada del politicamente corretto anche l’Italia sta facendo passi da gigante, su quella del potere-gay, invece, il nostro Paese – cattolico per fede, omofobo per cultura e moralista per tradizione - è sicuramente un passo indietro rispetto agli Usa e al resto d’Europa. Asher Colombo, sociologo dell’Università di Bologna che con il collega Marzio Barbagli è autore del saggio Omosessuali moderni. Gay e lesbiche in Italia (uscito per il Mulino nel 2007), è chiarissimo: «Se per lobby si intende un vero gruppo organizzato che opera all’interno dei palazzi del potere per influenzare decisione politiche o economiche, allora in Italia il concetto di lobby gay non ha senso. Associazioni anche importanti come Arcigay o Arcilesbiche sono più simili a movimenti sociali che a vere forme organizzate come ad esempio la lobby degli industriali... Però è indubbio che ci sono singole persone di orientamento omosessuale molto influenti nelle arti, nella politica, nello spettacolo. La moda e la televisione, ad esempio, sono settori dove l’omosessualità è una caratteristica meno discriminante che in altri campi e dove è più facile fare coming out. E ciò modifica la percezione dell’opinione pubblica che confonde la minor discriminazione all’ingresso con il fare lobbying...».

Moda e televisione: proprio i due regni dove il luogo comune del potere gay si rafforza negandolo. Quando poco prima dell’estate il direttore di Vogue Italia Franca Sozzani, intervistata da Klaus Davi, liquidò la lobby omosessuale nel mondo della moda come un «mito», tutti – ricordandosi l’indiscrezione di quel dirigente di Dolce&Gabbana secondo il quale «noi assumiamo solo gay» – hanno inteso esattamente il contrario. Così come non c’è addetto ai lavori del mondo editorial-giornalistico che non ricordi – due anni fa – la processione di star della politica e della cultura che sfilò al teatro Manzoni di Milano quando Alfonso Signorini presentò in pompa magna il suo libro sulla Callas. Un parterre che neppure Eco, o Cacciari, o Baricco, o Camilleri – anche tutti insieme – potrebbero mai sognare.

Intanto, anche da noi, sull’onda mediatica del successo di film e serial tv politicamente molto corretti e culturalmente molto queer, c’è chi sta pensando di fondare un partito «altro». All’ultimo Gay Pride, a Genova lo scorso giugno, il presidente di Arcigay Aurelio Mancuso ha ribadito la necessità per i gay di «entrare in politica». Sfilando in piazza per andare ben oltre il semplice concetto di lobby.

lunedì 22 giugno 2009

Il Gay Pride di Roma e la visione di Anna Maria Taigi



Leggevo un interessantissimo post nel blog http://unesorcistaoggi.blogspot.com relativo al Gay Pride del 13 giugno nella Capitale. Come capita in occasione di queste manifestazioni non sono mancate le aberrazioni, gli atti sacrileghi e le azioni blasfeme: gente vestita da Papa o con pseudo paramenti sacri su abiti succinti o in pose equivoche, bestemmie e parole ingiuriose nei confronti della Chiesa e del Santo Padre. Riflettevo sulle parole ispirate dal Signore ad una delle più straordinarie mistiche che la storia abbia mai conosciuto, Anna Maria Taigi, terziaria trinitaria... Parole riportate nel blog sopra menzionate.


" [...]dopo questi segni, quando si sarà vicini alla fine, il Drago sarà sciolto e la Divina Madre inviterà alla penitenza e gli uomini senza tener conto dei Celesti moniti andranno per le vie della Eterna Città Santa bagnata dal Sangue dei Principi(Apostoli), portando la Lussuria in processione; e il Padre della Menzogna sarà a loro capo. Sacrilegi compiranno contro i tempi del Santo Spirito e contro la Religione: gli uomini si vestiranno da donne e le donne si vestiranno da uomini, la Voce del Santo Vicario non sarà ascoltata e l' Alma Sua figura sara fatta oggetto di scherno e risa, allora il Drago che già ha preso possesso del suo regno istillerà lumi alle menti degli a lui soggetti per diffondere l'alito pestilento della Lussuria ove il Beatissimo pose Sede e per diffondere e moltiplicare l'opera sua nefanda di distruzione e perdizione, dovrà allora dalla Cristianità implorarsi la Misericordia di Dio e fare Orazione per la Chiesa Militante domandando aiuto alla Madre Santa e offrendo penitenze e sacrifici [...]"

Impressionante il riferimento a questi tempi... Non ci rimane che pregare ed offrire sacrifici di riparazione.

P.S. Il corpo della beata Anna Maria Taigi, miracolosamente conservato, si trova a Roma presso la Chiesa di S. Crisogono in una cappella a lei dedicata.

domenica 1 febbraio 2009

La storia di Luca di Tolve: da gay convinto a marito di Teresa




E' una storia davvero incredibile, ma i tg non me parlano perchè rientra nell'elenco di quelle notizie tabù che non piacciono alle potenti lobby omosessuali. Dall'omosessualità si può guarire...ad affermarlo è Luca, ex attivista del movimento Arcigay, oggi sposato e fondatore del Gruppo Lot Regina della Pace.


http://www.gruppolot.it/1/Home_113672.html

Di seguito la sua testimonianza rilasciata all'allegato de "Il Giornale" TEMPI:


Nomadismo sentimentale
«I miei genitori si separarono quando ero piccolo, mio padre se ne andò di casa. Rimasi da solo con mia madre, in un ambiente tutto femminile. Giocavo con le bambole, avevo mutato il tono della voce, mi sentivo molto rassicurato quando stavo con le donne e spaventato, anche se attratto, dalle figure maschili. Avevo tredici anni e nessun padre che mi spingesse a entrare nel “gruppo dei maschi” da cui, invece, venivo respinto perché avevo interessi diversi, perché non ero dei “loro”, perché non giocavo a pallone come tutti. Questo mondo che pure mi attraeva, al tempo stesso mi spaventava, mi lasciava ai margini, solo. A quell’età questa mia infelicità e, al contempo, la necessità, come tutti, d’affetto, si manifestò in pulsioni omosessuali. Così mi innamorai del mio compagno di banco, un tipo assai diverso da me, assai mascolino e virile. Sbaglia chi crede che “gay si nasce”, non è vero quel che è stato propagandato da certi manifesti. La mia esperienza è comune a tutti gli omosessuali che ho conosciuto. T’innamori di un maschio perché è quello che vorresti essere. Ecco perché gli omosessuali si travestono da poliziotti, da militari, da machi: perché è quello che vorrebbero inconsciamente diventare, ma non possono essere.
L’attrazione per il mio compagno non era corrisposta. Io stavo male, ero infelice, nascondevo i miei pensieri, non ne avevo fatto parola con nessuno. Finché i miei genitori mi portarono in un consultorio. Lì fu loro detto che ero gay, di non preoccuparsi, anzi di lasciarmi esprimere secondo la mia tendenza. Ecco il primo passo: se invece fossero stati aiutati a comprendere che il mio disagio nasceva dalla mancanza di una figura maschile di riferimento oggi, forse, saremmo qui a raccontare un’altra storia. Invece, e questo accade ancor con più frequenza oggi, di fronte all’omosessualità si ragiona secondo una falsa categoria di libertà che non aiuta ad affrontare il problema, ma lo rimuove, lo elimina, lasciandolo, di fatto, irrisolto. Mio padre e mia madre, due cattolici per tradizione, non praticanti, non accettarono il giudizio dei medici ma erano disorientati, non sapevano bene che fare, come comportarsi. Io quel giorno, che ero rimasto fuori dalla porta, ma avevo sentito cosa veniva detto loro, iniziai a incuriosirmi. Omosessualità, e che cos’è? Erano gli anni di film come Il vizietto, La patata bollente, anni in cui iniziava a manifestarsi una certa cultura gay. Ne ero sollevato: non sono solo, ci sono altri come me. Me ne andai di casa a diciotto anni ed entrai in un mondo colorato, affascinante, ricco di persone estroverse, simpatiche e disinvolte. Iniziai a frequentare un ragazzo con qualche anno più di me, a girare per discoteche e festini. Divenni ballerino in una discoteca per omosessuali. Le prime volte era bellissimo: gente accogliente e divertente sempre dedita al godimento della vita, allegra. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia: questi locali sono dei veri e propri labirinti di sesso, dove ai piani superiori o inferiori puoi soddisfare tutte le tue più recondite perversioni. Gli omosessuali vivono un frenetico nomadismo sentimentale, non esistono relazioni stabili e vere. è comprensibile: l’omosessuale, come chiunque altro, cerca altro da sé. Se nell’altro trova solo qualcosa a sé simile, il rapporto non può che essere effimero e compulsivo. Ma dopo la consumazione, quel che rimane è solo una grande sensazione di vuoto, di insoddisfazione, di tristezza. Mi fanno sorridere le rivendicazioni di coloro che chiedono il matrimonio omosessuale: non può esistere stabilità e fedeltà nel mondo gay perché quel che cerchi non può resistere a lungo. Anche là dove è stato introdotto il matrimonio fra persone dello stesso sesso, quanti effettivamente si sono sposati? E quante di queste relazioni sono durate? Pochissime, forse nessuna.

Le casse dell’associazione
I primi tempi ero molto contento di questa mia vita. Eppure, la sera, quando rincasavo, sentivo come un’ombra di tristezza. Mi sentivo solo, mi mancava qualcosa di vero. E quando guardavo negli occhi i miei compagni vedevo la stessa ombra. Però nessuno lo ammetteva, nessuno lo diceva. Riconoscerlo è uno strappo doloroso. Significa ammettere che il bene che professi è solo complicità, che la cultura che sostieni è basata solo sulla superficialità e il piacere. Non si può avere una relazione con qualcun altro, se non si sa chi si è.
Il sesso è il motore di tutto. Anche dei soldi, ovvio. Negli anni Novanta andavo spesso a Miami: facevo il ballerino nelle discoteche più in, ma ero un po’ stanco di quella vita. Avevo studiato da accompagnatore turistico e pensai di far fruttare quelle mie conoscenze. Mi rivolsi all’Arcigay prospettando loro l’idea delle crociere per soli omosessuali. All’inizio la loro reazione mi stupì: mi dissero “ok, ma devi rimanere nell’ambito della politica di sinistra”. Politica? Sinceramente mi importava ben poco. Però avevo bisogno del logo dell’Arcigay per far funzionare gli affari. Alla fine capirono che il business fruttava bene e mi concessero il logo. Per anni ho versato quote consistenti dei miei guadagni all’associazione. E quando dico consistenti, intendo proprio “consistenti”. Ero anche diventato membro dell’Iglta (International gay & lesbian travel association) e frequentavo negli Stati Uniti i loro corsi di marketing. Vi si spiega che “più sesso regali, più fai soldi”. Per cui si consiglia di organizzare gli spazi con le docce in comune e di lasciare sempre degli ambienti con zone oscure in cui sia più facile appartarsi.
La cosa funzionava. La mia Malu group (avevo sullo stemma un delfino e delle palme) andava alla grande. Ero un convinto sostenitore dell’associazione ed ero tra coloro che più si erano spesi – la vicenda mi portò una certa notorietà – per organizzare il Gay Pride di Napoli. Continuavo la mia vita dissipata tra i party della città, frequentavo persone importanti della Milano bene, avevo contatti nel mondo dell’alta moda. Eppure ero sempre più insoddisfatto. Se il sesso è tutto, quando finisce quello, finisce tutto.

Gli amici morivano da soli
Arrivarono gli anni Novanta e arrivò l’Aids. Vedevo gli amici morire, soprattutto vedevo quanto fossero fragili le relazioni fra noi. Quando uno si ammalava, il compagno fuggiva. Ne ha uccisi più la solitudine che il virus. Molti si rifugiarono nella droga, alcuni si suicidarono. Morì anche un mio amico, aveva solo ventisei anni. Mi feci controllare e risultai sieropositivo. Sono letteralmente impazzito. La malattia mi ha costretto a mollare tutto: l’appartamento in centro, il lavoro, i soldi. Eppure oggi dico che la mia malattia è stata la mia grazia, perché mi ha costretto a riportare a galla domande che il vagabondare di quegli anni avevano sopito ma non spento. Così ho cercato risposte nel buddismo e questa esperienza mi ha aiutato soprattutto a staccarmi da quel mondo tutto materiale in cui ero immerso. Un giorno, mentre ero nel tempio buddista assorto in preghiera, alzai gli occhi. Davanti a me stavano delle mele e una pergamena, perché è questo il loro modo di pregare. Fu un lampo, fu un pensiero e mi ritornarono in mente le immagini della Madonna che mia madre teneva in casa. Perché devo stare qui, inginocchiato davanti a delle mele, quando ho in me un’icona della Madonna?
Tornai a casa, ero depresso e mi chiedevo perché quel Dio che bestemmiavo non potesse benedirmi. Mi aggrappai al rosario, iniziando a recitare preghiere di cui non ricordavo nemmeno le parole. Era un periodo molto confuso, però ero convinto di aver trovato qualcosa in cui poter confidare. Non uscivo mai di casa, se non per andare a Messa. Mi confessai, incominciai a lavorare come commesso, io che fino a poco tempo prima impartivo ordini a due segretarie.

Va bene gay, ma mica sarai cattolico?
Un giorno trovai tra le carte di un amico degli appunti su un tale Joseph Nicolosi, uno psicologo cattolico americano celebre per la sua teoria riparativa. In breve: è un percorso psicologico che aiuta a recuperare le relazioni maschili che sono andate perdute. All’inizio mi arrabbiai. È duro accettare la distruzione della propria identità, è difficile smontare la propria intimità. È arduo perdonare gli altri e se stessi. Però ero curioso, ero alla ricerca di una salvezza, anche immeritata. Per me, dopo anni che seguo questo percorso, è stata una grazia. L’aspetto più bello è stato scoprire che, man mano che instauravo rapporti di amicizia con degli uomini, le mie pulsioni omosessuali sparivano. Cioè, man mano che le mie relazioni diventavano vere, sincere, non superficiali, io imparavo a non sentirmi costantemente inferiore agli altri maschi. Ho imparato a non idealizzare gli altri uomini, ho imparato a sdrammatizzare (gli omosessuali non ne sono capaci). Ho ricominciato a dormire di notte, letteralmente. La prima volta che mi sono ritrovato a fare delle allusioni pesanti su una collega è stata per me una situazione incredibile, assurda, gioiosa. Ho chiesto appuntamento a una ragazza. Siamo usciti e lei ha subito messo in chiaro che era a favore della pillola abortiva. Io le ho detto delle mie esperienze omosessuali, ma questo non l’ha affatto sconvolta. Quando però ho aggiunto che ero cattolico, e quindi contrario alla pillola, mi ha mollato.

La schiavitù dei sorrisetti
Ma come? – dicevo nelle mie preghiere – dopo tutto il cammino che mi hai fatto fare, ora mi deludi così? Durante un pellegrinaggio a Medjugorje conobbi Teresa. Diventammo amici. Mi divertivo con lei, mi piaceva, ci siamo fidanzati. Non sapevo come... insomma, alla fine gliel’ho detto. Quel che mi ha risposto dice tutto di lei: “Luca, quel che sei stato non è più. Importa quel che sei ora”. Dopo un anno di fidanzamento ci siamo sposati. Oggi siamo alla guida del Gruppo Lot: aiutiamo gli omosessuali a rifiorire. Non siamo psicologi, non è il nostro lavoro. Per quel che è stata la mia esperienza posso dire solo che il lavoro psicologico e questi gruppi di preghiera hanno avuto per me pari importanza. Ma sono due binari paralleli, possono non intersecarsi. Vivo in affitto, non ho più le belle automobili di un tempo, non mi interessa farmi pubblicità. Chiedo solo di poter affermare quello che credo. Io stesso ne sono la prova vivente. Il problema dell’omosessualità non riguarda il sesso, riguarda la propria umanità. Ero schiavo dei sorrisetti e delle mistificazioni. Oggi sono un uomo vero, un uomo libero».