mercoledì 25 aprile 2012

Il cervo simbolo del Cristo e del cristiano


Strano animale il cervo, bello, agile, discreto, mansueto, sfuggente, misterioso. I miti e le leggende di tutti i popoli ne parlano attribuendogli particolari caratteristiche. 

Non è raro trovarlo in una certa iconografia cristiana laddove il più delle volte indica la sete del credente che anela alle sorgenti d'acqua viva del Cristo, come recita il Salmo 42 "Come la cerva anela ai corsi d'acqua così l'anima mia anela a te, Dio". 
Simbolo del cristiano dunque, ma anche dello stesso Cristo vittorioso sul male come attesta l'iconografia ispirata agli scritti di alcuni antichi filosofi e scrittori greci come Plinio ed Eliano

Sembra infatti che il cervo fosse acerrimo nemico dei più letali serpenti e che per stanarli fosse solito riempire la bocca d'acqua versandola nella tana con un potente soffio. Una volta fuori i rettili venivano calpestati ed uccisi. L'allusione al trionfo del Cristo su satana è evidente. 
Il Cristo che schiaccia il serpente ricorda Genesi 3,15, mentre il soffio che annienta il nemico è un chiaro riferimento a 2Ts 2,8 "Solo allora sarà rivelato l'empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all'apparire della sua venuta".

Il parallelismo Cervo/Cristo è legato anche ad un'altra caratteristica di questi animali, all'annuale rigenerazione del palco delle loro corna. Ogni anno, nei periodi compresi tra gennaio ed aprile, il cervo perde il palco per poi rigenerarlo verso il mese di luglio. Tale segno di rinascita è stato spesso associato al concetto di Resurrezione.

Una ricca tradizione agiografica è, infine, legata a questi animali. Li troviamo nella vita di Sant'Eustachio, Sant'Uberto (da cui la celebre immagine dell'amaro Jägermeister), Sant'Abbondio da Como, San Corrado di Piacenza, San Donaziano, San Lamberto, San Meinhold, San Procopio da Brema, Sant'Osvaldo, Sant'Egidio abate, Santa Ida di Herzfeld e la Beata Ida di Toggenburg. 



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