martedì 7 luglio 2009

Sono cose che possono accadere


tratto da Cultura Cattolica.it

In una sala giochi ho incontrato degli adolescenti, si spintonano, si scherniscono, si fanno coraggio l’un l’altro.
Ho chiesto loro come reagire di fronte a tre coetanei che violentano e massacrano una compagna di scuola.
Mi guardano da iracondi inguaribili, vorrebbero mettermi alla porta senza tanti complimenti, forse invitati a maggior cautela dalla mia stazza fisica, ritornano alla calma piatta che li contraddistingue, poi il più scafato, quello più avanti di un dente rotto rispetto agli altri, risponde che “SONO COSE CHE POSSONO ACCADERE”, forse era una che non si faceva gli affari suoi, che non faceva parte del gruppo…
Questa è la sottolineatura che va al di là del male che la natura consente di sopportare, erigere a percentuale, a statistica, qualcosa che non è più sostenibile né accettabile, che manipola subdolamente la verità, che invece è sotto gli occhi di quanti non vogliono assolutamente vedere a un palmo del loro bel naso, appena rifatto a misura, per il proprio benessere psico-fisico, che tanto bene fa ai giorni da vivere da leoni.
“SONO COSE CHE POSSONO ACCADERE”, è la vita che si riconosce tacitamente nella violenza come mezzo di autorealizzazione, a raggiungimento di un obiettivo, di apparenza e appartenenza a un’elite, che pratica lo stile dell’esser forti con i deboli e deboli con i forti, poco importa se risulta inguardabile attraverso il cuore delle emozioni, quelle che fanno grandi gli uomini.
Le lame di coltello non trovano il fondo delle tasche dei giovani, per un innato bisogno di ferire e morire, per una bacata e lacerata struttura biologica che ci portiamo addosso, qui è altro il difetto, il buco nero, il non senso diventato quotidianità.
E’ diritto acquisito di vivere alla grande, in sintonia delle proprie regole, in barba alle aspettative dubitose, al di sopra delle proprie possibilità, degli intendimenti più o meno scorretti e illegali, di cui i giovani fanno apprendimento sociale fin dalle prime uscite da casa, al punto da risultare refrattari a qualsiasi luce rossa di emergenza.
“SONO COSE CHE POSSONO ACCADERE”, giovanissimi che non fanno sconti a nessuno, chi sbaglia paga, sempre pronti a giustificare i propri comportamenti, mai a quelli fuori dal recinto, out rispetto ai propri possedimenti.
C’è l’imbarazzo e l’incapacità di evitare i silenzi che non ostacolano a dovere le derive che trascinano al sangue degli innocenti, alla vergogna di quel sangue che non basterà una vita di tormento a cancellare.
A quell’età non si è inchiodati a nessun futuro maledetto, occorre ritornare a costruire con l’impegno, con la fatica, con la pazienza della speranza, tenendo bene a mente che i veri amori, quelli davvero importanti, sono sempre reciproci, e ciò che nostro figlio è, sarà, diventerà, dipende da quanto noi adulti riusciremo a riconsiderare e migliorare dei nostri comportamenti, cominciando dal curare quei dettagli che servono a farci imparare a riconoscere i nostri errori, prima ancora che quelli dei nostri figli.


lunedì 6 luglio 2009

Il cacciatore di messaggi subliminali


Chi non conosce il sito del Centro Culturale San Giorgio?
Sono in pochi a non aver visitato almeno una volta questo sito internet.
Oggi Il Giornale gli dedica un lungo articolo...Da leggere per fare un salto nel bieco mondo dei messaggi subliminali.

tratto da Il Giornale
articolo di Stefano Lorenzetto


Messaggi subliminali, cioè nascosti. Nelle canzoni, nelle copertine dei dischi, nei film, nei cartoni animati, nella pubblicità. Messaggi rovesciati, messaggi bifronti, messaggi velocizzati, messaggi preconsci. Troppo deboli per poter essere percepiti con l’udito e con la vista. Abbastanza forti per influenzare i processi psichici o il comportamento. Non li senti, però parlano. Non li vedi, però mostrano. Paolo Baroni ne ha scovato un altro, l’ennesimo, pochi giorni fa. Si trova nell’album Requiem dei Verdena, gruppo alternative rock italiano di Albino (Bergamo), composto dai fratelli Alberto e Luca Ferrari e da Roberta Sammarelli, che Wikipedia mostra sul palco alla festa nazionale dell’Unità del 2007. Il titolo del brano, Sotto prescrizione del dott. Huxley, già dice molto: Aldous Huxley nel 1932 teorizzò l’abolizione della famiglia, la riproduzione umana da ovuli conservati artificialmente e fecondati in vitro, la nascita anonima di 96 gemelli da un solo uovo e la suddivisione degli uomini in due caste, da ottenersi agendo sul processo di ossigenazione del cervello durante lo sviluppo dell’embrione: una superiore, formata da individui dotati fisicamente e intellettualmente, e una inferiore, formata da schiavi adibiti ai lavori più ingrati. Ma anche il refrain suona come un tragico suggerimento: «Per me l’unica è farsi del male».

Nel finale Baroni ha còlto un sommesso e indistinto brusio, una nenia incomprensibile, «come un canto aspirato, per cui ho fatto quello che faccio di solito in questi casi: l’ho passato all’equalizzatore, l’ho rallentato e l’ho ascoltato alla rovescia». Solo a quel punto ha udito distintamente le parole di Santa Maria del Cammino, un canto popolare mariano a lui ben noto, come a milioni di fedeli del resto: «Vieni o Madre, in mezzo a noi / vieni Maria quaggiù / cammineremo insieme a te / verso la libertà».

Che c’entrano i Verdena con un inno alla Vergine eseguito nelle parrocchie? Niente, all’apparenza. Molto, se si considera la modalità di registrazione, in gergo backmasking, mascheramento a ritroso: «Aleister Crowley, l’occultista britannico ritenuto il padre del satanismo moderno, raccomandava ai suoi adepti la recita delle preghiere cristiane al contrario come potente mezzo per evocare Satana».

Baroni è un perito agrario di 50 anni, sposato, padre di cinque figli e già nonno, che in passato è stato portiere d’albergo e oggi si guadagna da vivere con le traduzioni dal francese e dall’inglese. Abita a Ferrara. Nel 1990 ha fondato il Centro culturale San Giorgio. Da allora è impegnatissimo, come il patrono della sua città, a infilzare il drago con tutti i mezzi che la tecnologia gli mette a disposizione. Su questi temi, che ha trattato nel libro I prìncipi del tramonto, è considerato il massimo esperto italiano. Lo chiamano a tenere conferenze ovunque, anche nelle scuole. Non ha nulla del sanfedista, non appare ossessionato dalla materia delle sue ricerche, anzi dimostra la freddezza del ricercatore lasciando che Nerina, una gattina nera di due mesi raccolta per strada, gli saltelli sulle gambe durante l’intervista, a dispetto della bolla papale con cui Gregorio IX nel 1233 additava il micio di questo colore come creatura di Lucifero.

Nel suo sito, centrosangiorgio.com, Baroni ha inventariato circa 200 messaggi subliminali. In Stairway to heaven (La scala per il paradiso), famoso pezzo melodico dei Led Zeppelin, i testi al dritto «There’s still time to change» (C’è ancora tempo per cambiare) e «There’s a feeling I get» (C’è una sensazione che provo) uditi al contrario diventano «Here’s my sweet Satan» (Al mio dolce Satana) e «I’ve got to live for Satan» (Devo vivere per Satana); che entrambe le strofe vadano ascoltate così si può intuire da un’altra frase allusiva: «Perché come sai a volte le parole hanno due significati». Nella cover di In God we trust del gruppo hardcore punk americano Dead Kennedys un Cristo tutto d’oro è inchiodato a una croce tappezzata di dollari e la scritta «Iesus Nazarenus rex judeorum», Inri, dettata da Ponzio Pilato, è stata sostituita da un codice a barre sotto il quale affiora il numero biblico 666 dell’Anticristo. In Love bites degli inglesi Def Leppard si ode un bisbiglio finale: amplificandolo, si percepisce «Jesus, go to hell» (Gesù, vattene all’inferno). Le zampe anteriori e il pelo del dromedario sui pacchetti di sigarette Camel celano la silhouette di un uomo con le mani sui fianchi e il pene eretto. Nei cubetti di ghiaccio di un poster della Coca-Cola, subito ritirato prima che facesse il giro del mondo, compare la testa di una donna impegnata in una pratica di sesso orale. Nella foto di Marilyn Monroe usata dalla Mercedes per un’inserzione il neo sulla guancia sinistra dell’attrice, ingrandito decine di volte, rivela la stella a tre punte della casa automobilistica. Nel film d’animazione La sirenetta il granchio Sebastian si posa sulla torta nuziale fra le statuette degli sposi assumendo la forma di un fallo.

Non starà vedendo anche quello che non c’è?

«C’è di peggio, in quel cartoon: il vescovo ha un’erezione mentre celebra le nozze fra il principe Eric e la strega del mare Ursula. In una scena, poi espunta, di Chi ha incastrato Roger Rabbit?, la bella Jessica al rallentatore compariva senza mutande. In Hercules c’è la frase subliminale, poco distinguibile, di una musa che decanta così le doti dell’eroe mitologico: “Oooohhh, mi piacerebbe fare della dolce musica con il suo...”, lascio a lei indovinare lo strumento. In pochi frame delle Avventure di Bianca e Bernie si vede una donna nuda, che indossa una maschera nera animalesca».

Tutti cartoni animati della Walt Disney.

«Il cui fondatore passa per amico dei bambini. Pochi sanno che Disney faceva parte dell’Ordine De Molay, associazione massonica ispirata a Jacques de Molay, ultimo gran maestro dei templari, una figura prescelta in odio alla Chiesa, perché s’è sempre ritenuto che de Molay fosse stato arso vivo per ordine di Papa Clemente V, mentre gli studi storici più recenti dimostrano che il pontefice intendeva assolverlo».

È noto che i cartonisti si divertono a disseminare scherzetti nelle loro tavole.
«Non lo so. Non sono un dietrologo. Cerco di essere scientifico, mi limito a osservare. Constato che tutti i messaggi subliminali, nessuno escluso, vanno nella stessa direzione antireligiosa, anticristiana, esoterica, satanica, pansessuale. Il sesso vende bene, bisogna inculcarlo nella testa dei bambini. Ho rintracciato questo pansessualismo persino nel sussidiario di mia figlia, Verde bosco, edito dalla De Agostini Scuola. A pagina 70 c’è una filastrocca di Giovanni Giudici con due streghe che volano sulla loro scopa. Una delle fattucchiere è disegnata dentro un’area a forma di pene con tanto di scroto».

Sarebbe più facile da credere se i messaggi sessuali latenti fossero rivolti al pubblico adulto, le pare?

«Ci sono anche quelli. Prenda la locandina di un film famoso, Il silenzio degli innocenti, cinque premi Oscar. Raffigura una farfalla posata sulla bocca di Jodie Foster, un lepidottero chiamato “testa di morto”. L’ingrandimento non lascia dubbi: il teschio sul dorso della farfalla è una fotografia intitolata In voluptate mors che l’eccentrico pittore spagnolo Salvador Dalí, amante delle illusioni ottiche, fece scattare nel 1951 a Philippe Halsman. Sono sette donne nude che da lontano sembrano un cranio umano».

Quando e perché s’è avvicinato a queste tematiche?

«Nel 1985, casualmente, leggendo un libro di un prete canadese, padre Jean-Paul Régimbal. Fino a quel momento ero stato anch’io un fruitore di rock progressivo. Mi piacevano i Pink Floyd, i Genesis, i Led Zeppelin e non mi ero mai accorto di nulla. Allora non esistevano i file sonori, tipo gli Mp3, che si possono rallentare fino a otto volte grazie al computer. Con molto scetticismo, staccai la cinghia di trasmissione dalla puleggia del giradischi, misi sul piatto un 33 giri e manualmente cominciai a spingere l’Lp all’indietro. E in breve tempo dovetti ricredermi».

Ma le parole che coglie non potrebbero essere frutto del caso?

«È quello che all’inizio pensavo anch’io. Si tratterebbe di pareidolia, si difendono gli interessati, quel fenomeno per cui il nostro subconscio tende ad associare a forme note i suoni e le immagini che il cervello non è capace di riconoscere. Perciò mi sono messo ad ascoltare al contrario persino i discorsi del Papa. Sì, può essere che ogni tanto salti fuori una parola di senso compiuto persino in ciò che dice Benedetto XVI. Ma qui la faccenda è ben diversa: stiamo parlando di 6, 8, 12 parole bifronti, una in fila all’altra, che formano frasi diaboliche dal significato ben preciso. E questo sarebbe ancora niente. Poi indaghi e scopri che Jimmy Page, il chitarrista dei Led Zeppelin, era devoto ad Aleister Crowley, che ha comprato sulle rive del lago di Loch Ness la casa appartenuta al satanista, che s’è procurato persino i suoi paramenti da mago. Infine leggi Magick, il libro più importante di Crowley, e vieni a sapere che l’adepto deve imparare a parlare al contrario, ad ascoltare la musica al contrario, persino a camminare al contrario, tanto che l’occultista riferisce di un suo collega al quale, dopo aver recitato il Pater noster al contrario, apparve il diavolo».

E allora fai due più due.

«Sinceramente non credo che i messaggi subliminali siano concepiti per bypassare le difese del cervello e suggestionare le menti. Sono invece convinto che rappresentino una lode, un segno di appartenenza, un marchio di fabbrica. Padre Corrado Balducci, il famoso demonologo, parlava di “sacramentali al contrario”. Nella teologia cattolica i sacramentali sono gli atti rituali e gli oggetti - il segno della croce, le giaculatorie, l’acqua santa, il crisma - che producono benefici spirituali».
Sì, però mi sfugge quale può essere il significato della banconota da due dollari occultata tra le foglie di lattuga nella pubblicità del Kentucky Fried Chicken, catena statunitense di fast food.
«Un richiamo commerciale, uno stimolo a comprare. Esistono fior di studi sulla simbologia esoterica, massonica e satanica del dollaro, a cominciare dal disegno del tronco di piramide sormontato dal triangolo contenente l’Occhio Vigile, simbolo dell’onniveggenza, e dalla martellante reiterazione del 13, numero associato alla ribellione di Lucifero: l’aquila stringe nell’artiglio sinistro 13 frecce e nell’artiglio destro una fronda d’olivo con 13 rami e 13 olive; sopra l’aquila vi sono 13 stelle; le strisce sullo scudo sono 13; le scritte “E pluribus unum” e “Annuit coeptis” sono formate da 13 lettere ciascuna; la piramide tronca ha 13 strati di pietre. Guarda caso, la piramide compare insieme con un serpente anche sulla copertina dell’Lp Caress of steel dei Rush».

Embè?

«Lasci che le spieghi. Sulla cover figura un monaco cattolico. Il saio che indossa è quello di un certosino. Il povero frate sembra spaventato dalla piramide e dal rettile che striscia minaccioso ai suoi piedi. Tutt’attorno uno scenario infernale con fumo e fiamme. Ebbene, mi sono accorto che il grafico Hugh Syme ha copiato pari pari quell’immagine da una statua che si trova nella basilica di San Pietro, quella di San Bruno, fondatore dell’Ordine dei certosini, raffigurato nell’atto di rifiutare la mitra episcopale offertagli da Papa Urbano II. Ed ecco svelato il significato della copertina: la piramide dal vertice luminoso, un simbolo tipicamente massonico e occultistico, rappresenta il potere della magia, e il serpente, cioè Satana, è la fonte di tale potere. Entrambi sembrano prevalere sul monaco intimorito. Un’evidente metafora del cristianesimo vinto dalle forze delle tenebre».
Perché secondo lei hanno successo film come «Angeli e demoni»?
«Perché i cattolici sono per lo più analfabeti della fede, la loro ignoranza in materia religiosa è abissale, non conoscono neanche il catechismo. Basta propinargli un po’ di occulto mischiato col sacro e ammantato di pretesti storici e loro corrono ad abbeverarsi come le oche».
Dai suoi studi non si salvano neppure i testimoni di Geova.
«L’esistenza di immagini subliminali di natura satanico-occultistica nelle loro pubblicazioni, come La Torre di Guardia, è stata documentata da Darek Barefoot in un libro».
Le ho viste. E non mi sembrano per nulla tali.
«Lei dice? Può darsi. Ma è un fatto che la storia di Charles Taze Russell, il fondatore della Watchtower, gronda di esoterismo. Per calcolare l’anno in cui Gesù sarebbe tornato sulla Terra, andò a misurare i corridoi della piramide di Giza, in Egitto. Tutti i primi volumi stampati dalla Torre di Guardia recano in copertina simboli massonici. Tutti. Hanno smesso di usarli nel 1933».
Ho visto che ha trovato messaggi rovesciati persino nelle canzoni di Franco Battiato.
«Niente di satanico. Lui però è un seguace del russo Georges Ivanovitch Gurdjieff, cultore di esoterismo che ci ha lasciato I racconti di Belzebù a suo nipote. L’album Clic di Battiato è pieno di messaggi subliminali. Innocui, per carità. Ma quando nel brano Areknames il cantautore continua a ripetere come un mantra “arech names”, io ascoltando al contrario sento “se mancherà”. Che vorrà dire?».

Perché la Chiesa parla poco di questi argomenti?

«Dal Concilio Vaticano II in poi trionfa la nouvelle théologie che va incontro all’uomo moderno predicando un Vangelo annacquato. Guai a parlare del diavolo. I fedeli si spaventano».
Che cosa dovrebbero fare i genitori? Mica possono proibire ai loro figli di ascoltare la musica rock.
«Dovrebbero informarsi. E poi fare controinformazione. O preferiscono come modello educativo Marilyn Manson, un cantante spaventoso, che predica l’autolesionismo, che si tagliuzza con i cocci di vetro, che urina e mima atti omosessuali sul palcoscenico, che strappa la Bibbia a ogni concerto? Io penso che il vero satanista sia colui che adora se stesso, non il diavolo».

Ora si che possiamo dormire sonni tranquilli


Ora si che possiamo dormire sonni tranquilli...la notizia è fresca fresca.
Mosca e Washington hanno concordato di ridurre il numero delle testate nucleari a 1500-1675 in sette anni . Un numero davvero esiguo in un altrettanto esiguo numero di anni.
Grazie per la confortante notizia! -_-'
In fondo qualche decennio fa abbiamo visto gli effetti di UNA pessima bomba H di antiquariato...
Li chiamano segnali di pace; ci vuole un certo coraggio ad affermarlo!


domenica 5 luglio 2009

Papa Pio XII il pontefice che voleva scomunicare Hitler



Un documento di eccezionale valore (per la sua attendibilità è una testimonianza acquisita negli atti del processo di beatificazione in corso per don Scavizzi) rivela particolari inediti e commoventi.

tratto dall'articolo "Il segreto di Pacelli"
a cura di Antonio Socci
reperibile QUI

Le lacrime del Papa.

Accadde nella primavera del 1942. Il Papa aveva inviato don Piero Scavizzi, cappellano di un treno ospedale del Sovrano Ordine Militare di Malta, in viaggio verso il fronte russo, a portare segretamente soccorsi alle vittime della dominazione nazista. Furono affidate a don Scavizzi grosse somme di denaro per le popolazioni (che egli nascose nella fodera del suo pastrano militare) e poi documenti e lettere del Papa per i preti e i vescovi polacchi.
Tornato a Roma don Piero Scavizzi fu segretamente ricevuto da Pio XII che in lacrime ascoltô il suo terrificante resoconto.

In procinto di ripartire ancora per la Polonia, don Scavizzi disse fra I’altro al Papa:

«Santo Padre, ho parlato col cardinale Innitzer, arcivescovo di Vienna, e ho visto le devastazioni, i tentati incendi, l’insozzamento delle immagini sacre, la finestra da cui i nazisti tentarono di far precipitare l’arcivescovo. Ho parlato con l’arcivescovo di Cracovia, Sapieha, con alti prelati, religiosi, persone di diversi ceti, nei vari territori occupati da Hitler, ed ho sentito frasi dolorosissime: “Siamo completamente isolati! Monsignor Orsenigo è il solo nunzio rimasto in tutti gli Stati occupati da Hitler, ma non può comunicare con nessuno di noi, e controllato, sorvegliato; sembra un prigioniero; non ci giunge alcuna notizia da Roma, dal Santo Padre; nemmeno per radio!”».

Gli eccidi di “minorati” — proseguiva don Scavizzi — e di ebrei continuano, i poveri ebrei non hanno nemmeno la tessera alimentare perche devono morire di fame! Padre Santo, io sto per ripartire e riferirò a quanti potrò ciò che Vostra Santità soffre, ciò che Ella fa; alcuni pretenderebbero, nientemeno, una scomunica contro Hitler e contro i suoi seguaci».

Pio XII, con evidente commozione, in piedi, vicino a don Scavizzi, gli rivolge queste parole (finora rimaste sconosciute, ma che oggi assumono un valore storico enorme):

«Dica a tutti, a quanti può, che il Papa agonizza per loro e con loro. Dica che, più volte, avevo pensato a fulminare di scomunica il nazismo, a denunziare al mondo civile la bestialità dello sterminio degli ebrei! Abbiamo udito minacce gravissime di ritorsione, non sulla nostra persona, ma sui poveri figli che si trovano sotto il dominio nazista; ci sono giunte vivissime raccomandazioni, per diversi tramiti, perché la Santa Sede non assumesse un atteggiamento drastico. Dopo molte lacrime e molte preghiere ho giudicato che una mia protesta, non solo non avrebbe giovato a nessuno, ma avrebbe suscitato le ire più feroci contro gli ebrei e moltiplicato gli atti di crudeltà, perché sono indifesi. Forse, la mia protesta solenne, avrebbe procurato a me una lode nel mondo civile, ma avrebbe procurato ai poveri ebrei una persecuzione anche pin implacabile di quella che soffrono».


sabato 4 luglio 2009

In Inghilterra abortire è come mangiare un panino: su 40.000 gravidanze si stimano 20.000 aborti


L'Inghilterra, il paese in cui i rapporti sessuali tra adolescenti sono più frequenti, vanta il triste primato di paese europeo con il più alto tasso di malati legati ad infezioni veneree. A questi due dati naturalmente correlati bisogna aggiungere che i teenager inglesi sono, secondo i dati dell'UNICEF, i giovani più infelici del Vecchio Continente! Complimenti...

articolo di Gianfranco Amato - Presidente dell'Associazione "Scienza e Vita" di Grosseto

tratto da Il Sussidiario.net

Nel Regno Unito la percentuale degli aborti tra le adolescenti ha superato la soglia del 50%. Più di metà delle gravidanze finiscono per essere volontariamente interrotte. Le cifre parlano di circa 20.000 aborti su 40.000 gravidanze.

Stupisce la macabra euforia degli abortisti che a proposito di questo dato parlano di un importante “positive sign”.

Capofila degli entusiasti è la signora Ann Furedi, chief executive di una delle principali strutture abortiste, la British Pregnancy Advisory Service (BPAS), che proprio a proposito del segnale positivo emerso dai dati, si è dichiarata contenta di verificare che adesso «anche i teenager si sentono finalmente capaci di ricorrere all’interruzione volontaria della gravidanza». Candidamente ha aggiunto che, del resto, se i ragazzi «hanno altri piani per la loro adolescenza, diversi dalla maternità, devono potersi sentire in grado di adottare la scelta consapevole dell’aborto».

Per comprendere il clima culturale che aleggia attorno alla BPAS, è sufficiente dare un’occhiata al sito ufficiale della struttura ed in particolare leggere i commenti dei “clienti” soddisfatti. Mi ha colpito, in particolare, la referenza di Jenny che, dopo aver sperticato lodi sull’efficienza e la sensibilità del personale, a proposito dell’eccellente servizio erogatole, ha dichiarato che «il sandwich richiesto era leggermente fuori menu, ma è stato confezionato in maniera perfetta, ed è stato davvero bello riceverlo». Abortire come mangiare un panino.

La signora Furedi non è una donna qualunque. È una delle figure preminenti nel mondo delle lobby che si occupano di educazione sessuale ed è considerata una voce autorevole in materia dallo stesso governo britannico. Alcuni suoi “buoni consigli” sono stati recepiti anche a livello normativo per quanto riguarda la disciplina dell’educazione sessuale per la scuola media e secondaria.

Reagendo alla notizia che nel 2004 ben quindici bambine di dodici anni erano ricorse all’aborto, Ann Furedi non ha trovato niente di meglio da dire se non che «i ragazzi crescono molto in fretta nella nostra società, maturano molto più velocemente dal punto di vista fisico, psicologico e sociale, e pertanto la società non può non tener conto di questo fatto».

Patetico appare invece il tentativo del governo britannico di nascondere il proprio inevitabile fallimento (aveva promesso di ridurre drasticamente il fenomeno delle gravidanze tra adolescenti entro il 2010) aggrappandosi alla difesa ad oltranza della sua politica di diffusione e distribuzione gratuita di preservativi fra i teenager.

Il solito funzionario zelante del Ministero della Salute, rispondendo alle domande sui dati, ha ribadito che l’obbiettivo principale del governo, così come delineato nelle Sexual Health and Teenage Pregnancy Strategies, resta quello di ridurre le gravidanze, e conseguentemente gli aborti, tra adolescenti attraverso «un sempre migliore accesso ai mezzi di contraccezione», la cui distribuzione ai teenager continua ad esser gratuita e oggetto di sempre maggiori finanziamenti da parte dello Stato. Lo scorso febbraio il governo ha dichiarato di voler investire altre 20.500.000 sterline a favore di cliniche abortive, mezzi di contraccezione durevoli e campagne pubblicitarie in favore dei profilattici.

Sulla buona fede dei politici, in questo campo, ci sarebbero, peraltro, buoni motivi per nutrire qualche subbio.

Come ricorda Phyllis Bowman dell’associazione Right to Life, oggi un enorme business gira attorno alla pratica dell’interruzione della gravidanza per le minorenni, e intere associazioni e cliniche private lucrano cinicamente su tali tragedie umane.

Il bello è che di fronte a questa evidenza l’ideologia spesso continua ad avere il sopravvento in quelle voci – residuo di un sessantottismo d’antan – che imputano il triste fenomeno degli aborti nell’età adolescenziale alla solita “società sessuofoba”, e sulla «reticenza ad incoraggiare i giovani a vivere liberamente una piena sessualità». Ricordano quegli antichi cerusici che per curare gravi forme di intossicazione consigliavano l’assunzione di un copiosa quantità di mercurio.

La sbornia di libertà sessuale tra i giovani nel Regno Unito, in realtà, ha portato come drammatica conseguenza il raggiungimento del livello più alto di trasmissione di malattie veneree ed il numero maggiore di rapporti sessuali tra gli adolescenti di tutta Europa. In più, i dati dell’UNICEF indicano i teenager britannici come i ragazzi più infelici del Vecchio Continente. Niente male come risultato.

Quando il bimbo del bambinificio è guasto...



Articolo di Gianfranco Amato - Presidente dell'Associazione "Scienza e Vita" di Grosseto

domenica 28 giugno 2009

tratto da Il Sussidiario.net

Facili profeti sono stati coloro che ammonivano sui rischi etico-giuridici che sarebbero potuti derivare dal ricorso alla fecondazione in vitro.

L’ultimo caso clamoroso giunge, tanto per cambiare, dal Regno Unito.

Una coppia non più giovanissima, Deborah e Paul, si rivolge all’University Hospital of Wales di Cardiff per “regalare una sorellina” al proprio figlio di 6 anni, anch’esso ottenuto attraverso la fecondazione medicalmente assistita.

Dopo vari tentativi falliti, Deborah, ormai quarantenne, ha la possibilità di diventare madre attraverso l’impianto dell’ultimo degli embrioni rimasti. Del tutto inaspettatamente, però, la Direzione della clinica le comunica la ferale notizia: l’embrione, a causa di un incidente di laboratorio, è stato gravemente danneggiato. Pochi giorni dopo viene scoperta una diversa e drammatica verità.

L’embrione, in realtà, era stato impiantato per errore nell’utero di un’altra donna, errore che è costato la vita ad un essere innocente. Sì, perché quella donna, avvertita del disguido, ha poi deciso di abortire.

La clinica si è scusata ed ha offerto a Deborah un ciclo gratuito di trattamenti per ritentare l’inseminazione artificiale, ottenendo la comprensibile risposta di un secco no, unitamente ad una citazione per danni.

Questa incredibile vicenda apre inquietanti interrogativi morali e giuridici.

Qual è, per esempio, la motivazione con cui è stata autorizzata la soppressione dell’embrione impiantato per errore? Anche un incidente di laboratorio può ora assurgere a criterio per eliminare un essere innocente? Quali sono i diritti dei genitori biologici di quell’embrione? E’ giusto non averli messi al corrente della soppressione? Si può davvero ridurre tutto, come è accaduto, ad un semplice risarcimento di danno? Si sarebbe forse potuto tentare di salvare una vita innocente consentendo, almeno, la possibilità di proporre una maternità surrogata? La donna che ha abortito, se messa al corrente delle circostanze, avrebbe forse accettato di portare a termine la gravidanza e consentito a Deborah e Paul di avere un figlio? Si può davvero disporre di embrioni con tale disinvoltura, all’insaputa dei genitori naturali?

Tali interrogativi mostrano che quando la scienza corre più velocemente della ragione e del cuore dell’uomo si dischiudono scenari inimmaginabili.

Ma, del resto, è lo stesso principio della fecondazione in vitro che è messo in discussione.

Una visione consumistica della vita, in cui dilaga ogni forma di egoismo interiore, fatica a percepire che paternità e maternità non possono essere ridotti ad un mero fenomeno biologico, e che l’uomo è, in realtà, capace di una fecondità infinitamente più grande di quella carnale.

Non può esistere un “diritto” di avere figli a ogni costo. Questo assunto non deriva né da una concezione religiosa né da una prospettiva politica, è semplicemente una questione antropologica legata al senso stesso della vita di ogni essere umano, in quanto ciascun essere umano è inevitabilmente madre, padre o figlio, ed al nesso tra questo senso e il significato di tutto, di ogni rapporto con la realtà.

venerdì 3 luglio 2009

Il caso, Dawkins e i numeri che non tornano


Propongo un testo tratto da Il Timone.org cui faccio seguire alcune riflessioni di don Tullio Rotondo.

“Pur di negare l’esistenza di Dio, alcuni preferiscono attribuire al fantomatico "caso" l’ordine esistente nell’universo, studiato dagli scienziati.

Per dimostrare quanto sia assurdo ricorrere al caso, il fisico Grichka Bogdanov si e preso la briga di calcolare quanto tempo sarebbe stato necessario perché si formasse "casualmente" una sola, minuscola molecola di RNA (acido ribonucleico). Il risultato è strabiliante: sarebbero stati necessari almeno 1000000000000000 anni, vale a dire un numero pari a 1 seguito da 15 zeri, cioè un milione di miliardi di anni.


E` opportuno ricordare che questo è un tempo centomila volte superiore all’età di tutto l’universo.

Se per costruire "a caso" una sola molecola di RNA non può bastare l’età complessiva dell’universo, come si sarebbe potuto generare "per caso" l’intero creato?”


Riflessioni di don Tullio Rotondo

Bisognerebbe calcolare le possibilità che, dalle particelle subatomiche si possa formare un solo atomo a caso…. Sarebbe interessante, poi, riflettere sulle somiglianze tra i miliardi di milardi di atomi …

Davvero è assurdo pensare che il caso sia la fonte di tutto.

Si consideri poi che per calcolare le probabilità che un enzima emerga dal caso certamente non si è tenuto conto che le sostanze che dovrebbero interagire possono essere disperse in un universo grandissimo perciò il fatto che si incontrino nelle quantità adatte, alla temperatura adatta etc. è praticamente impossibile.


Sintesi apologetica

Attualmente la scienza non può che dire che la vita viene dalla vita, inoltre la vita è iniziata a partire da un certo momento della storia dell’Universo: perciò attualmente l’ipotesi più probabile anche a livello razionale è che la Vita di Dio sia stata partecipata al creato da Dio stesso creando la vita.

Razionalmente questa appare l’ipotesi più probabile oggi.

La complessità strabiliante del creato e le leggi che lo regolano, ugualmente escludono il caso e rendono immensamente probabile la Creazione e la Provvidenza divini … Infatti la struttura atomica e subatomica che si ripete meravigliosamente in miliardi di miliardi di miliardi razionalmente si può spiegare nella maniera più probabile con l’esistenza di Dio; meglio: essa manifesta l’esistenza di Dio….

Anche a livello razionale l’ipotesi imensamente cioè quasi infinitamente più probabile è la Creazione realizzata da un Essere Infinito e Onnipotente: Dio.

Dawkins, p.es., nel suo libro “God illusion” mostra di fare un grande errore fondamentale: non realizza un serio calcolo delle probabilità reali per cui il caso possa non solo realizzare la vita dalla non-vita ma, più a fondo, non si rende conto della quasi assoluta impossibilità che gli atomi e le particelle subatomiche siano fatti a caso ….Va considerato che queste realtà non solo devono essere prodotte e agire una volta ma devo agire per anni o secoli o miliardi di anni ….se le probabilità sono praticamente inesistenti a che la vita si produca dalla non vita e che dalle particelle subatomiche si produca un atomo, quanto è più ancora improbabile che si siano prodotti a caso tanti atomi e che la vita sia durata per tanti miliardi di anni. Il grande errore di Dawkins è, in fondo, una mancanza di conoscenza della estrema complessità delle realtà fondamentali dell’essere fisico e della vita nonché della complessità inerente il perpetuarsi della vita e della azione atomica e subatomica….

I sostenitori del caso come creatore dell’universo mostrano loro stessi di non credere a quello che dicono ….infatti non scrivono i libri buttando lettere o parole a caso….non lavorano a caso …..non vivono a caso ….non mangiano a caso …non si curano a caso ….non parlano a caso …. Ad es. per scegliere le parole e lettere (nelle parole) dei loro libri non gettano i dadi ma riflettono …cioè pensano cioè fanno funzionare non il caso ma l’intelligenza.

Passa Parola!

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Osserva ciò che succede....

ANCHE SE NON LO PUOI VEDERE...DIO E' CON TE.

Se ti è piaciuto, passalo!!

mercoledì 24 giugno 2009

Falsi rimedi


fonte Zenit.org

ROMA, martedì, 23 giugno 2009 (ZENIT.org).- La mozione della provincia di Roma che prevede l'installazione di distributori automatici di preservativi nelle scuole superiori di Roma, provincia e dintorni, solleva numerosi interrogativi che orientano a non considerare "meritevole" l'iniziativa in nome della cosiddetta informazione e prevenzione.

È noto, infatti, come nei Paesi che hanno adottato campagne di informazione esclusivamente sull'uso di profilattici e pillole contraccettive, non si sia ridotta né la trasmissione di malattie sessualmente trasmesse (come evidenziato da studi scientifici realizzati, in Africa, anche da non credenti), né le gravidanze non ricercate e né gli aborti conseguentemente procurati (Francia, Inghilterra e Spagna).

C'è da chiedersi, perciò, se non sia ormai opportuno cambiare l'orientamento finora proposto (e imposto) che, avallato dalle istituzioni, promuove una visione riduttiva della sessualità. La vera prevenzione, infatti, oltre gli aspetti sanitari della questione, impatta l'attuale emergenza educativa e la difficoltà a non oscurare i significati inscritti nella sessualità umana, declinata solo come esercizio di una funzione per il piacere e non come espressione della persona per un dono disinteressato di sé.

Diffondere nelle scuole i distributori di profilattici (già presenti nelle farmacie, nei centri commerciali, nelle tabaccherie, senza sollevare anche problemi di privacy) rappresenta un incentivo diseducativo all'esercizio della sessualità, un preoccupante precedente che ignora non solo i risvolti pedagogici (una società che non educa al dominio di sé è esposta ad ulteriori malattie e rischia di essere una società senza controllo, o meglio, più facilmente "controllabile"), ma anche la crisi finanziaria che ha tagliato fondi a prestazioni per anziani, malati e disabili.

Ci si chiede, perciò, se l'investimento in profilattici, per le scuole, sia stato anche per questo motivo, opportuno. Probabilmente motivi economici (legati alle ditte produttrici) e ideologici sono alla base di tale scelta. Spesso si ritiene che la "scorciatoia" sia la strada più facile per l'educazione affettiva e sessuale, ma si ignora che proprio una falsa sicurezza (come quella veicolata dalle campagne informative sui profilattici e sul vaccino contro il papillomavirus) abbassi il livello di attenzione dei propri comportamenti che possono così risultare dannosi per la salute e banalizzanti verso la vita nascente.

Nei Paesi in via di sviluppo, abituati alle privazioni, i migliori risultati per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse si sono ottenuti non con i profilattici, ma con le proposte educative orientate all'astinenza prematrimoniale e alla fedeltà coniugale. Nei Paesi sviluppati, invece, dove regna il "tutto e subito", non si accetta di rivedere la falsa idea di progresso e libertà, frutto della rivoluzione sessuale, che considera l'esercizio precoce e promiscuo della sessualità un indispensabile "diritto", da cui escludere i genitori, scippati così del loro prioritario diritto - dovere educativo.

Eppure, l'educazione integrale della persona, anche con il supporto di educatori alla procreazione responsabile, può aiutare adolescenti e giovani, a risalire, con la conoscenza della fertilità, dai segni ai significati dell'amore, della vita e del procreare umano: non una tecnica ma la proposta di uno stile di vita controcorrente umanizzante e liberante.

L'uso retto della ragione invita tutti: scuola, famiglia, agenzie educative, istituzioni, mass media a non lasciare soli i ragazzi davanti a modelli superficiali e banalizzanti la sessualità umana, perché è in gioco la loro salute e la loro felicità, presente e futura.

martedì 23 giugno 2009

Current TV e l'invito all'apostasia.


Current TV è un social news network globale visibile via satellite in oltre 58 milioni di case.
Una delle caratteristiche di questa tv consiste nel VC^2, che non è nuovo modello di ceramica da bagno ma come vedremo in seguito ci si avvicina moltissimo. Si tratta della possibilità data ai telespettatori di inviare contenuti propri.
Questi costituiscono circa il 30% della programmazione.
Bene...questa tv manda in onda qualsiasi cosa, un pochino come lo scarico di una fogna.

Il 24 Dicembre 2008, badate bene, non un giorno a caso, ma la vigilia del Santo Natale, l'emittende manda in onda la fiction pop-art di Marco Costa chiamata"Quarto Sesso".
Il logo del programma è un sacro cuore di Gesù infiammato su uno sfondo rosa shocking come potete visionare nel sito ufficiale http://www.quartosesso.com

La storia? Il protagonista è un Gesù depresso e disoccupato. Giusto per fare un esempio e comprendere cosa vuol comunicare questa TV...

Appena qualche giorno fa Current TV ha mandato in onda un serizio di ben 15 minuti e 35 secondi sullo sbattezzo.

E nella pagina del sito dell'emittente che ospita il servizio in questione, sembra di leggere un bollettino dell'UAAR, laddove è possibile apprendere persino che il 25 ottobre di ogni anno ricorre la Giornata Nazionale dello Sbattezzo. Wow, non sapevo di questa invenzione degli uaariani! Giustamente essendo la loro una fede hanno bisogno di festività!

http://current.com/items/89882560_istruzioni-per-sbattezzarsi.htm

Lo scandaloso servizio è un vero e proprio programma propagandistico di iniziazione all'apostasia. Letteralmente vergognoso!
Come non vedere in tutto ciò l'opera di satana?

Signore aiutaci!


lunedì 22 giugno 2009

Garibaldi...l'eroe dei due-moni


Ecco cosa scriveva nel suo testamento il celebre Giuseppe Garibaldi, il grande eroe osannato dai testi scolastici italiani come paladino dell'Unità d'Italia.
«Siccome negli ultimi momenti della creatura umana, il prete, profittando dello stato spossato in cui si trova il moribondo, e della confusione che sovente vi succede, s'inoltra e, mettendo in opera ogni turpe stratagemma, propaga, con l'impostura in cui è maestro, che il defunto compì, pentendosi delle sue credenze, ai doveri di cattolico; in conseguenza io dichiaro che, trovandomi in piena ragione, oggi non voglio accettare in nessun tempo il ministero odioso, disprezzevole e scellerato di un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell'Italia in particolare. E che solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi a un discendente di Torquemada» Giuseppe Garibaldi.
Altro che eroe dei due mondi...al massimo è stato eroe dei demoni.

Il Gay Pride di Roma e la visione di Anna Maria Taigi



Leggevo un interessantissimo post nel blog http://unesorcistaoggi.blogspot.com relativo al Gay Pride del 13 giugno nella Capitale. Come capita in occasione di queste manifestazioni non sono mancate le aberrazioni, gli atti sacrileghi e le azioni blasfeme: gente vestita da Papa o con pseudo paramenti sacri su abiti succinti o in pose equivoche, bestemmie e parole ingiuriose nei confronti della Chiesa e del Santo Padre. Riflettevo sulle parole ispirate dal Signore ad una delle più straordinarie mistiche che la storia abbia mai conosciuto, Anna Maria Taigi, terziaria trinitaria... Parole riportate nel blog sopra menzionate.


" [...]dopo questi segni, quando si sarà vicini alla fine, il Drago sarà sciolto e la Divina Madre inviterà alla penitenza e gli uomini senza tener conto dei Celesti moniti andranno per le vie della Eterna Città Santa bagnata dal Sangue dei Principi(Apostoli), portando la Lussuria in processione; e il Padre della Menzogna sarà a loro capo. Sacrilegi compiranno contro i tempi del Santo Spirito e contro la Religione: gli uomini si vestiranno da donne e le donne si vestiranno da uomini, la Voce del Santo Vicario non sarà ascoltata e l' Alma Sua figura sara fatta oggetto di scherno e risa, allora il Drago che già ha preso possesso del suo regno istillerà lumi alle menti degli a lui soggetti per diffondere l'alito pestilento della Lussuria ove il Beatissimo pose Sede e per diffondere e moltiplicare l'opera sua nefanda di distruzione e perdizione, dovrà allora dalla Cristianità implorarsi la Misericordia di Dio e fare Orazione per la Chiesa Militante domandando aiuto alla Madre Santa e offrendo penitenze e sacrifici [...]"

Impressionante il riferimento a questi tempi... Non ci rimane che pregare ed offrire sacrifici di riparazione.

P.S. Il corpo della beata Anna Maria Taigi, miracolosamente conservato, si trova a Roma presso la Chiesa di S. Crisogono in una cappella a lei dedicata.