martedì 21 luglio 2009

La scala misteriosa



di Rino Camilleri

http://www.rinocammilleri.com

Sull’ultimo numero (giugno 2009) del «Timone» (rivista solo in abbonamento; fatevene mandare copia gratis: info@iltimone.org) Matteo Salvatti ricorda l’incredibile scala della chiesa di Our Lady of Loretto a Santa Fè nel New Mexico.

Costruita nel 1873, è visitata da almeno 250mila persone all’anno. E’ di legno, a chiocciola, ma non si sa chi l’abbia fatta e come: non ci sono chiodi e il legno, dicono gli esperti, è di natura sconosciuta. Salita da centinaia di persone ogni giorno dal 1873, non ha alcun segno di usura e chi ci sale avverte una piacevole sensazione di leggerezza. Trentatré gradini con balaustra, è priva di pilone centrale e si regge tutta -cosa fisicamente impossibile- solo sul primo gradino.

Quando le suore fecero fare la cappella in stile neogotico l’architetto Mouly semplicemente dimenticò l’accesso al coro. Era già morto quando se ne accorsero. Tutti gli ingegneri consultati dissero che non c’era nulla da fare: non c’era spazio per scale, occorreva abbattere e rifare. Le suore, che avevano esaurito il denaro, ricorsero a s. Giuseppe, cui la cappella era dedicata. Una novena continua, giorno e notte, al patrono dei carpentieri. Il nono giorno bussò alla porta uno sconosciuto che si disse in grado di eseguire l’opera. Lavorò tre mesi. Poi sparì, senza chiedere compenso. Le suore lo cercarono dappertutto ma nessuno lo aveva visto né ne aveva sentito parlare. Rimase il mistero.
Che divenne miracolo quando gli esperti poterono esaminare la scala.
Se andate in vacanza negli Usa, è sempre lì.

lunedì 20 luglio 2009

Il Commento alla stampa di padre Livio Fanzaga


Sul Foglio del 25 giugno è uscito un interessante articolo dedicato al Commento alla Stampa di padre Livio.
Articolo simpatico e vero!
Buona lettura!

di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro

Il Foglio - 25 giugno 2009

Lungi dal voler essere irriverenti, se si definisce "programma di culto" una trasmissione condotta da un sacerdote, lo si fa solo per rendere omaggio alla realtà in linguaggio corrente. Perché non si può dire nulla più obiettivo a proposito del "Commento alla stampa" di padre Livio Fanzaga, in onda tutti i giorni su Radio Maria alle 8.45. Se il maturo professionista ferma la macchina e manda subito qualche decina di sms per avvisare che padre Livio le ha cantate come bisognava cantarle, se la casalinga le suona verbalmente secondo i canoni di padre Livio al marito laicizzato, se il camionista radioamatore catechizza i fratelli di onde corte con le ultime di padre Livio sulla bioetica, allora siamo al cospetto dì un "programma di culto".

Se poi il clero progressista butta fanghiglia sul "Commento" di padre Livio e mostra disprezzo verso i cristiani-infanti che lo ascoltano tutte le mattine, allora siamo al cospetto di un "programma di culto" e pure cattolico. Chi non avesse ancora un’idea di che cosa siano padre Livio e il "Commento alla stampa" di Radio Maria, deve andare su Radio Radicale, prendere Massimo Bordin e il suo "Stampa e regime" e poi capovolgere con decisione. Padre Livio sta al Papa come Bordin sta, o forse stava, a Pannella. Lo si può verificare nel giro di tre quarti d’ora: appena terminato il "Commento" su Radio Maria, ci si sintonizza su Radio radicale, dove sta andando in onda la trentesima replica di "Stampa e regime", e se ne avrà la prova. Classe, professionalità e, dedizione da vendere in entrambi i casi, una spanna sopra tutte le altre rassegne. Poi, però, bisogna scegliere e ci spiace per Bordin, ma noi scegliamo senza indugio il direttore di Radio Maria. Il "Commento" di padre Livio è qualche cosa di veramente unico nelle frequenze radiofoniche in quota a parrocchie, diocesi e associazionismo cattolico, dove, quando va bene, si moraleggia o si spiritualeggia. Il motivo di questa differenza è presto detto. Intanto, perché Radio Maria non appartiene a nessuna diocesi, a nessun movimento religioso, a nessuna conferenza episcopale. A tenerla in piedi sono gli ascoltatori, che la sostengono versando il loro libero contributo.

Padre Livio aggiungerebbe che la radio vive se piace alla Madonna. E poi, questa emittente è unica perché in una radio cattolica difficilmente si trova qualcuno che legga veramente i giornali e non solo Avvenire, e quando questo pure avvenga, si finisce sempre per parlare di ecologia, di sociologia, di psicologia, per dare in testa al consumismo e, naturalmente, a Berlusconi. A meno che non si sia scelto di ritrarsi dal mondo, che è così brutto perché si stanno sciogliendo i ghiacciai, si estinguono le foche monache, è invaso dai centri commerciali e, naturalmente, è governato da Berlusconi. Così si è formato un popolo Da una ventina d’anni, padre Livio ha scelto un’altra strada, quella che il cattolico aveva fruttuosamente percorso prima di praticare la cosiddetta opzione spirituale: giudicare la storia, la politica e la cronaca alla luce del Vangelo e del Magistero della chiesa, E, quando è necessario, dare anche un buon cazzotto in testa a chiunque se lo meriti, fosse anche Berlusconi, ma non per .partito preso. Padre Livio è un prete che non ha alcun pregiudizio clericale contro il centrodestra.

E questa, scusate se è poco, è già una notizia. Il direttore di Radio Maria non ha paura di sistemare sulla graticola le derive laiciste del cattoprogressismo e di quanti lo rappresentano nel mondo politico. Peccato gravissimo, secondo lo svirilizzato mondo cattolico contemporaneo che non osa nemmeno chiamare omicidio l’aborto e si appresta a benedire un compromesso legislativo sul testamento biologico che porterà diritto filato all’eutanasia. Peccato gravissimo per uno svirilizzato mondo cattolico abituato, quando è tosto, a giudicare il mondo secondo l’ultima circolare della Conferenza episcopale invece che secondo i Dieci comandamenti. Eppure, questa lettura, diciamo pure brutale secondo i canoni correnti, ma diremmo franca secondo quelli perenni, dà frutto.

Con gli anni, attorno a Radio Maria e al suo "Commento alla stampa" si è formato un popolo cattolico che ha preso gusto a ragionare cattolicamente e a farlo in pubblico. Se in un luogo di lavoro uno si alza a difendere la chiesa o il Papa durante una discussione, otto volte su dieci è un ascoltatore di Radio Maria. Oppure appartiene a un movimento apertamente cattolico, certo: ma le due cose spesso si sovrappongono. Padre Livio fa, via onde medie, quello che facevano i parroci fino a qualche decennio fa con omelie, catechismo e conferenzine. Forma il laicato che, una volta uscito di chiesa, ha il compito di testimoniare la sua fede nel mondo argomentando e resistendo. E lo fa con un di più perché, attraverso Radio Maria, si formano anche tanti sacerdoti usciti un po’ stortignaccoli da seminari che, magari, hanno le piscine per attirare i giovanotti, ma scarseggiano di dottrina quando li devono mandare a nuotare in mare aperto.

Un operato come quello di padre Livio, lo svirilizzato mondo cattolico d’oggi lo chiama clericalismo e non capisce che è il suo esatto contrario. Non si troverà mai in castagna il direttore di Radio Maria su argomenti opinabili. Sui tassi d’interesse, il pii, il ponte sullo Stretto di Messina, le beghe per la composizione delle liste elettorali, padre Livio sa di poter dire solo ciò che pensa in proprio. E siccome sa anche che questo, con tutto il rispetto, interessa sì e no i suoi ascoltatori, di solito se ne astiene. Coloro che gli danno del clericale, invece, quando intervengono nel mondo da cattolici, lo fanno proprio sull’opinabile, massimamente sulla composizione delle liste elettorali. E misurano il loro successo sui punti percentuali di cattolicità di una legge fatta approvare dal politico sponsorizzato fin dentro le aule di catechismo. Clericali che vivono e si alimentano di "male minore" e di "maggior bene possibile", mentre la rassegna stampa di Radio Maria tiene la rotta guidata da una sola stella polare: il bene. Il bene e basta, senza aggettivi e senza sconti comitiva. E’ difficile immaginare padre Livio computare i punti percentuali di cattolicità davanti a una legge strombazzata dalla stampa laica come una nuova conquista di civiltà, Basta ascoltarlo quando le polemica entra nel vivo.

Un vero e proprio spettacolo che rinfranca tanti sani cattolici dopo anni trascorsi con rassegnazione sulle panche a sorbirsi omelie che, in nome del dialogo col mondo, non dicevano più nulla di cattolico. In questi casi, il direttore di Radio Maria dà il meglio di sé perché usa volentieri uno strumento caro a Gioppino, la maschera della sua terra bergamasca: il randello.

Mettetegli sotto il naso un editoriale di "Repubblica" o dei "Corriere" sulla famiglia o sul testamento biologico e ne sentirete delle belle. Perché l’uomo è così, ha uno spirito rustico, che magari non farà ridere i salotti radical e clerical-chic, ma lascia il segno. Detto questo, non bisogna pensare che padre Livio ritenga, come sosteneva Hegel, che la preghiera del mattino dell’uomo moderno sia la lettura del giornale.
No: padre Livio Fanzaga prega in cappella, celebra la Messa e dopo, solo dopo, legge i giornali. Forse, proprio per questo non moraleggia e non spiritualeggia. Legge i giornali alla luce del Vangelo e non il Vangelo alla luce dei giornali.
In due parole, è cattolico.

domenica 19 luglio 2009

Orrore cinese: tra cannibalismo e traffico di organi


da un articolo di Domenico Bonvegna

tratto da Il Mascellaro.it

[...] Respinti prima di addentrarsi a descrivere gli orrori del regime comunista cinese di oggi, ci racconta di un episodio poco conosciuto, gli atti di cannibalismo, ddurante la rivoluzione culturale, si i comunisti mangiano i bambini. Furono degli atti rituali, "I cosiddetti 'nemici del popolo', ovvero tutti coloro che venivano sommariamente e arbitrariamente definiti tali dai guardiani zelanti della rivoluzione, furono cioè divorati in adunate di massa. Le vittime erano macellate e alcune parti dei loro corpi asportate, talvolta quando ancora in vita, infine cucinate…" (pag. 98).

Certo non è la prima volta che accadono episodi di cannibalismo, Eugenio Corti, ha riportato testimonianze dirette di scene di cannibalismo nell'Unione Sovietica, ma qui erano gesti disperati ed estremi dovuti alla carestia, alla fame. Invece nella Cina degli anni 60 si trattò di un vero e proprio rito politico consumato con cosciente lucidità ideologica in un contesto paraliturgico e in un tempo in cui nessuno nel Paese asiatico moriva oramai più di fame. Quanti disgraziati sono stati divorati in questo modo? Si chiede Respinti, pare almeno diecimila.

Scriveva Massimo Introvigne sul settimanale di cultura "Il Domenicale"il 23 settembre 2006, i banchetti di carne umana non miravano a placare la fame, ma erano definiti dimostrazioni esemplari di eliminazione, il cui scopo era di terrorizzare ogni potenziale dissidente e infliggere al 'nemico', cioè a chiunque la pensasse diversamente da Mao, e ai suoi figli, un trattamento che mostrasse a tutti che il regime non li considerava persone umane. Ci furono casi in cui dei bambini furono mangiati davanti ai genitori e viceversa. Donne orrendamente torturate prima di finire sul tavolo dei "banchetti di carne umana". Addirittura anche le guardie rosse finivano macellate, si facevano strappare brandelli di carne, gridando "Viva Mao", "Viva il Partito", convinte che il "Grande Timoniere"ignorasse o disapprovasse le atrocità. Non sono fantasie, i documenti esistono, basta utilizzarli.

Dal cannibalismo di ieri si passa al commercio di organi umani oggi. Ai banchetti di carne umana si è sostituita la vendita di pezzi di cadaveri umani usati come parti di ricambio, riciclaggio di corpi (pag. 102). Esiste un dossier sulle turpitudini che si commettono ogni giorno in Cina, un libro da leggere e meditare, si tratta di Cina. Traffici di morte.

Il commercio degli organi dei condannati a morte. Pubblicato a Milano da Guerini e Associati, curato da Maria Vittoria Cattania e da Toni Brandi. Il dossier è una vera e propria galleria degli orrori, l'unico rischio è che un libro così resti confinato a una ristretta cerchia di persone, purtroppo è il rischio che corrono tanti altri libri che raccontano fatti che dovrebbero essere il pane quotidiano a trasmissioni come Porta a Porta, Anno Zero, Matrix etc. I reportage della Laogai Research Foundation, scrive Respinti dovrebbero essere insegnate nelle scuole, dove si fa troppa retorica e si parla solo di cose che fanno comodo.

Attenzione conclude Marco Respinti nell' epilogo, l'incubo cinese, non è solo l'incubo 'degli altri', l'incubo di coloro che vivono quotidianamente i suoi orrori, più di un miliardo e 300 milioni di persone, e però si arrangiassero, noi che possiamo farci. Quello cinese è anche l'incubo nostro.

Spermatozoi artificiali: l'ultima follia made in UK tra Golem e homunculus



tratto da Il Mascellaro.it

di Gianfranco Amato*

La notizia è di quelle che ormai non stupiscono più chi ha l'avventura di occuparsi di questioni di bioetica.

Si tratta degli spermatozoi in provetta, battezzati "in vitro derived sperm (IVD) ", l'ultima novità giunta dal Regno Unito.

Un gruppo di ricercatori dell'università di Newcastle ha, infatti, annunciato di essere riuscito a creare, per la prima volta, spermatozoi umani in laboratorio a partire da cellule staminali di embrioni donati da coppie che si sono sottoposte a fecondazione assistita.

L'esperimento, condotto presso il North East England Stem Cell Institute attraverso la distruzione di embrioni umani, ha subito suscitato l'euforia delle organizzazioni lesbiche, le prime ad esultare per la possibilità di generare esseri umani senza maschi e senza padri.

In realtà quest'ultima scoperta rappresenta soltanto l'ultima frontiera della decenza etica nella ricerca scientifica: la creazione di entità biologiche umane in laboratorio, bambini generati da persone mai nate, senza memoria, senza tradizione, senza appartenenza e senza storia.

Come sempre, a simili aberrazioni vengono attribuiti gli intenti più nobili.

Il prof. Karim Nayernia, che dirige il gruppo dei ricercatori, ha definito l'esperimento come «un importante risultato che consentirà agli scienziati di acquisire una maggiore conoscenza del procedimento di formazione degli spermatozoi» ed una «maggiore comprensione delle cause di infertilità fra gli uomini».

Sarah Norcross, direttrice del Progress Educational Trust, è più esplicita e parla di una scoperta capace «di dare speranza ai maschi che soffrono di infertilità e che desiderano figli del loro stesso patrimonio genetico», e «di superare il problema della scarsità di donatori di sperma nel Regno Unito».

La domanda che pone questo ulteriore "progresso"scientifico è drammatica e semplice al tempo stesso. Che senso ha distruggere un embrione per ottenere sperma artificiale al fine di generare un altro embrione? Nessuno, nessunissimo fine se non quello di reiterare l'eterna tentazione faustiana dell'uomo: generare la vita. Si arriverà un giorno a creare in laboratorio un essere umano creato con spermatozoi sintetici e ovociti artificiali? Sarebbe la realizzazione del sogno di Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim, detto Paracelso. Fu proprio l'alchimista rinascimentale svizzero il primo a tentare la creazione in laboratorio dell'homunculus, attraverso l'utilizzo di sperma umano imputridito per quaranta giorni in una provetta al calore del ventre equino.

E' l'eterna tentazione dell'uomo che attraversa culture, secoli, latitudini. Come il Golem dell'antichissima tradizione mitologica ebraica, che incarna proprio il mito dell'uomo artificiale creato da un altro uomo, come atto di sfida a Dio, tentativo disperato di impossessarsi della sua forza creatrice.

Non è un caso che il termine Golem derivi dalla parola ebraica gelem che significa "materia grezza", o "embrione". Sinistre premonizioni.

sabato 18 luglio 2009

Il serial killer ed il rosario



Il 14 maggio scorso, Mons William Kerr, conosciutissimo in America per la sua difesa dei Diritti Umani, è tornato al Padre. Il famoso assassino seriale Ted Bundy l’aveva preso come suo direttore spirituale prima di morire sulla sedia elettrica.

Mons. Kerr raccontava che durante il suo primo incarico in un ospedale, dovette assistere un giovane bruciato, agonizzante per le sue ferite. Nel 1978 lo aspettava un compito ancora più spaventoso nella casa degli studenti di Tallahassee, in Florida. Una notte Mons Kerr era stato chiamato dalla polizia: doveva andare urgentemente dagli studenti. Quando arrivò, trovò tutte le ragazze fuorchè una, uccise o ferite molto gravemente dal famoso killer Ted Bundy.

Dopo aver amministrato l’unzione degli infermi alla ragazza agonizzante, Mons.Kerr (a quel tempo Padre Kerr) parlò con la ragazza che era scampata. Il poliziotto incaricato di redigere il verbale voleva sapere come mai lei era sopravvissuta a questa brutale aggressione. Effettivamente Ted si era fermato sulla soglia della sua camera, aveva lasciato cadere l’arma e se ne era andato senza toccarla. La ragazza però voleva parlare solo con un sacerdote; lo choc l’aveva quasi resa catatonica. La ragazza raccontò a Padre Kerr che prima di partire per l’università, sua madre le aveva fatto promettere di dire il rosario tutte le sere prima di addormentarsi, per essere protetta, anche se poi si sarebbe adormentata nel dirlo. Questo è quello che lei stava facendo quella sera là. Quando Ted entrò nella sua stanza per ucciderla, la ragazza teneva ancora stretto il suo rosario nella mano.

Tempo dopo, Ted confessò a Mons. Kerr che quando entrò nella camera, si sentì nell’impossibilità di fare anche un solo passo avanti. Dovette lasciar cadere l’arma e scappare. Tale è la potenza del manto protettore di nostra Madre! E quale saggezza di una mamma che ha saputo dare alla figlia l’arma efficace del rosario, che le avrebbe salvato la vita!

(Raccontato da Domenico Bettinelli e Gabriel Gillen http://www.bettnet.com/blog/index.php )

venerdì 17 luglio 2009

Peccare è umano?


di don Tullio Rotondo


Molti hanno sentito quella frase: peccare è umano ma perseverare è diabolico.

Questa frase è errata infatti ….

s. Tommaso dice , più precisamente

Dal “In orationem dominicam” c. 6 “Et ideo docet petere ut non inducamur in tentationem per consensum. I Cor. X, 13: tentatio vos non apprehendat nisi humana. Nam tentari humanum est, sed consentire diabolicum est.

Dunque essere tentati è umano ma consentire e quindi peccare è diabolico!!! L’uomo veramente tale non pecca, Cristo non pecca! Dal diavolo l’uomo ha imparato a peccare …l’uomo che pecca è degradato….

D. Tullio

giovedì 16 luglio 2009

Progetto Pleasure e il fast-abortion all'inglese


tratto da CulturaCattolica.it

«Un orgasmo al giorno toglie il medico di torno». Con questo slogan, di dubbio gusto, il National Health Service, il servizio sanitario nazionale britannico, apre la campagna volta ad incentivare una frequente e regolare attività sessuale tra i giovani, diffondendo un opuscolo dal titolo inequivocabile: Pleasure (piacere).

La notizia, riportata da Repubblica nell’articolo di Enrico Franceschini «Fate sesso siamo inglesi», stride drammaticamente con l’amara realtà registrata oggi nel Regno Unito, ove la percentuale degli aborti tra le adolescenti ha superato la soglia del 50%. Più di metà delle gravidanze finiscono per essere volontariamente interrotte, e le cifre parlano di circa 20.000 aborti su 40.000 gravidanze.
Di fronte a simili dati stupisce la macabra euforia degli abortisti che a proposito di questo dato parlano di un importante “positive sign”.

Capofila degli entusiasti è la signora Ann Furedi, chief executive di una delle principali strutture abortiste, la British Pregnancy Advisory Service (BPAS), che proprio a proposito del segnale positivo emerso dai dati, si è dichiarata contenta di verificare che adesso «anche i teenager si sentono finalmente capaci di ricorrere all’interruzione volontaria della gravidanza». Candidamente ha aggiunto che, del resto, se i ragazzi «hanno altri piani per la loro adolescenza, diversi dalla maternità, devono potersi sentire in grado di adottare la scelta consapevole dell’aborto».

Per comprendere il clima culturale che aleggia attorno alla BPAS, è sufficiente dare un’occhiata al sito ufficiale della struttura ed in particolare leggere i commenti dei “clienti” soddisfatti. Mi ha colpito, in particolare, la referenza di Jenny che, dopo aver sperticato lodi sull’efficienza e la sensibilità del personale, a proposito dell’eccellente servizio erogatole, ha dichiarato che «il sandwich richiesto era leggermente fuori menu, ma è stato confezionato in maniera perfetta, ed è stato davvero bello riceverlo». Abortire come mangiare un panino.

La signora Furedi non è una donna qualunque. E’ una delle figure preminenti nel mondo delle lobby che si occupano di educazione sessuale ed è considerata una voce autorevole in materia dallo stesso governo britannico. Alcuni suoi “buoni consigli” sono stati recepiti anche a livello normativo per quanto riguarda la disciplina dell’educazione sessuale per la scuola media e secondaria.

Reagendo alla notizia che nel 2004 ben quindici bambine di dodici anni erano ricorse all’aborto, Ann Furedi non ha trovato niente di meglio da dire se non che «i ragazzi crescono molto in fretta nella nostra società, maturano molto più velocemente dal punto di vista fisico, psicologico e sociale, e pertanto la società non può non tener conto di questo fatto».

Social Network e Pedofilia


Come spiega anche "Michela" pseudonimo attribuito alla ragazza ex satanista autrice del libro "Fuggita da Satana", dietro a fatti di cronaca legati alla pedofilia e a molti rapimenti di bambini c'è l'ombra delle sette e dei sacrifici umani. Una conferma recente ci viene dal sito Adnkronos.

tratto da Adnkronos

"Amiamo i bambini ma anche le bambine! Portateci i vostri pargoletti e li sacrificheremo a Satana per poi violentarli". E' questo il 'manifesto' della pagina di un gruppo di pedofili italiano, 'Pederasta - Cacciatori di bambini' presente su un noto social network e segnalato alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania, dai volontari dell'associazione Meter (www.associazionemeter.org), fondata da don Fortunato Di Noto.
Denunciato da Meter anche un secondo gruppo 'W la pederastia', con identici contenuti.
Al momento e' in corso un'indagine.

giovedì 9 luglio 2009

Atto sacrilego del primo ministro canadese



Il primo ministro canadese al momento di ricevere il corpo di Cristo, prende l'ostia dalle mani del sacerdote e la mette in tasca il tutto sotto gli occhi implacabili della telecamera! Il gesto chiaro ed inequivabilmente blasfemo è stato visto in diretta da migliaia di persone e naturalmente è stato diffuso dalla rete, facendo indignare numerosi fedeli cattolici.
Le immagini sono disponibili su Canadian Press e su YouTube.
Incredibile ma vero...



mercoledì 8 luglio 2009

Vuoi un prestito? Consegna la tua anima...


Sembrerebbe un film dell'orrore, ma è la triste realtà.
Accade in Lettonia...

tratto da Il Giornale

Ci aveva già provato il sapiente Faust della tradizione popolare tedesca: vendere la sua anima al diavolo in cambio della conoscenza assoluta. Ma in Lettonia sono andati ben oltre la matrice filosofica, e all’agognata sapienza hanno sostituito il vile denaro, in una mefistofelica trovata pubblicitaria: "Vuoi un prestito? Devi dare la tua anima come garanzia". Si chiama Kantora la società con sede a Riga che propone l’affare, certa che così i cittadini, fedelissimi credenti, non possano non restituire quanto avuto. I prestiti sono piccoli (da 50 a 500 lats pari a 70 a 700 euro di valuta nostrana) e accessibili a tutti, sono offerti a 90 giorni, a un tasso annuale del 365%.

Il disapponto delle autorità religiose E se Kantora, che bandisce l’offerta via web, non è disponibile a fornire i dati sul numero dei prestiti finora concessi ( ma che in un paese in preda alla recessione non dovrebbero essere così pochi) è ben chiaro e annunciato il disappunto delle autorità religiose in merito. "Consideriamo questo caso con grande serietà", si è affrettato a dire oggi il cardinal Janis Pujats, a capo della chiesa cattolica di Lettonia. E ha annunciato una mobilitazione generale che vede il coinvolgimento anche dei capi delle chiese ortodossa e luterana del Paese: è stato formalmente chiesto al ministero dell’interno di aprire un’inchiesta, avanzando il sospetto che dietro il fatto "ci possa essere una setta satanista e non solo una società di crediti un po’ cinica". Un vero Mefistofele, in corna e forcone.

martedì 7 luglio 2009

Testimonianze da Medjugorje: Nek, Marjia e Paolo Brosio


Un interessante video estratto della trasmissione del 4 Luglio 2009 " Sulla Via di Damasco".
Ringraziamo vittoriobo che condivide questi filmati sul suo canale di Youtube.




Puoi guardare tutta la puntata di "Sulla Via di Damasco" >QUI<


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Caritas in Veritate - La nuova Enciclica del Papa


E' in arrivo la nuova Enciclica di Benedetto XVI, verrà presentata questa mattina!
Attendiamo con trepidazione...


CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 6 luglio 2009 (ZENIT.org).- La nuova enciclica di Benedetto XVI dal titolo “Caritas in veritate”, che verrà presentata il 7 luglio in Sala Stampa vaticana, porta il copyright della Libreria Editrice Vaticana (Lev).

La Lev ha curato le edizioni in lingua latina, inglese, francese, spagnola, tedesca, portoghese e polacca per un totale di 50.000 esemplari.

Il documento papale viene pubblicato in tutti i paesi del mondo attraverso le Conferenze Episcopali e gli editori nazionali. E’ possibile acquistare ogni copia al prezzo di euro 3,00.

Per quanto concerne l’edizione in lingua italiana la Lev, servendosi della Tipografia Vaticana, ha preparato 500.000 copie in edizione economica (euro 2,00) e 30.000 copie in edizione cartonata (euro 8,50).

Tutti i fascicoli della “Caritas in veritate” hanno la stessa immagine di copertina.

La Libreria Editrice Vaticana ha poi autorizzato le riviste “Famiglia Cristiana” e “Tracce” a pubblicare una propria edizione. La stessa autorizzazione è stata data all’editore Cantagalli per un volume commentato da mons. Giampaolo Crepaldi, segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.

E’ in preparazione anche una coedizione Libreria Editrice Vaticana-AVE con commento di vari esperti. Il quotidiano “Avvenire” ed i settimanali diocesani sono stati autorizzati a pubblicare il testo dell’Enciclica nelle loro pagine ordinarie.