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mercoledì 24 maggio 2017

Se Credi che Dio non esista non hai ancora visto questo video

Come può essere tutta una coincidenza? Come possono le infinite bellezze della creazione essersi generate dal nulla per caso? 
Basta uno sguardo attento per accorgersi che ciò che i nostri occhi contemplano...e ciò che siamo...è stato pensato, voluto e amato.


La bellezza nasce dai limiti

Il vento. Non lo vedi né lo senti sinché non trova un ostacolo, come tutte le cose che ci sono sempre state. Persino il mare sembra senza limiti, eppure canta solo quando li trova: infrangendosi sulla chiglia diventa schiuma; spezzandosi sugli scogli, vapore; sfinendosi sulle spiagge, risacca. La bellezza nasce dai limiti, sempre (A.D'Avenia - Cose che nessuno sa)


martedì 29 aprile 2014

Inconsapevole bellezza


La cetonia col suo carapace fatto di smeraldo e di sole è ignara della sua bellezza mentre vola di fiore in fiore rifugiandosi in palazzi di petali profumati. Eppure di bellezza si nutre, di bellezza vive. 
E mentre la cetonia vivendo inconsapevole della sua bellezza con la sola sua esistenza rende grazie al Suo Creatore, noi intessuti di splendore pur potendo comprendere il prodigio che è in noi abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica "Tu sei tutto bello, tu sei tutta bella".
Quanta bellezza inconsapevole incontro ogni giorno nei volti delle persone che mi sono vicino. Prodigi spesso ignari della loro regale bellezza proprio come la cetonia.
E allora non posso rimanere indifferente, perché la mia parola e le mie azioni sono realmente come lo scalpello di uno scultore! Possono realmente far emergere la regale bellezza nascosta, celata, inconsapevole.
"Sei tutto bello, sei tutta bella" queste parole ti ripete il Tuo Creatore.
Se le comprendi, con la tua Bellezza stai già salvando il mondo.


martedì 7 maggio 2013

Serve uno sguardo che ci intercetti amandoci, per comprendere la bellezza del prodigio che è in noi


La percezione che abbiamo di noi stessi non sempre è veritiera. Spesso ci vediamo peggiori di quello che siamo realmente. L'io non basta. Abbiamo bisogno di un TU, di uno sguardo, che ci intercetti amandoci, per comprendere la bellezza del prodigio che è in noi. 
Lo sguardo funziona come la luce del sole per le piante. Senza luce le piante non possono operare la fotosintesi e quindi crescere e svilupparsi. La pianta si tende in ogni modo verso la luce e, proprio questa sua tensione, la costringe a mettere radici più profonde per non piegarsi o spezzarsi. Lo sguardo fa lo stesso con noi.
Cerchiamo lo sguardo che possa consentirci di fare la nostra fotosintesi: mettere radici più profonde dentro noi stessi, perché quello sguardo amante ci porta diritti dritti al centro del nostro essere, perché lo ama. E solo l’amore (e il dolore purtroppo) conduce a quel centro da cui sgorgano le nostre migliori risorse. (Alessandro D'Avenia)

martedì 30 aprile 2013

Telecamere di sicur(a bell)ezza


In genere associamo le telecamere di sicurezza a crimini e malefatte. Beh, in fondo per questo sono nate, per farci stare più tranquilli e scoraggiare i criminali (da cui il "di sicurezza").
Poche volte, tuttavia, riflettiamo sul fatto che questi occhi silenziosi immortalano quotidianamente centinaia e centinaia di scene di autentica e ordinaria bellezza che nessuno reclama. Si tratta di piccoli o grandi gesti d'amore fatti nel nascondimento, gesti che salvano il mondo e riaccendono la speranza.
Sono invisibili, come la vita che nasce e che cresce.


martedì 22 maggio 2012

Mostri di simmetria e incantevoli imperfezioni



Non so se vi è mai capitato, andando in qualche antica Basilica, di soffermarvi a guardare i disegni formati dalle venature dei pregiati marmi policromi. Era una cosa che facevo spesso da bambino, ma poi si cresce e certe cose si finisce per dimenticarle...almeno fino a quando non si incontra sul proprio cammino Qualcuno che ti dice di "ritornare come bambini nella semplicità del cuore e della vita".

La scorsa Domenica mi trovavo nella Cappella di san Paolo della Croce presso la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo quando lo sguardo, ad un tratto, si è andato a posare sul vicino muro formato da due lastre marmoree speculari perfettamente simmetriche. Le venature avevano le fattezze di uno sgradevole viso dalle sembianze demoniache (vedi foto). Ne è scaturita una riflessione...

Ho pensato alla scelta che fece a suo tempo Mel Gibson quando rielaborò al computer il volto di Rosita Celentano (che nel film The Passion interpretava il demonio) per darle un tocco di innaturale simmetria. Una simmetria che doveva spaventare.
Ne ho dedotto che la simmetria, l'eccessiva perfezione, è effettivamente motivo di inquietudine. Non ci siamo abituati! Ci fa paura perché esprime qualcosa di profondamente inumano, qualcosa di troppo al di sopra delle nostre forze e capacità.

Così mi sono fatto l'idea che la bellezza su questa terra si manifesta piuttosto nell'imperfezione, nella spettacolarità di particolari mai uguali. L'uomo, infatti, sebbene apparentemente simmetrico, di fatto non lo è mai perfettamente.
Siamo creature "imperfettamente" belle in costante ricerca della Perfezione. E questo è un bene, perché solo chi è imperfetto e limitato può aspirare al Perfetto Eterno.
E' questo profondo anelito che, in fondo, alimenta i nostri giorni, che quotidianamente accresce la nostra gioia, la nostra speranza...il desiderio di migliorarci e crescere, di diventare Santi.

"Nessuna perla è uguale all'altra, nessuna perla è mai perfettamente simmetrica. E nelle cose di questo mondo è meglio tenersi lontani dalla perfezione: la luna quando è piena comincia a calare, la frutta quando è matura cade, il cuore quando è felice già teme di perdere quella gioia, l'amore quando raggiunge l'estasi è già passato. Solo le mancanze assicurano la bellezza, solo l'imperfezione aspira all'eternità. La perla se ne sta lì con quella sua irraggiungibile imperfezione, nata dal dolore. E dall'amore che lo abbraccia". 
(Alessandro D'Avenia - Cose che nessuno sa)

lunedì 7 maggio 2012

E' bello quel che è bello



Riporto di seguito una parte dello splendido articolo di Francesca Nardini scritto sul Blog di Costanza Miriano.
Da qualche giorno, come avete avuto modo di leggere, sto meditando sul tema della Bellezza e queste parole esprimono esattamente ciò che penso. Per cui, buona lettura!

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[...] Il bello chiede di essere colto, aspetta che qualcuno lo veda, magari per contrasto col suo contrario e, riconoscendolo, urli: “Eccolo, è lui!”. Il bello non si impone perché sa di non averne bisogno: sa che la ragione lo riconosce immediatamente e quando lo incontra vorrebbe averlo sempre. Il bello sa fare innamorare di sé la ragione, al punto da indurla a cercare le sue regole, a spacchettare la ruota dei colori per scoprire le corrispondenze felici e renderle intellegibili, accessibili, conosciute, sue: la ragione è pazza del bello, al punto da aver creato una disciplina che è l’eleganza e aver attratto a sé migliaia di persone, di occhi, di mani. Dire alla ragione che non è bello ciò che è bello è dirle che vive per il nulla, è dirle “Hai le traveggole”, “Ti sei innamorata di uno che non esiste”… è ferirla profondamente. Il bello invece esiste e si lascia trovare. Quale utilità, quale bene dalla moda per la vita umana? Nessuno in particolare, se non quello di ridestarsi di fronte alla bellezza, di essere svegliati ed invitati a scegliere, scegliere, scegliere.

Chi di verde si veste di sua beltà si investe, l’abito non fa il monaco, l’occhio vuole la sua parte: litanie meravigliose, misteriose, che qualcuno ci avrà pure insegnato.

Ma l’unica formula degna della ragione dell’uomo è quella che recita più o meno così: “Non potevo non sceglierlo, perché è bello”.

giovedì 3 maggio 2012

La Bellezza che nasce dai limiti



Sembra assurdo eppure è così, ogni bellezza su questa terra per essere vista, per essere notata, per essere ammirata ed amata esige il limite. Uno sguardo che fissi l'immagine, una istantanea. 
La bellezza si coglie nel momento in cui questa si infrange nel limite...In fondo noi tutti siamo limitati eppure ogni giorno siamo spettatori di bellezze inenarrabili. Le viviamo e ne prendiamo coscienza quando qualcosa o qualcuno ci permette di afferrarle, almeno per un istante.

La bellezza nasce dai limiti. Questa certezza è la sola che può salvarci dal delirio di onnipotenza. 
La più grande illusione dell'uomo moderno è quella di sentirsi senza limiti, NO LIMITS, era il famoso motto della SECTOR. Un'illusione per l'appunto come ci ha ricordato la stessa marca di orologi che vide morire nell'atto di superare ogni record uno dei suoi più celebri testimonial, Patrick de Gayardon

Il delirio di onnipotenza è quell'insana illusione di apparire ed ostinarsi a credere di essere ciò che non si è e non si potrà mai diventare. Genera complessi circoli viziosi, frustra...
La Bellezza invece è semplice, gioiosa, concreta, capace di manifestarsi pienamente nel limite. 
Cristo stesso, in fondo, Colui che è la stessa Bellezza ha saputo calarsi nel limite della condizione umana per dimostrarci che la Bellezza non è impedita dal limite, che questa, anzi, può benissimo manifestarsi nel limite. Una verità paradossale. 

Non temiamo perciò i limiti, i nostri limiti, e sopratutto non pensiamo che feriscano la nostra libertà. 
I limiti sono la nostra salvezza, ci custodiscono, ci indicano qual è il nostro vero bene, e ci manifestano il volto autentico della Bellezza, di cui tutta la creazione, nonostante la fragilità, porta l'impronta indelebile. 

Il vento. Non lo vedi né lo senti sinché non trova un ostacolo, come tutte le cose che ci sono sempre state. Persino il mare sembra senza limiti, eppure canta solo quando li trova: infrangendosi sulla chiglia diventa schiuma; spezzandosi sugli scogli, vapore; sfinendosi sulle spiagge, risacca. La bellezza nasce dai limiti, sempre. 

(Alessandro D'Avenia - Cose che nessuno sa)

giovedì 26 aprile 2012

L'attrazione è una questione di Bellezza


Il Bello chiama, attira a sé, è amabile, si  offre, viene incontro.
La Bellezza è appello, offerta, avvento dell’Altro.
Le pecore del tuo gregge ti riconoscono così come quelle che prevengono da altri recinti, perché sei Bellezza che attrae a sé.

Bel Pastore, aiutaci a comprendere che come uomini di Chiesa possiamo essere bravi, ma che la bravura non attira nessuno se non per quel breve lasso di tempo che intercorre tra noi e colui che, più bravo di noi, ci sostituirà…
La Bellezza invece innamora e l’Amore è per sempre.
Ciò che attrae, da sempre, è la Bellezza. E la Bellezza sei Tu.

mercoledì 18 aprile 2012

Bellezza e Web cattolici: quale connubio?



Stamattina leggendo questo articolo di p.Max Granieri riflettevo sul mondo del web cattolico.

Come si fa a definire la cattolicità di un sito senza emettere una sentenza inappellabile? Come si possono stilare classifiche o assegnare premi? 

Talvolta davanti a siti e blog che si definiscono cattolici, mi domando se sia veramente quello il volto della nostra cattolicità. E mi rammarico.

Amo la Chiesa Cattolica e mi piace perché è Bella, perchè EK-KALEO mi chiama a sé, mi attira perché KALOS, Bella, di una bellezza irresistibile, della stessa bellezza del Cristo. Per questo quando non vedo Bellezza, non posso vedere Dio. 

Non tutto ciò che oggi viene detto "cattolico" può dirsi bello, non tutto attrae, anzi il più delle volte respinge. Si può essere veri apostoli, annunciare con franchezza la Verità, proclamare con zelo la Parola, facendo emergere il volto Bello della Chiesa. Questo è a mio avviso il segreto del successo del cristianesimo da secoli, il nostro biglietto da visita.

La Bellezza autentica è nature, senza trucco, semplice, acqua e sapone diremo oggi...senza artifici. Spesso la si trova nascosta in un angolo, in attesa. E' discreta la vera Bellezza, non ha bisogno di pubblicità, non fa marketing, si autopromuove, non aspira alla notorietà perché ha già Tutto, sa accontentarsi di ciò che è e col solo fatto di esserci, senza tante parole, rende gloria a Dio. 

martedì 21 febbraio 2012

Attratti dalla Bellezza che chiama


Quante volte ci è capitato di rimanere estasiati a contemplare un variopinto panorama, un'alba, un tramonto o la perfezione di un piccolissimo particolare. Il cuore si riempie di gioia mentre in una frazione di secondo si ha la limpida certezza che quella perfezione, quella bellezza che ci sta facendo palpitare è qualcosa di assolutamente divino

Riconosciamo in quel bello una forza irresistibile che ci spinge verso una Bellezza che trascende ogni bellezza e che di quella bellezza è la Fonte. Allora subentra in noi una gioia inesprimibile, una pace inspiegabile e sentiamo un misterioso amore avvolgerci e scaldarci il cuore.

La Bellezza ci trae a sé, ci attrae, ci chiama e chiamandoci alimenta in noi l'amore.
Questo concetto, ben noto al mondo ellenistico, è ricorrente nel Nuovo Testamento laddove ad esempio si parla di chiesa, ecclesìa, ek-kaléo (chiamati da) nei termini di un'assemblea di convocati, chiamati, adunati "dal" Bello (kalos - parola che deriva da kaléo).

I fedeli sono chiamati, convocati, perché attratti dal Bello, anzi dalla stessa Bellezza. Ragion per cui il Pastore della parabola lucana è Bello (e non  semplicemente buono come generalmente viene tradotto) e "le pecore lo riconoscono" in virtù di quell'immediatezza che la Bellezza porta in sé e che la bontà, esigendo la conoscenza, non ha. 

Occorre aprire gli occhi alle infinite sfumature della bellezza che ci circonda, ed imparare lo stesso stupore che nasce dalla gioiosa curiosità dei bambini, per potersi soffermare a contemplare il quotidiano e riconoscere in esso l'inconfondibile firma di Dio. 
Allora sì che, l'inesorabile bellezza, inarrestabile per natura, salverà il mondo.




venerdì 7 gennaio 2011

La Bellezza non si può non riconoscerla


Vi propongo una stupenda riflessione tratta dal blog Berlicche.

La bellezza non si può non riconoscerla.
Non vederla, quando c'è, vuol dire non essere interamente umani.
Ciò che riconosce questa bellezza, dentro di noi, è lo stesso "circuito" che separa il bene dal male, che sa distinguere la giustizia, che cerca la verità. Quando siamo posti davanti a queste cose non possiamo quindi dire che non ci sono.
Anche un dittatore sanguinario come Stalin, che consapevolmente e intenzionalmente metteva a morte ventimila persone al giorno, può restarne toccato.
Ma poi cosa succede? Quel giudizio del cuore viene sporcato.
Sì, quella pianista è brava, ma è religiosa. Non è gran che, ma è realismo sovietico!
E cosa leggi a fare Berlicche, che è uno sporco integralista cattolico.
Si può tacere del bello e del giusto per ideologia, si può tacere per paura.
Ricordo l'episodio riguardante la pianista Marija Judina e Stalin, così come lo narra Šostakovič. Il dittatore ascolta per radio un concerto della musicista, e ne resta così colpito da chiederne il disco. Che non esiste, perché era una diretta. Così l'orchestra e la pianista vengono tirati giù dal letto e incidono in fretta una registrazione. Stalin fa avere alla suonatrice 20000 rubli, una cifra strepitosa.
Lei risponde così:
"La ringrazio per il suo aiuto, Iosif Vissarionovic. Pregherò giorno e notte per Lei e chiederò al Signore che perdoni i Suoi gravi peccati contro il popolo e la nazione. Dio è misericordioso, la perdonerà. I soldi li devolverò per il restauro della mia parrocchia".
Si dice che il disco fosse sul grammofono della dacia di Stalin alla sua morte.Come colpisce questo? Nel fatto che la paura - gli amici della Judina sono stati in gran parte imprigionati o uccisi - non cancella il giudizio. Non c'è nascondimento, ma piena libertà. Perché vi è la fede in qualcosa di più alto, che nessuna mano omicida potrà sconfiggere. Una limpidezza di giudizio tanto grande che sfocia nella misericordia, nella speranza. Perché al dittatore sono ricordate le sue colpe, ma anche la possibilità di cambiamento.
E' umano riconoscere la bellezza. Si chiama cuore, questa facoltà.
E' umano anche cedere, in questo riconoscimento. Si chiama peccato.
Riuscire a mantenerlo è qualcosa di più. Si chiama Grazia, ed è qualcosa di divino.